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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
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Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 18/6/2006, 16:48 Oggetto: Divina Commedia -Paradiso-canto I (Turpis e Co- Turpis) |
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1. 1 La gloria di colui che tutto move
1. 2 p'Apostrofo penetra e risplende
1. 3 in specie Software più e meno altrove.
1. 4 Rare, nel forum la sua mano stende
1. 5 mentr'io vidi cose che ridire
1. 6 che a non saperle Utente si sorprende;
1. 7 dunque destando a me il Suo impigrire,
1. 8 nostro intelletto si profonda tanto,
1. 9 ad evitar d'Iscritto l'aggredire.
1. 10 Veramente quanto io usi di guanto
1. 11 su commenti di tal certi “Costoro”
1. 12 sarà ora materia del mio canto.
1. 13 Quando per es.s'affaccia Apollodoro
1. 14 che vorrebbe qualcun prendere pel naso,
1. 15 verrebbe istinto di farglielo a traforo.
1. 16 Contando fino a cento non a caso
1. 17 entrambi noi, anzi, noi ambedue
1. 18 ci comportiamo come San Tommaso.
1. 19 Entriamo nel profil e, due a due,
1. 20 come a cercare vermi dentro i cesti,
1. 21 verifichiamo le intenzioni sue.
1. 22 O divina virtù, se mi ti presti
1. 23 ad evitar un fuck you a questo fregno
1. 24 o render i guadi suoi tutti pesti,
1. 25 vedrammi in fronte inconfondibil sdegno
1. 26 venire, e coronarmi già le voglie
1. 27 di sputtanare quell'Iscritto indegno.
1. 28 Ma tatto e discrezion che lo Ruolo coglie
1. 29 per trionfare armonia del poeta,
1. 30 trattengon le invettive sulle soglie,
1. 31 per partorir letizia in su la lieta
1. 32 e rispettosa apostrofina onda
1. 33 con qual più parte Utenza si disseta.
1. 34 Quest'ultima è favella che ha più sponda
1. 35 modi gentil e le miglior voci
1. 36 si che il Forum intero ne ridonda.
1. 37 Giunge agli Iscritti per diverse foci
1. 38 qualche calunnia immonda; ma da quella
1. 39 che quattro sputi unisce alle sue voci,
1. 40 con miglior corso e con migliore stella
1. 41 esce congiunta, come cosa non vera
1. 42 e fede bona sempre si suggella.
1. 43 Fatto avevam lo staff con stadera
1. 44 per dare voce a istesso coro bianco
1. 45 quello emisferio che non conosce sera,
1. 46 quando spinosa pianta in sul sinistro fianco
1. 47 scorgemmo intesa a rifilarci sole
1. 48 mentre lieta cresceva sull'istesso banco.
1. 49 E come costume nostro spesso suole
1. 50 dimandammo il perché di quel modo astruso
1. 51 e siccome viandante ritornare vuole,
1. 52 movve lo passo suo un po’ confuso
1. 53 verso meta comune e sì si fece,
1. 54 chiarezza con amore muso a muso.
1. 55 Questo per dir che nella nostra spece
1. 56 a le nostre virtù, mercé del loco
1. 57 mai venne a mancar la fede e prece
1. 58 e del tanto parlar riman sì poco,
1. 59 ch'io nol vedessi sfavillar dintorno,
1. 60 niente che s’assimigli sol che a gioco;
1. 61 che per poter giocar di notte e giorno
1. 62 richiede teste piene, certo non vuote
1. 63 di cerebri mancanti ai perdigiorno.
1. 64 Se avessimo Beatrice nelle ruote
1. 65 degli ingranaggi oliati sol da lei
1. 66 sorridenti avrem le nostre gote
1. 67 per dedicarci a scovar soltanto i rei,
1. 68 qual si fé Tizio nel guastare l'erba
1. 69 dando foco a lo prato per i cazzi suoi
1. 70 senza saper che volano le verba
1. 71 ma i scripta manent in IP nefasti
1. 72 come chiodi che il fato già gli serba.
1. 73 Ma questi sono versi e versi casti
1. 74 per raccontare lo peso dei governi,
1. 75 e quanto sopra credo che or ci basti.
