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Paolo Biagioni
Iscritto: 24 Mar 2005
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Località: Carrara
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| Inviato: 7/5/2005, 17:51 Oggetto: Premiazione delle Poesie del mese di Aprile. |
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Poesie del mese sezione "Poesie di apostrofo"
Desiderarti
dueanime
Oggi ti porto con me
annidato nel ventre
lisciato dal mare
che corre al mio fianco
e poco più avanti dal gemito
di una primavera qualunque
acquattato nel tempo mite
delle mie mattine
come un gatto
vicino a una carezza possibile
oggi ho pause larghe
passaggi d’occhi da riempire
brusio di vita che chiede udienza
così ti porto con me
con la grazia tenace di un rampicante
sul muricciolo
che costeggia il mio giardino
Lirica solo apparentemente semplice, di altissima levatura poetica, con immagini quasi pittoriche , nitidissime, di fattura squisita.
Suddivisa in due strofe di dieci e sei versi, la poesia trascorre in due momenti diversificati e si avvale di due differenti similitudini.
Nella prima strofa, il desiderio diventa feto, parte integrante dell’essenza stessa dell’autrice, che lo reca con sé, godendo con e per lui del mare vicino, dei rumori di una primavera (bellissimo il “gemito di una primavera qualunque”) che si genera intorno con il dolore che è proprio di ogni nascita; lo porta con sé nella quiete del mattino, come un gatto in attesa di eventuali carezze.
Nella seconda strofa, l’attenzione dell’autrice sposta la propria angolazione visiva e diventa introspezione chiarificante di tutto il senso del testo: è una mattina in cui l’autrice è disponibile al vivere, aperta agli stimoli, in pausa di solitudine, quasi; per questo può permettee al desiderio di radicarsi, di crescere, di espandersi gentilmente. Nuovo e rigoglioso. Tenace come un rampicante sempreverde.
Il lessico elegantissimo, il ritmo scorrevole, la padronanza assoluta della metrica, tanto da rendere del tutto inutile la punteggiatura, fanno di questa lirica un vero, piccolo gioiello.
Il letto di Giulietta
Necatrix
Ho truccato il mio cuore stasera con lucciole e stelle.
Ho raccolto i capelli con raggi di luna.
Ho aspettato al balcone il tuo passo di svelto gitano.
Mi hai spiato - t’ho visto -da dietro il portone
con occhi di religioso cristallo
mentre il sole già stanco incantesimava
l’oro delle stoffe e del mio profilo preciso.
Ora qui, nella notte di pietra e di sabbia,
nel letto, arroccato nel sogno di te,
mi sprimaccio il guanciale e l’amore,
mentre URGENTE la mano della notte
scivola dentro la mia anima.
Amiche di labbra le coltri di piume
m’avvolgono benevole come il mare di nuvole
s’arrotola stanotte a questo taglio di luna.
Nel letto del mio cuore, nel letto della mia vita
non c’è che un unico nome.ROMEO.
La spalliera di ferro di questo giaciglio disegna sul muro arabeschi ametista sussurrando il tuo volto
di bellezza che scalpita e fugge.
Riposo in questo giaciglio di nuda adolescenza
il mio fiore di mite colomba.
E’ una culla di acqua profonda in cui i tuoi occhi
di lapislazzulo scuro si fanno conchiglia di ogni mio desiderio.
Soltanto pensare adesso alle tue mani,dai palmi
pieni delle mie iniziali,mi distoglie appena
dal correre verso il balcone a cercare il tuo corpo
avventato nel buio della notte di seta.
Sarai là, anche ora,il volto nascosto dal profumo
della tua voce di cannella e garofano rosso,
nell’oscura speranza d’un androne amoroso?
O piuttosto ti struggi, al mio pari,in un letto da uomo,
senza orpelli e poesie,pensando alla mia
cometa di fuoco e sangue nella tua vita di sguardi silenziosi?
Tornerai al balcone, Romeo?
Che liquida inconsistenza ha il tuo nome,
quando lo ripeto al guanciale.
Nel letto stanotte ho contato i riccioli neri sulla mia lingua
e le folate di vento che hanno alzato i rumori
per arguire il tuo passo.
T’aspetto sdraiata tra i veli,affilata in brevi
sogni di desiderio e paura.
T’aspetto venire nota del mio del cuore
per scandire la mia anima.
