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La Morte che viaggia e la “Danza Macabra”
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Autore Messaggio
Erendal



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5076

Inviato: 2/4/2006, 10:50    Oggetto: La Morte che viaggia e la “Danza Macabra”  

La Morte che viaggia e la “Danza Macabra”



Foto dal sito http://www.jordana-brewster.net


Le tradizioni si sa alle volte sono sacre, altre volte mistiche, ogni tanto raccolgono intorno a sé perfino tracce di macabro. Alcune sono molto antiche, quasi sempre pre-cristiane, talvolta di origine celtica - se parliamo di Europa Occidentale.

Ecco, vorrei consegnavi all’antica Bretagna per “riesumare” la tetra figura dell’Ankou. State pure rilassati, è solo un viaggio col pensiero, almeno così dovrebbe essere, eh eh. L’Ankou potrebbe anche rivivere nella vostra testa, se siete facilmente impressionabili! Allora che intenzioni avete… si prosegue?

Bene, se siete qui significa che non vi mostrate influenzabili e che siete pronti a scoprire questa leggendaria macabra figura: l’Ankou. Ebbene, si tratta di una rappresentazione della morte, quindi il solo dirne già mette i brividi in corpo.

La tradizione è appunto quella popolare della Bretagna che vede l’Ankou (cioè la morte) come una misteriosa figura scheletrica con in testa un largo cappello che gli copre il volto ed in mano una pala con falce. Niente di nuovo, vero?

Quanti di noi avranno già visto identificata così la morte, ma senza sapere che l’origine di questa sagoma deriva proprio da un’antica tradizione bretone? E non si scherza.

Si narra che essa sia “posseduta” per un anno intero dall’anima dell’ultimo morto di ogni comunità religiosa. Il suo compito è di perlustrare di notte la città alla ricerca di vittime da consegnare all’aldilà. Imbattersi in lei è la peggior sciagura che possa accadere, ed è inutile opporsi o tentare di fuggire. L’Ankou se ti vede non ti da tregua… ti prende.

Secondo varie fonti legate alla leggenda ed al mito, l’Ankou appare anche a tutti coloro che nel corso dell’anno perderanno il dono della vita. Perciò attenti, se avvistate un’immagine scheletrica con cappello e falce… è lei!

Come riconoscerla? Viaggia sul suo carro (il karrig an Ankou): ovvero un carretto di legno scricchiolante che viene rimorchiato da due destrieri, Anken e Ankoun. Li vedete? Se no… passo a descriverli io. Entrambi sono “messaggeri” di sventura, seppur tra loro molto diversi… ed entrambi rappresentano in qualche modo lo sconforto.

Anken è bianco, magro e vacillante sulle gambe, la sua figura - come il suo nome - serve per ricordare il “dolore”. Ankoun all’opposto è nero, prospero e dal manto brillante, eppure rappresenta l’”oblio”, come il nero più assoluto.

L’Ankou non viaggia mai da solo, e si serve di due aiutanti incappucciati: uno per tenere le briglie dei cavalli e l’altro per raccogliere i corpi dei cadaveri e caricarli sul carro.

E’ compito del secondo anche spalancare i cancelli e le soglie degli sciagurati che riconoscono il tenebroso cigolio del karrig an Ankou; infatti anche udirne il solo tremendo cigolio è richiamo di morte.

E’ a tal proposito che l’Ankou carica pesanti pietre sul suo carro affinché lo stridio sia più possente.

Insomma stiamo parlando di autentico rumore oppure del pesante fardello sulla psiche umana? L’analogia lascia immaginare che quello stridio sia esattamente il frastuono delle fatiche della vita.

Ed è proprio per questo che la parola Ankou nello specifico sta a significare “angoscia”, ed il suo esistere è… per essere il fantasma e lo spauracchio della notte. Già, la notte: tanto placida e silenziosa, quanto piena di insidie.

Tanti sono i racconti popolari che raffigurano l’Ankou, ed a seconda della zona cambia sempre qualcosa, nei luoghi di mare per esempio il carro è rimpiazzato da una chiatta; territori di mare dove è sconsigliabile vagare intorno alle coste del mare dopo il tramonto. In Bretagna ne sanno più di qualcosa.

Insomma, basta parlare di leggenda e passiamo al concreto… concreto si fa per dire, anche prima mica scherzavamo! Allora, cominciamo a legare il nome dell’Ankou alla “Danza Macabra”, di cui mi piacerebbe parlare più approfonditamente – magari in altro topic.