1. 76 E dunque passo a declamar gli eterni
1. 77 accadimenti qui nel Paradiso
1. 78 con l'armonia che temperi e discerni,
1. 79 tempo migliore e tempo miglior speso
1. 80 per questa nostra utenza ancora implume
1. 81 placido lago od ocean disteso
1. 82 che nello scriver trova grande lume
1. 83 e pari di commenti è il lor disìo
1. 84 sian essi sciocchi o ripien d’acume.
1. 85 Ed or vi dirò come la ved'io,
( ma la prossima volta …se vorrete)
p.s. Non TUTTI i riferimenti sono inerenti a fatti accaduti di recente, alcuni di essi risalgono al 2005. Tanto per chiarezza |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
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| Inviato: 18/6/2006, 16:54 Oggetto: |
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Per comodità vi allego l'originale dell'Utente Dante Alighieri.
Noterete il rigoroso rispetto dellastruttura e della rima mentre la metrica è sostanzialmente rispettata (ma non rigorosamente a causa di qualche vocale oppure verso sdrucciolo o tronco o che ne so io ancora )
1. 1 La gloria di colui che tutto move
1. 2 per l'universo penetra, e risplende
1. 3 in una parte più e meno altrove.
1. 4 Nel ciel che più de la sua luce prende
1. 5 fu' io, e vidi cose che ridire
1. 6 né sa né può chi di là sù discende;
1. 7 perché appressando sé al suo disire,
1. 8 nostro intelletto si profonda tanto,
1. 9 che dietro la memoria non può ire.
1. 10 Veramente quant'io del regno santo
1. 11 ne la mia mente potei far tesoro,
1. 12 sarà ora materia del mio canto.
1. 13 O buono Appollo, a l'ultimo lavoro
1. 14 fammi del tuo valor sì fatto vaso,
1. 15 come dimandi a dar l'amato alloro.
1. 16 Infino a qui l'un giogo di Parnaso
1. 17 assai mi fu; ma or con amendue
1. 18 m'è uopo intrar ne l'aringo rimaso.
1. 19 Entra nel petto mio, e spira tue
1. 20 sì come quando Marsia traesti
1. 21 de la vagina de le membra sue.
1. 22 O divina virtù, se mi ti presti
1. 23 tanto che l'ombra del beato regno
1. 24 segnata nel mio capo io manifesti,
1. 25 vedra'mi al piè del tuo diletto legno
1. 26 venire, e coronarmi de le foglie
1. 27 che la materia e tu mi farai degno.
1. 28 Sì rade volte, padre, se ne coglie
1. 29 per triunfare o cesare o poeta,
1. 30 colpa e vergogna de l'umane voglie,
1. 31 che parturir letizia in su la lieta
1. 32 delfica deità dovria la fronda
1. 33 peneia, quando alcun di sé asseta.
1. 34 Poca favilla gran fiamma seconda:
1. 35 forse di retro a me con miglior voci
1. 36 si pregherà perché Cirra risponda.
1. 37 Surge ai mortali per diverse foci
1. 38 la lucerna del mondo; ma da quella
1. 39 che quattro cerchi giugne con tre croci,
1. 40 con miglior corso e con migliore stella
1. 41 esce congiunta, e la mondana cera
1. 42 più a suo modo tempera e suggella.
1. 43 Fatto avea di là mane e di qua sera
1. 44 tal foce, e quasi tutto era là bianco
1. 45 quello emisperio, e l'altra parte nera,
1. 46 quando Beatrice in sul sinistro fianco
1. 47 vidi rivolta e riguardar nel sole:
1. 48 aquila sì non li s'affisse unquanco.
1. 49 E sì come secondo raggio suole
1. 50 uscir del primo e risalire in suso,
1. 51 pur come pelegrin che tornar vuole,
1. 52 così de l'atto suo, per li occhi infuso
1. 53 ne l'imagine mia, il mio si fece,
1. 54 e fissi li occhi al sole oltre nostr'uso.
1. 55 Molto è licito là, che qui non lece
1. 56 a le nostre virtù, mercé del loco
1. 57 fatto per proprio de l'umana spece.
1. 58 Io nol soffersi molto, né sì poco,
1. 59 ch'io nol vedessi sfavillar dintorno,
1. 60 com'ferro che bogliente esce del foco;
1. 61 e di sùbito parve giorno a giorno
1. 62 essere aggiunto, come quei che puote
1. 63 avesse il ciel d'un altro sole addorno.
1. 64 Beatrice tutta ne l'etterne rote
1. 65 fissa con li occhi stava; e io in lei
1. 66 le luci fissi, di là sù rimote.
