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Sopra una vulva fossile
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Autore Messaggio
Stefano Cona



Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest

Inviato: 20/12/2005, 21:08    Oggetto: Sopra una vulva fossile  

Sul chiuso tuo schermo
di siti famosi,
con spirto fraterno
tu mai non abusi,
rispondi marmoreo,
a chi può esserti figlia,
che non t’interessa
la sua fresca conchiglia.


Occulta nel fondo
d’un pixel tapino
nel suo giovane mondo
lei agogna un clarino;
copulava co’ nautili,
co’ classici a schiera;
e ...puttana non era.


Per quanta vicenda
de ‘suoi begli occhioni,
arcana leggenda
d’immani emozioni
impresse volubile
sul niveo mio dorso
dei canini il suo morso!


Non son nato ieri;
ma lindo pur ora
su certi criteri
preferisco una suora;
pur ora dal Tevere
a’ rive cristiane
s’affacciano a mille
le pentecane.


E’ fresca la valva
che assatanato canuto
confonde con vulva.
Sarò prevenuto
ergendomi a giudice
ma ammazza che “strano”
il genere umano!


Tu, pria che la testa
all’aure feconde
con somma protesta
levassi dall’onde,
tu, davi scampoli
de’ tuoi pannicelli,
creando bordelli.


Insomma più o meno
nei tuoi ceruli piani
ardeva il baleno
di cento vulcani:
le dighe squarciavano
di pelaghi ignoti
rubesti tremoti.


Con turbanti di maghi
su chiome sciolte,
con gemiti vaghi
le spire rinvolte,
le voglie che bramano
lussuriosi convegni
…e non ti vergogni.


E vorresti il mio seme?
Io, ultimo giunto,
purezza mi preme
e con disappunto
ti nego i testicoli
non anco maturi
ai tuoi fulgidi augùri.


Non son ganimede,
e dunque il tuo sguardo,
al core mi eccede
falso e maliardo:
e ti grido: “Nasconditi!”
ché il tuo vizio si spande
dalle triste mutande.




T’avanza, t’avanza,
biancastro quel siero
a cui dai l’importanza
di fisso pensiero:
se schiavi, se lagrime
son tue armi di guerra,
….fatti una birra.


Eccelsa, segreta
nel buio degli anni
Dio pose la mèta
de’ nobili affanni.
Con brando e con fiaccola
sull’erta fatale
[I]ascendo, mortale![/I]

Eppoi ho già speso
in età precedenti
il mio soprappeso
degli anni ruggenti,
or splendo di laceri
pensier di mandrillo
il mio corpo satollo.


Mi tengo i miei torti,
come sacri cimeli
e fo versi corti
che parlan di cieli
che dicon d’amore
di pane e di vino
per novo cammino.

(che Giacomo mi perdoni)
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Massimo Guisso



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 13803

Inviato: 20/12/2005, 22:06    Oggetto:  

Ho colto, come dire, allusioni sacre & profane... Vulva stesciòn uègons: mi ci tuffo di testaaaa!!!
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OTTOBRINO



Iscritto: 17 Dic 2005
Messaggi: 85
Località: Treviso

Inviato: 24/12/2005, 15:49    Oggetto:  

Gentile Stefano,
in questa lirica esistono sentimenti e significati che inducono il lettore alla profondità, obbligandolo a scandagliarne il fondo. Traggo una forte musicalità, che accompagna una struttura poetica dalle antiche origini.
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Stefano Cona



Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest

Inviato: 24/12/2005, 17:05    Oggetto:  

Nessun obbligo e nessun fondo solo una parodia di cose quotidiane tipiche da web. Credimi Ottobrino la cosa migliore è di goderne la lettura restando in superficie, perchè intanto di più profondo non c'è assolutamente nulla.
Grazie per l'apprezzamento.
Stefano
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