L’Ankou… questa “angoscia”… si trova spesso dipinta nelle raffigurazioni della morte all’interno delle "danze macabre". La danza macabra la potremmo definire come un genere d’arte molto antico che nacque e si sviluppò in Francia tra la fine del XIV secolo e l’inizio del successivo, un’arte che si lasciò apprezzare non solo nelle rappresentazioni figurative ma anche e soprattutto nella letteratura e nel teatro. E questo è l’aspetto più importante.

Ma attenzione al termine, spesso oggi frainteso o non compreso nel verso senso del suo termine. La parola “macabro” sta a significare “funebre” e “grottesco”, deriva appunto dal francese macabré.

Tuttavia l’origine etimologica è piuttosto incerta, forse risale ai martiri Maccabei, oppure al siriaco “marqadta” o “maqabrey”, rispettivamente “danza” e “becchino”. Resta sconosciuta anche l’origine della Danza Macabra, sebbene ci siano molte teorie in proposito.

Quella maggiormente ricercata risale al Medioevo, dove la stessa serviva come “memento mori” per i potenti, come sostegno per i poveri, e soprattutto come avvertimento a condurre una vita cristiana.

Anche la nostra cara Italia ha qualcosa di “danza macabra”, c’era l’affresco della chiesa di San Lazzaro a Como che purtroppo è andato perduto, ma sono ancora visibili quello sul muro del cimitero di Sesto in Val Pusteria (Bolzano) e soprattutto il ciclo degli affreschi esterni dell’oratorio dei Disciplini a Clusone a Bergamo.

Ma lasciamo subito l’Italia, dove di danza macabra se ne parla davvero poco, e torniamo in Bretagna dove né il tempo né tantomeno l’avvento della religione cattolica hanno contribuito a cancellarne le tracce. Più precisamente la nostra zona è quella chiamata Finistère (dal latino finis terrae, ovvero “la fine della terra”).

E’ qui, addentrandosi nei luoghi sacri ed antichi che si arriva in una “zona senza tempo” dove si capisce che la danza macabra è esattamente il richiamo alla brevità della vita, quindi all’Ankou.

A questo punto però sono proprio obbligato a trattenermi, perché proseguire a scrivere avrebbe poco significato! Un suggerimento? Ma solo per chi ha fegato. Che ne dite di una vacanza al Finistère?
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susysusy



Iscritto: 20 Giu 2005
Messaggi: 125
Località: desio (mi)

Inviato: 2/4/2006, 11:33    Oggetto:  

molto macabra questa danza ma ben fatta!!!! complimenti da susy
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andreas



Iscritto: 02 Giu 2005
Messaggi: 14094
Località: reggio calabria

Inviato: 2/4/2006, 11:41    Oggetto:  

bè una vacanza col clistere solo tu te la potevi inventare..
ma sei stato bravo con questa morte con danza macabra..
emmenthal...coi buchi
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umbratilis



Iscritto: 02 Gen 2006
Messaggi: 3844

Inviato: 2/4/2006, 12:13    Oggetto:  

..non dimenticare la "totentanz" di Pinzolo in provincia di Trento

"io sonte la Morte che porto corona/ sonte Signora de ognia persona"
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Duncan



Iscritto: 19 Apr 2005
Messaggi: 6742

Inviato: 2/4/2006, 12:51    Oggetto:  

bell'articolo..molto colorito..questo è certo!e bravo l'elfo..
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Erendal



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5076

Inviato: 2/4/2006, 18:35    Oggetto:  

umbratilis ha scritto: ..non dimenticare la "totentanz" di Pinzolo in provincia di Trento

"io sonte la Morte che porto corona/ sonte Signora de ognia persona"

Sempre grandi i tuoi interventi!!! "Totentanz", ovvero la malizia del diavolo! Si tratta di una chiesetta in Val Rendena. Le figure dipinte sulla facciata esterna della chiesa rappresentano in effetti la danza della morte (Totentanz); e si tratta di disegni "gotici". Sono andato ad informarmi ed ho trovato la tua "dritta" molto interessante!
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Erendal



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5076

Inviato: 4/4/2006, 09:20    Oggetto:  



Totentanz, dal sito http://www.klosterkirche.de
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Duncan



Iscritto: 19 Apr 2005
Messaggi: 6742

Inviato: 4/4/2006, 09:24    Oggetto:  

conoscevo già,il totentanz..interessante..questa figura che hai proposto..
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Erendal



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5076

Inviato: 26/4/2006, 22:05    Oggetto:  

Duncan, se hai notizie in merito mi interessano! Grazie.
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umbratilis



Iscritto: 02 Gen 2006
Messaggi: 3844

Inviato: 26/4/2006, 22:51    Oggetto:  

TOTENTANZ, Tallin 1463



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