1. 67 Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
1. 68 qual si fé Glauco nel gustar de l'erba
1. 69 che 'l fé consorto in mar de li altri dèi.
1. 70 Trasumanar significar *per verba*
1. 71 non si poria; però l'essemplo basti
1. 72 a cui esperienza grazia serba.
1. 73 S'i' era sol di me quel che creasti
1. 74 novellamente, amor che 'l ciel governi,
1. 75 tu 'l sai, che col tuo lume mi levasti.
1. 76 Quando la rota che tu sempiterni
1. 77 desiderato, a sé mi fece atteso
1. 78 con l'armonia che temperi e discerni,
1. 79 parvemi tanto allor del cielo acceso
1. 80 de la fiamma del sol, che pioggia o fiume
1. 81 lago non fece alcun tanto disteso.
1. 82 La novità del suono e 'l grande lume
1. 83 di lor cagion m'accesero un disio
1. 84 mai non sentito di cotanto acume.
1. 85 Ond'ella, che vedea me sì com'io, |
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rospo
Iscritto: 20 Lug 2005
Messaggi: 1160
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| Inviato: 18/6/2006, 16:59 Oggetto: |
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Stavo per andare a studiare, ma questa non potevo assolutamente ignorarla! Prima del ps avevo il dubbio che fosse più sarcastica che ironica...Dubbio fugato!
Capolavoro anche questo!
Che ne dici di scriverne uno a settimana? In un paio d'anni la rivisiti tutta! :D
Complimentoni! |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
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Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 18/6/2006, 19:22 Oggetto: |
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Rospa (?) Come immagnerai non è facilissimo rispettare struttura rime e possibilmente metrica, però è divertente scrivere di queste cose. Ti posso consigliare La Pioggia nel Pigneto? Su quella mi sono divertito sul serio.
Ciao
Stefano |
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Armando
Iscritto: 14 Mag 2005
Messaggi: 6929
Località: Palermo
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| Inviato: 18/6/2006, 19:27 Oggetto: |
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non è nel mio dialetto quindo se sbaglio pardon:
Che capa fresca... :mrgreen: |
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rospo
Iscritto: 20 Lug 2005
Messaggi: 1160
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| Inviato: 18/6/2006, 19:28 Oggetto: |
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Ve bene, uno al mese? Ma ci vorranno degli anni! :P
Hai ragione, per me è facile leggere... :wink: |
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AliseadeAlisei
Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 3510
Località: Roma
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| Inviato: 18/6/2006, 19:28 Oggetto: |
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Messere, la missiva che vedete, cogliendo l’occasione che porgete, Vi invita allo scrutar tra queste righe, confidando nella felina vista che Voi d’avere dite e se la cosa poco assai Vi garba, nulla Vi vieta di cestinar la carta.
ODE APOSTROFOMIANA
Miti creature cosa capirete
nel legger le parole a Voi protese.
Bifferete i confini che segnano l’immobile presenza!
Quale sapore nella memoria sceglierete,
quale il colore con cui etichetterete,
con quale gusto Voi assaporerete,
quale lo mezzo per comunicare,
qual dei fendenti in uso a Voi disposti
adoprerete per colpir lo fianco,
come di tanto ardir Voi appellerete
me che oso dir quello che leggerete!
Direte forse Madonna,
oppure solo Cero Consumato,
calpesterete come con la carta,
o cercherete lavagne da graffiare,
Vi insinuerete con tenere carezze
per colmare lo vuoto che io lessi,
oppur sussurrerete dolci nenie
adoprandoVi ad insignir la morte!
Ma non avete un cuore da colpire
e far svettar Voi solo potrete
le cupole che son di pesta carta!
Combatterete chi dovesse criticarVi
non accettando quel che Vi vien detto?
Deh! Per siffatta cosa l’appurare è lesto
ché cara creatura dallo sguardo arguto
che del felino Voi rizzate il pelo
abbiate compiacenza, bontà Vostra,
di far sì che lo guardo altrove posi
ché lo smezzar lo mare non Vi giova
e chi legge oltre quell’oltre ben lo vede
ché chi cerca un sogno e sa che non esiste
non vuol dir non sappia cogliere
di quei cristalli il chiaro!
Avete Voi l’inceder con fierezza,
sapete Voi guardare anche in avanti
senza il bisogno di voltarVi indietro,
vivendo rammentando ciò che foste,
cercando un cambiamento sibillino
o amerete solo le corone a Voi ostentate,
le cianfrusaglie che ognor Vi son donate.