Quasi un capolavoro, questa lirica, tanto da rendere arduo il commento. Si commenta da sola, nella fattura elegantissima della trama poetica, nell’aggettivazione ricca e mirata, nelle metafore seducenti, nel ritmo irrequieto di un’attesa ad un tempo intensa e divagata dai pensieri. Giulietta attende il suo Romeo con la freschezza dei suoi anni ed il linguaggio del suo tempo, in un mosaico perfetto di sensazioni ed ansie, di giri di pensieri e folate di illusione. E la lirica è fresca, intarsiata, ogni parola un ricamo, ogni emozione un affresco curato nei minimi particolari, senza che questa meticolosità tolga nulla alla giovane ansia della fanciulla che aspetta l’amato.
Gli interrogativi della giovinetta, il suo farsi bella con gli elementi della notte amica, il suo sprimacciare amore e cuscino, il suo leggere il nome dell’amato e immaginarne il volto e i gesti, non hanno tempo. E’ classico, invece, lo stile volutamente arcaico che supporta e nobilita un linguaggio ora antico, ora modernissimo, ora inventato (bellissimo l’imperfetto del verbo “incantesimare”, coniato dall’autrice ad hoc). La contrapposizione tra contenuto e forma, crea un suggestivo teorema degli opposti, uno scrigno perfettamente adornato e linguisticamente perfetto dove il lessico vario ed adeguato si incastona come una gemma; uno scrigno al cui interno vibrano desiderio e paura, sogni ed ansia.
L’anafora nell’ultima quartina, è il raggiungimento dell’acme di un pathos costruito dall’autrice con raffinata, elegantissima maestria.
Poesie del mese sezione "Poesie Utenti"
Si scrive di quel che si perde
Mariella Tafuto
Si scrive di quel che si perde
di quel che non si è mai avuto
-due braccia forti e un tango-
di ciò che non si è pescato
di maglie da cucire sotto il sole
e della rete di una vita intera, bianca
tinta di ruggine. Si scrive delle squame
del sale che si asciuga sui calzoni
degli stivali in gomma nella melma
e delle notti cupe sopra il mare
quando si aspetta l’alba. Quando si va
per porti e per mercati, dentro la nebbia.
Lirica in cui l’autrice gioca tra sogno e vita vissuta: dodici versi, ma alternati in una variazione di sillabe e strofe, la cui ondulazione conferisce alla poesia un andamento metrico- lessicale danzante. L’inizio del verso successivo a metà riga del verso precedente, costante in tutta la lirica, scandisce il tempo poetico in modo caratteristico e personale. La tecnica poetica si adegua ai motivi ispiratori dando forma ad una
originale visione in cui lo scrivere tocca tutte le sfere: da quelle illusorie (ciò che non si è pescato) a quelle dolci del ricordo (due braccia forti e un tango) per poi trasferirsi nei sei versi centrali alla vita vera. E qui, i colori, le alternanze tra le maglie da cucire e la rete della vita da tessere; qui, i gesti comuni, le macchie di sale, le attese di un giorno nuovo, nelle “notti cupe sopra il mare”.
Mariella Tafuto scrive all’ombra di un ricordo, al sole di un giorno di lavoro, nella notte di un dolore, forse, da sola e tra la gente. E la chiusa, incisiva e sfumante ad un tempo, riunisce i vari fili, dolcemente, nell’umanità che popola porti e mercati, nella densa nebbia del vivere.
Sk8er (a Giulia)
ubik
Ho
di quand’ero te
un sogno madido
d’intonaco sbriciolato tra le mani
ed assi secche
tra rovi esplorati
nei giorni
di vacanza.
Perso
dietro al mio avanzare
solo
nelle parole nebbiose di altri,
ingranaggio spaiato della bici.
Fammi afferrare
adesso
quelle parole.
Fammi guardare coi tuoi occhi infallibili.
Lirica introspettiva, in cui si esprime tutto il disagio dell’essere soli in due: il tentativo di comunione , in cui l’autore si definisce “altro da sé” (“ho di quand’ero te”), sconfitto dalla “secchezza” di un rapporto in cui ci si adegua ad un vissuto estraneo e poco comprensibile. In cui il sogno iniziale di condivisione sembra sbriciolarsi come l’intonaco madido (lacrimante?)di disillusione e speranze avvilite. Da qui l’inadeguatezza del pedalare senza un ritmo comune, cercando appoggi forse negati. Equilibri forse non concessi. La volontà di “comprendere” diventa preghiera in qualche modo imperativa nella richiesta di un cambio repentino di visione, attraverso gli occhi di lei, “infallibili”.
