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E' con legittimo orgoglio, con immensa gratitudine e con sana soddisfazione, che comunico agli autori iscritti ad apostrofo che Diego Cugia ha acconsentito a regalarci un suo prezioso, piccolo inedito che è un fiore all'occhiello augurale per la nostra prima antologia di narrativa, ancora in corso d'opera.
Si diventa poeti per necessità,
perché scopri di essere un organo dai cento registri
il flauto, il corno inglese, vox umana, violini
ma ne suoni uno solo per volta e gli altri o muti o stonano
e allora capisci che deve salire un artista
lui solo può, col verso delle sue mani folli
suonarli tutti insieme, eseguire il tuo accordo
fare un Io di un coro
Si diventa poeti per necessità
sopravvivenza, esercizio, solitudine e rabbia
finché dopo decenni di incomprensione di te
entra nella tua chiesa uno straniero, ombra
generata dai tuoi incubi e dai tuoi sogni
e per un secondo ti dona te stesso.
Da quel momento, e per sempre,
cercherai di ripetere quell'accordo felice. (Diego Cugia)
Nel rendervi partecipi di questo evento eccezionale, vi anticipo che il testo di Cugia sarà inserito sulla prima pagina della nostra antologia, la cui pubblicazione è prevista per settembre.
Grazie da noi tutti a Diego Cugia , maestro di scrittura e di cortesia
Paolo Biagioni
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