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DEL CAMEMBERT ITALIANO E DEL BAROLO FRANCESE
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Autore Messaggio
Alberico Vien Dal Vento



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 493

Inviato: 27/10/2005, 13:01    Oggetto: DEL CAMEMBERT ITALIANO E DEL BAROLO FRANCESE  

Se vi trovate a fare una bella cena a base di frutti di mare, ostriche e coquillages dal ristorante Astoux & Brun nella Croisette di Cannes, senza dubbio uno dei migliori del genere in quanto ha uno smercio continuo di questi prodotti garantendo così la freschezza, e chiedete un buon vino, vi verranno proposti Muscadet, Blanc de Blanc, Sauvignon, Sylvaner e così via. Alla richiesta di una bottiglia di acqua gassata vi viene messa in tavola la Ferrarelle.
Se poi il giorno dopo decidete di rientrare in Italia e fermarvi per esempio al “Palma” di Alassio o “Da Claudio” a Torre del mare, dopo liste di vini interminabili, con possibilità di scelta anche fra produttori di mezzo mondo, chiedendo l’acqua gassata vi trovate la panciuta bottiglia della Perrier.
Anche se riscontrerò le ire di Beppe Grillo, che denunciò pubblicamente i viaggi delle bottiglie di acqua, trovo giusto che la globalizzazione porti condizioni e possibilità a tutti, ed avere la possibilità di bere acqua minerale diversa è un vantaggio rispetto al consumare solo ed esclusivamente l’acqua che viene dalla collina sopra casa tua.
Ma un aspetto che fa sorridere è la tendenza esterofila generale, forse più italiana che francese, che si trova in giro per il mondo. Della Francia abbiamo avuto una prevaricazione gastronomica ed enologica che perdura, anche se latente, ancora adesso. I migliori vini, formaggi, ristoranti, carni e così via, sono sempre stati detti da loro come i più buoni.
È stato notevole il mio stupore di fronte a quel trafiletto a malapena leggibile, che non era neanche su tutti i giornali, proponente la notizia che all’Olimpiade dei Formaggi la scamorza affumicata, la robiola ed il provolone avevano sbaragliato i cugini d’oltralpe. Nella conseguente ricerca sul web, avevo visto che i tanto acclamati prodotti francesi erano stati passati, come punteggi, da italiani, alcuni svizzeri, austriaci ed altri ancora.
Ora si sa che le generalizzazioni lasciano il tempo che trovano, come pure i campanilismi fini a sé stessi, ma non nego che la notizia mi abbia fatto piacere.
Si sa che le comparazioni sono anch’esse riduttive, perché un camembert ed un taleggio sono due prodotti diversi e dire che uno è più buono dell’altro rimane nell’area soggettiva.
Ma sono contento che adesso si possa tranquillamente discutere con un francese che, di fronte al suo innalzare i propri prodotti come i migliori del mondo, diventi un interlocutore mantenuto alla stessa posizione di altri produttori stranieri non meno validi.
Loro, i francesi, una qualità l’hanno avuta: hanno saputo vendersi meglio.
Ed hanno saputo proporre al mondo intero marchi, etichette, costumi, usi e ricette come di loro proprietà o pertinenza assoluta.
Non è vero che un Romanee Contì è migliore di un Barolo di Gaja, come non è vero il contrario, perché uno è un Bordeaux, l’altro è un Barolo. E sono ottimi ambedue.
Come non è vero che il Formaggio di Fossa delle Ardenne sia più buono dell’Ammuffito in Grotta delle parti di Perugia. Sono diversi. Ed altrettanto buoni.
Negli ultimi trenta anni i produttori e ristoratori italiani hanno fatto passi da gigante ed il livello qualitativo generale può competere, se ci fosse competizione, con qualsiasi altro prodotto mondiale, che sia vino, ristorante, formaggio, pasticceria, salume od altro ancora. Non mi si dica poi che non avremmo acqua minerale di qualità tale da poter essere versata nel tavolo di un grande ristorante.
Sono orgogliosissimo di quelle poche piante di olivo che conferisco ad una cooperativa di produttori, dalla quale prendo molto più olio di quello che dò; e mi inorgoglisce il fatto che tedeschi, svizzeri, ma non francesi, vengano a fare vacanze enogastronomiche e conseguenti acquisti di vero olio extravergine di oliva della varietà arnasca.
Difficilmente i francesi acquistano il nostro olio, che sia ligure o del Garda o toscano.
Probabilmente il buon odore di questi prodotti non toglie loro a sufficienza la puzza sotto il naso.
Ma, e adesso devo dire purtroppo, su una cosa bisogna lasciarli stare.
Lo Champagne è loro, e tutti i tentativi di imitazione non gli si sono neanche avvicinati.
Purtroppo.
E lasciamoglielo stare. Ma solo quello.

Alberico Vien Dal Vento
Un paese sul mare
26 ottobre 2005
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elogiodeisogni
Visitatore





Inviato: 27/10/2005, 17:12    Oggetto:  

Stesso discorso si potrebbe fare per l'estetica, la profumeria, la moda, la nautica etc. etc. e sono d'accordo con te: è solo una questione di marketing che loro sanno utilizzare alla perfezione, noi invece ...
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