La struttura della lirica si assottiglia inesorabilmente: otto versi nella prima strofa, cinque nella seconda, tre nella terza, fino all’unico, bellissimo verso finale, dando l’idea della perdita progressiva della propria visuale confusa, persino della propria identità per immedesimarsi in quella “perfetta” di lei.
Alcool e ancora notte e ancora alcool e. Tu
Marvel
Ho placato la mia sete bevendo
Ingiurie e vino scadente
Mentre la notte ruotava isterica
Tra pozzanghere e cenere.
Respiravi l’odore del corpo, tu
feroce distante ferino, tu.
Carne che si fa cibo che si fa sangue e
Amore
Odio la fame che ti prende al mattino
Mentre scosti ridendo capelli e silenzi.
I miei.
Stile personalissimo, nella descrizione esplosiva di una notte di eccessi, consumata in un abbandono disperato e, si intuisce, solitario malgrado la presenza dell’altro: la “sete” di lei può placarsi solo con elementi esterni: vino scadente, possibili insulti, sigarette divorate nella rabbia del proprio bisogno inappagato, lacrime senza consolazione; la “fame” di lui, in agguato come una belva, indifferente e lontano, pretende una risposta congrua dal corpo di lei, che si fa cibo, sangue ed amore. E quello scostare capelli e silenzi, ridendo, diventa icona di due universi contrapposti e lontanissimi, della negazione dell’altro.
Lei non ha nutrimento dall’altro, l’altro si ciba di lei.
La lirica è strutturata in due quartine spezzate da due versi che rendono il ritmo sincopato ed in affanno,
che danno l’idea di un’attesa odiata e distorta. Cronaca ineccepibile, di una “fame detestata e subita”.
Popcorn e patatine
Wingdings
Non ti ho mai vista
come stasera
con quella luce diagonale
proiettata
da una macchina da presa
spenta.
Mi hai mostrato
la pellicola di un film
già visto
e io ho comprato
popcorn e patatine.
La vecchia cassiera
ha sempre avuto
due figli a carico
e il marito
ha sempre continuato
a giocare a tressette.
Ricordi
come si abbracciavano
le coppiette fresche,
mentre l'acqua pioveva
sulle vite boccaccesche,
come si chiudevano
di botto i portoni
all'accendersi d'una luce
alla finestra.
Ricordo
come s'alzava la terra
quando l'asfalto non esisteva
e mi chiudevi gli occhi
per nacondermi
al passaggio
del vento.
Ma la vecchia cassiera
ha sempre avuto
due figli a carico
e il marito
ha sempre continuato
a giocare a tressette.
Dal balcone
ti ho aspettata per anni,
con la stessa camicia,
con lo stesso maglione.
Sono cresciuto
tra vasi di geranio
e magliette di cotone.
E quando mi chiudesti gli occhi
per nascondermi al vento
ero già morto
da non so quanto tempo.
Spegniamo le luci
di questo cinema d'essai.
Sento ancora
qualcuno che ci applaude
mentre la cassiera
chiude il botteghino.
Tra non molto suo marito
scenderà da un urbano,
insieme se ne andranno
mano nella mano.
Struggente regia per un film in dissolvenza, delineata dalla mano abilissima dell’autore. La vita come un film minimalista, la storia unica e normalissima, fatta di quotidianità e di affetto, di gesti comuni e di complicità. Una storia eccezionale di vita vera, esempio di realismo poetico di alta classe.
La cassiera col marito giocatore, sembra osservare le figure principali di una fiction lunga tutta una vita e fa da corollario all’epilogo dolcissimo e naturale di luci spente e botteghini chiusi.
E la riscoperta di un amore normale, rende nuova l’emozione, proprio come quando riguardiamo un “classico” forse distrattamente, magari mangiucchiando pop corn e patatine, ma consapevoli della ricchezza dei contenuti dell’opera.
Così l’onda di ricordi ripercorre la mente dei protagonisti, sull’arco di una vita “camminata insieme”, sui negativi di una pellicola ancora applaudita, sulle luci sfumanti del palcoscenico della vita.
La sequenza presente-passato-presente, con la costante della cassiera del cinema presente in ogni blocco a dare continuità, è la caratteristica di una tecnica poetica che scivola sapiente, fino al “The end”.
Ti ho sentita
Necrodaimon
Ti ho sentita.
Eri nel bicchiere di Porto
che si beffava della mia solitudine.
Eri nel sapore del sangue
che usciva dal mio labbro
dopo l'ultima rissa a Rue de Berne.
Eri nelle note del pianoforte
che si piantavano nel mio cuore
tra gli applausi della gente.
Ti ho vissuta.