Cercavo chi sapesse amare tutto,
chi riuscisse a godere dell’attimo fuggente
cogliendo d’ogni penna l’or gaudente,
senza discriminar chi in loco giunge,
ma, ahimé, la cosa poco assai Vi punge!
In vero cosa so di questo loco!
So che forse Vi conobbi
o forse non conobbi nulla
o forse Voi tentaste di conoscermi.
Il fato ordì la trama che tessiamo
e in vero se qualcosa ho conosciuto
è stato quel che ho letto tra il filtrato,
ma infine cosa conta il come e il quando
più saggio è dir che forse c’incontrammo,
per caso o volontà ben poco conta
come non conta il tempo ch’è passato.
RingrazioVi del tempo per me speso
nella durata del mio breve passaggio,
ma nel lignaggio di cui Vi fregiate
non svalutate quel Voi onorate,
che la gavetta per avere voce
non giova alla Poesia che decantate.
Quello che conta sono solo i fatti,
dei fatti che sentiamo ormai passato,
dei fatti che viviamo nel presente.
Fate la vostra forza non sia il fondo
dell’onirica vita che sapete,
non serve l’acqua tanto men lo foco,
ma accartocciando il sogno Voi morrete
ché se a lo giorno
dono fu fatto de la luce e il buio
non si puote mirar solo un aspetto
curando per metà questo diletto.
Brano tratto dalla raccolta “ I Libri del Vento “
Copyright © 2004-2006 Alisea de Alisei |
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Armando
Iscritto: 14 Mag 2005
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| Inviato: 18/6/2006, 19:31 Oggetto: |
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| una ventata questa tua... :-) |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
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Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 18/6/2006, 19:32 Oggetto: |
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Queste parole estranee al tuo dialetto
le serberò per ulterior diletto
nella parte che sto elaborando
ove Conte Ugolin si noma Armando
che dopo pene di dantesco Inferno
godrà del Paradiso quasi Eterno.
:D :D :D :D :D :D :D :D |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
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| Inviato: 18/6/2006, 19:38 Oggetto: |
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Armando ha scritto: una ventata questa tua... :-)
Or tu fellone che in un sol momento
cambiasti repentino il tuo commento
imbarazzi non poco il mio postato
che ormai ha smarrito di significato
:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: |
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Armando
Iscritto: 14 Mag 2005
Messaggi: 6929
Località: Palermo
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| Inviato: 18/6/2006, 19:44 Oggetto: |
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| come dire un tiro mancino... |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 18/6/2006, 19:56 Oggetto: |
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Lesta di penna Aliseadealisei
titilli i versi e li pensieri miei
che chiaro come luce del mattino
vo ad elogiar codesto minuettino.
Tanto fu scritto in pagine azzurrate
e tanto proferito in verba sussurrate
ma stolta mente cede 'l proprio udito
invece di toccar con mano l'asserito.
Tutto è palese nell'archivio nostro
anche chi cherubin scambia per mostro
senza pensare che in altri paradisi
avvengono misfatti con sorrisi
senza che verbo venga proferito
da chi invece qui fa lo stizzito.
Tutto si vede e tutto si v'a toccare
ma grande è il disìo di protestare
ma come sempre chi è in buona fede
ha un sol fato: egli si ricrede.
Or che bisogna gastrodigestiva
appella mia presenza nella stiva
pur con dolore mi tocca salutarti
ma sappi che già sento d'amarti.
p.s. scusa eventuali imperfezioni ma l'ho scritta di getto , Oh mia cara Musa :D |
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necatrix
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 315
Località: bra
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| Inviato: 18/6/2006, 20:16 Oggetto: |
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| EHI! Ma qui sei straordinario. lasciatelo dire da una che di Divina Ccmmedia s'inttende bene....;)))) |
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Massimo Guisso
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 13803
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| Inviato: 18/6/2006, 21:26 Oggetto: |
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| Ahò, però ce ne hai messo dei mesi a pubblicallo!!! |
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AliseadeAlisei
Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 3510
Località: Roma
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| Inviato: 18/6/2006, 22:50 Oggetto: |
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Pensai lo senno fosse sì grande cosa,
sol quando l’intelletto schiva il coro
che il core, ribollendo a più non posso,
provasi a raggirar saltando il fosso.
