Armando
Iscritto: 14 Mag 2005
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Località: Palermo
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| Inviato: 6/4/2006, 00:21 Oggetto: Lo scrittore ( cantiere 5) |
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Una premessa: grazie Rossana , mi hai fatto ritornare per un attimo la voglia di scrivere.
P.S. Il cognome finale è puramente inventato. Qualsiasi riferimento a persone e/o fatti reali è da ritenersi puramente casuale. Armando
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Canovaccio:
Lui - Lei .
Lui, uno scrittore senza successo in preda a forte depressione viene a scoprire che la moglie, di nascosto, per cercare di aiutare economicamente la famiglia, passa le sue notti non a fare la dama di compagnia ad una vecchia contessa, come aveva sempre detto, ma la centralinista di una linea telefonica erotica.
Una mattina Lei torna a casa e Lui avendo appena scoperto il tutto l'attende in cucina.
Lei: (ore 06,45) Amore, come mai sei già alzato?
Lui: (con le mani tra i capelli) non ho dormito tutta la notte
Lei: (si lancia in un monologo senza fine) Amore, ti prego non dirmi che è il solito problema, che sono io la causa, il tuo tormento. Amore mio (e gli prende il viso tra le mani) io sono felice di lavorare per noi. Mi hai dato tanto in questi anni. Seppur di riflesso ho vissuto con te la fama, la gloria ed il successo, il benessere economico. Io non sarei capace di scrivere neppure una lettera, figuriamoci un romanzo. Tu sei un genio amore, un artista. Tu hai l’estro. Io no. Io sono felice oggi di poterti dimostrare che anch’io posso fare qualcosa per noi. Io sono felice di andar via la sera e tornare all’alba stanca si, è vero, ma piena di orgoglio perché dimostro al mio uomo che non è solo. Che in un momento di difficoltà so alzarmi le maniche e mandare avanti la nostra famiglia con gli stessi ritmi a cui tu mi hai abituata. Lo so, ti innervosisce sapere che faccio un lavoro umiliante. E’ vero, non lo nego, non è piacevole badare a quella vecchia grassa e prepotente. Pulirle il culo ogni mattina e a volte anche di notte. Asciugare le sue sbavature e raccogliere i suoi sputi. Cambiarle i pannoloni puzzolenti spezzandomi la schiena per rimetterglieli. Ma la vecchia paga bene amore. Ha capito che nessuno si sarebbe occupato di lei se non sborsava… Quattromila euro al mese, amore. Quattromila euro al mese per restare sveglia ogni notte accanto a lei, a soddisfare ogni suo capriccio, ogni sua voglia rabbiosa, perché i vecchi amore quando diventano vecchi ed anche malati diventano cattivi, sono egoisti, si divertono a far soffrire gli altri con i loro capricci forse per sentire meno il peso della loro sofferenza. Forse perché sperano che le maledizioni che ricevono li possano far arrivare prima all’oltretomba e così finalmente anche il loro calvario può finire.
Amore io ti amo e questo amore che provo per te non mi fa sentire il peso della stanchezza. Forse è questo amore che non mi fa odiare la vecchia, anzi me la fa comprendere, addirittura a volte me la fa anche voler bene, al punto che stanotte, per esempio, pensavo che se non ci fosse lei io, noi come faremmo, lei come farebbe senza di me. Mi sono ritrovata a pregare Dio che la facesse campare in eterno, amore, non soltanto fino a quando tu riprenderai a scrivere… io voglio continuarlo questo lavoro, lo amo amore, perché mi ha permesso di poterti dimostrare quel lato di me che tu non hai mai conosciuto, quella forza che inconsciamente tenevo nascosta e che invece tu, tu amore mio, inconsapevolmente mi hai fatto uscire fuori. E’ stato il destino che ti ha fatto perdere l’ispirazione, affinché noi potessimo vivere questo momento e potessimo completarci come forse non è mai stato in tutti questi anni. Io adesso mi sento felice amore, stremata è vero ma felice. Non è meraviglioso tutto ciò amore? Ti amo, ti amo, ti amo…
vieni amore…vieni… ( e lo prende per mano tirandolo a se)
Lui: ( si alza, sguardo sconvolto ed ormai assente) Ieri sera non potevo dormire. Smanettavo con il telecomando da un canale all’altro del televisore. Ad un certo punto vedo la pubblicità di una chat line. Riconosco la tua voce. Mi dico che non è possibile mentre il cuore mi batte a mille. Prendo il telefono e faccio il numero che vedevo nello schermo. Risponde una voce. Non sei tu. Riprovo. Non sei tu. Riprovo ancora per dieci volte, cento, forse mille… Finalmente ti trovo, sei tu, ne sono sicuro. Mi hai detto che sentivi la mia voce come strozzata… E' il raffreddore e l’emozione di sentirmi? Te lo ricordi? (lei non parla) Mi hai detto le stesse cose che hai detto un attimo fa:” Ho voglia di fare l’amore, ho voglia di farti sentire la passione che ho dentro, ho voglia di farti sentire il mio copro infuocato, le mie labbra roventi…” Te lo ricordi? (lei non parla)
PUTTANAAAAAAAAAA!!! BANG!!! (un colpo solo, dritto al cuore)
(silenzio assordante che rimbomba tra le mura e nella sua mente)
Lui: Pronto polizia? Ho ucciso una puttana. Sono il professore Dario Bentrovato. Si,sono io, lo scrittore… |
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