Eri la puttana
con la quale ingannavo il mio amore
tra una canna e un sorso di rum.
Eri in quel freddo
che giocava con i miei pensieri
e baciava la mia pelle
con labbra senza rossetto.
Eri nella lametta del rasoio
che cercava le mie vene
le notti in cui rientravo sbronzo.
Ti ho perduta.
Eri la ragazza con i capelli al vento
e la macchina a tutto gas
che andava incontro al suo abisso.
Eri l'ultima pioggia d'autunno
che annegava le foglie e i miei ricordi.
Eri l'angelo che pregavo ogni sera
mentre il dolore mi inchiodava l'anima
e dalle mie ferite
sgorgava acqua di rose.
La lirica si snoda in tre novenari distinti, introdotti dai capoverso : ti ho sentita, ti ho vissuta, ti ho perduta. Ad ogni introduzione segue il dettaglio, appassionato e rabbioso, secondo l’ottica di un amore monocorde, in cui la presenza di lei è dolorosa e assordante: l’amata è sentita come la falsa ebbrezza di un alcoolico, il sangue che cola da una ferita, ma anche le note della malinconia dell’artista, che si eleva solitaria al di sopra della folla plaudente. L’amata è vissuta come puttana, come gelo di un cuore incompreso, come disperazione per una vita (per un amore) vissuta a metà.
Solo nel terzo momento, alla perdita della ragazza (bellissimi i capelli al vento verso l’abisso) segue la poesia più struggente: lei diventa pioggia, angelo, attesa…come se l’averla persa, ne nobilitasse in qualche modo il ruolo, la elevasse al di sopra del reale e del contingente. E la passione e la rabbia si stemperano in un rimpianto doloroso che diviene preghiera.
Il lessico volutamente scabro evidenzia una pregevole capacità dell’autore di compenetrarsi con l’atmosfera che intende descrivere.
Ringraziamo gli autori per le Opere pubblicate e Maria Teresa Sampietro "Sidney_L" che ne ha curato la scelta e l'analisi. |
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Principepazzo
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9076
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| Inviato: 7/5/2005, 18:14 Oggetto: ;-) |
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| ovaciones y orejes .... :bomb: :dude: |
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Necrodaimon
Visitatore
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| Inviato: 7/5/2005, 18:18 Oggetto: |
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| Ooo yeah! :blob: |
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Nuccina
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 4205
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| Inviato: 7/5/2005, 20:18 Oggetto: |
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bravi a tutti.....
:bigsmiley:
NUCCINA |
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Duncan
Visitatore
Iscritto: 19 Apr 2005
Messaggi: 6742
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| Inviato: 7/5/2005, 21:20 Oggetto: |
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| tutte meritate complimenti!!!! :band: |
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elogiodeisogni
Visitatore
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| Inviato: 7/5/2005, 21:30 Oggetto: |
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Splendide tutte ... un incanto!
Braviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii |
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max3w
Visitatore
Iscritto: 12 Apr 2005
Messaggi: 1215
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| Inviato: 8/5/2005, 09:37 Oggetto: |
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| Complimenti. |
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LunaRay
Visitatore
Iscritto: 08 Apr 2005
Messaggi: 1502
Località: Pistoia
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| Inviato: 8/5/2005, 10:24 Oggetto: Complimenti! |
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Ma che bello... anche le analisi! Un bravo agli autori!
:wave: |
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Marvel
Visitatore
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| Inviato: 8/5/2005, 10:40 Oggetto: |
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che flash!!!!!!
ma che ci a la mia lì in mezzo ????
grazie , e ancora grazie e grazie e. voi.
:slapped: |
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Drakul (S.Canepa)
Visitatore
Iscritto: 04 Mag 2005
Messaggi: 192
Località: Pavia
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| Inviato: 8/5/2005, 17:28 Oggetto: la migliore |
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| Mi è piaciuta la poesia di Marvel. |
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Wingdings
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 935
Località: Palazzolo Acreide (domiciliato a Milano)
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| Inviato: 8/5/2005, 18:44 Oggetto: |
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| Grazie....non so dire altro... |
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Wingdings
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 935
Località: Palazzolo Acreide (domiciliato a Milano)
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| Inviato: 8/5/2005, 18:49 Oggetto: |
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| ..e complimenti vivissimi agli altri autori per le loro magnifiche poesie.. |
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mareblucobalto
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 1041
Località: eboli
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| Inviato: 8/5/2005, 18:58 Oggetto: |
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complimenti anche da me a voi tutti, le poesie sono slendide, tutte
maryann |
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Mariella Tafuto
Visitatore
Iscritto: 01 Apr 2005
Messaggi: 5040
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| Inviato: 8/5/2005, 19:10 Oggetto: |
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E' stupefacente vedere una propria poesia "esaminata" e descritta con tanta competenza. Resto senza parole, davvero...
Stampo tutta la schermata, a futura memoria :bang: |
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ubik
Visitatore
Iscritto: 07 Apr 2005
Messaggi: 430
Località: Valencia
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| Inviato: 9/5/2005, 10:10 Oggetto: |
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| sono commosso :cry: , ma non sono sicuro se prenotare gia' il volo per Stoccolma :lol: ciao a tutti, ubik. |
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dolcedindole
Visitatore
Iscritto: 26 Apr 2005
Messaggi: 904
Località: Genova
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| Inviato: 11/5/2005, 20:58 Oggetto: |
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Cacchio e chi scrive più adesso?
Un inchino ammirato agli autori ma soprattutto ha chi ha curato la critica, mai letta roba (passatemi il termine volgare ma a quest'ora la poesia è finita sotto il letto sul quale dovrei stare ;-)) così atenta, azzeccata, reale.
Soddisfattissima di essere su questo sito
"gente con le palle", finalmente!
Baci
Pippi |
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Armando
Visitatore
Iscritto: 14 Mag 2005
Messaggi: 6929
Località: Palermo
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| Inviato: 14/5/2005, 10:20 Oggetto: |
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| Complimenti a tutti, sono nuovo qui ma qualcuno lo conosco da altri siti, spero di restare a lungo. Armando |
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dueanime
Visitatore
Iscritto: 02 Apr 2005
Messaggi: 258
Località: Marche
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| Inviato: 14/5/2005, 11:16 Oggetto: |
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Ehi, mi sono accortsa oggi che non avevo lasciato traccia el mio passaggio!
Una sorpresa inapettata, questa, in compagnia di bellissime poesie. Complimewnti a tutti.
Barbara |
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eleonora
Visitatore
Iscritto: 13 Mag 2005
Messaggi: 318
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| Inviato: 16/5/2005, 09:25 Oggetto: |
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| bravi! sono felice con voi. un abbraccio Eleonora |
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claudia misasi
Visitatore
Iscritto: 03 Apr 2005
Messaggi: 2623
Località: cosenza
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| Inviato: 16/5/2005, 11:07 Oggetto: |
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| ma che belle....... tutte, tutte regalano un'emozione! Bravi davvero |
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longino
Visitatore
Iscritto: 05 Apr 2005
Messaggi: 1295
Località: Sardegna
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| Inviato: 6/6/2005, 06:19 Oggetto: |
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| la decisione di premiare queste poesie non è stata presa a cuor leggero, lo so, quindi in rispetto di ciò, mi unisco al coro dei plausi. ma devo precisare che l'altro gorno ho ricevuto una strana e-mail da Apostrofo.com che diceva che una mia poesia era stata scelta per essere inserita in una raccolta tra le più belle poesie di quelle del mese di aprile,ma che per far ciò dovevo comunicare i mie dati anagrafici...è vero o è una bufala? ciao |
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MT Sampietro
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7448
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| Inviato: 11/6/2005, 20:00 Oggetto: |
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| Era vero, longino :D . Sei tra i premiati di maggio, però, non di aprile! |
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Chiara Vitagliano
Visitatore
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 9973
Località: Napoli
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| Inviato: 11/6/2005, 20:07 Oggetto: |
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longino ha scritto: la decisione di premiare queste poesie non è stata presa a cuor leggero, lo so, quindi in rispetto di ciò, mi unisco al coro dei plausi. ma devo precisare che l'altro gorno ho ricevuto una strana e-mail da Apostrofo.com che diceva che una mia poesia era stata scelta per essere inserita in una raccolta tra le più belle poesie di quelle del mese di aprile,ma che per far ciò dovevo comunicare i mie dati anagrafici...è vero o è una bufala? ciao
Certo, longino, che è vero...Guarda: in homepage c'è l'annuncio e il richiamo al link dove troverai l'analisi di tutte le poesie premiate, compresa la tua... :wink:
POESIE DEL MESE DI MAGGIO |
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longino
Visitatore
Iscritto: 05 Apr 2005
Messaggi: 1295
Località: Sardegna
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| Inviato: 11/6/2005, 20:25 Oggetto: |
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| ringrazio vivamente le risposte di Sidney e Chiara Vitagliano e nel contempo un sincero ed affettuoso grazie di cuore alla giuria.. Longino |
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