E ne l’ardire, col foco del cipiglio,
si dolse il dente che rimirò la vanga,
allor che venne de la condanna l’ora
ne la fine che il tempo non disdegna.
L’impenitente volle scoccar dardi
che rincorsi non furon d’altri sguardi
e da misera fine fu seguito,
colui che lo rancore mosse il dito.
In su la vetta, dal ripido pendio,
riposano le membra di quel dio
che, per la velleità de l’invasione,
videsi stretto in quella prigione
dove dolce delizia non dimora,
poiché lo giorno disconobbe l’ora.
A Voi Messere giunga per diletto
lo salutare mio con sì rispetto
ché non si puote non riverir lo stile
che sempre distinse lo nobile dal vile
Brano tratto dalla raccolta “ I Libri del Vento “
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 19/6/2006, 00:15 Oggetto: |
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Madonna lusingate lo mio orgoglio
tanto da farmi osare di varcare il soglio
di ruolo, competenza ed equazione
per esprimerVi tremante mia emozione.
E certo non ispero di ammaliarVi
ma solo coi miei versi salutarVI.
:oops: :oops: :oops: :oops: :wink: :wink: :wink:
Tenzon cortese invero si dimostra
Si noble dire dal sapor di giostra
Tanto che attratto fui dall'Alisea
Ch'el cor si mosse ratto senza ch'io volea
( e si perdoni la metrica sbagliata
D'un verso di poesia emozionata)
Mosso dunque da intrico dei suoi versi
Da copyright protetti per non ire persi
Posi la mente mia al suo cognome
Per afferrare quando perché e il come
Anche se l'ombra mia procede piano
Perché il suo sol sta in altro meridiano.
Nasce Alisea dal nastro della terra
S'invola verso il cielo la corrente
Calda e leggera in nuvola piangente
E l'alta volta orba di vapore
Discende a nord e a sud dell'equatore
Lasciando ad esso piogge equatoriali
Madri di tutti i beni e tutti i mali
Migra serena con pressione alta
Allegra come bimba che alla corda salta
Ecco che dunque la Natura infame
Tesse la tela e conta le sue trame
E nel calcolo freddo della differenza
Tra la pressione bassa equatoriale
E quella alta di zona tropicale
(in un momento di bontà infinita)
Partorisce Alisea, regina di Alisei
dedicata a soffiare all'Equatore
Come sul sito canta all'Amministratore. |
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Patricia Panebianco
Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza
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| Inviato: 19/6/2006, 06:53 Oggetto: |
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Decisamente delizioso...
Tutto, commenti compresi :-)
Bravissimo! |
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AliseadeAlisei
Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 3510
Località: Roma
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| Inviato: 19/6/2006, 08:38 Oggetto: |
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A Voi Messere
lo dì sorrida ognora
che lo mondo si bea
di chi ama la parola
e ne fa uso
senza lo veleno
sì da vedere
in ciel l’arcobaleno.
Ogni visione è come lo sogno
da rendere radioso sì lo viso
è quel di cui ogni essere ha bisogno
per porgere a lo prossimo un sorriso.
Finché Messer vivrete,anche l’amore
avrà con Voi colui che ci fornisce
la chiave per aprir così ogni core
che ci dà tanto amore e mai finisce.
La vita senza amore avanza a stento
e sempre più frequenti son le lotte
lo foco da Voi acceso non s’è spento
e se mancate Voi qui è sempre notte.
Come lo sole quando il dì ci porta
arriva lui e le tenebre van via
togliendoci paure di ogni sorta
così Voi date luce all’Apostrofo via.
Noto lo guardo che Vi cerca attorno
odo una voce che silente chiama
in molti attendon lo Vostro ritorno
li guardi,quelle voci e chi Vi ama.
Io conoscendo Voi mi son trovato
come colui che va per la montagna
e quando da la sete è assai provato
le labbra secche a lo ruscello bagna.
Or io Vi vedo con l’occhi de la mente
che tanto giova nel superar l’affanni
se pur smarrita vado fra la gente
de la voce Vostra io odo tutti i canti.
Brano tratto dalla raccolta “ I Libri del Vento “
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mitreo
Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 2053
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| Inviato: 19/6/2006, 10:22 Oggetto: |
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Veo con mirazione
la singolar tenzone
di Monna Alisea mai prona
verso il Cavalier Cona
Mi par di capir bene
che di diletto or si fa gene
del tanto amato volgare
certo, non si fa gare
deliziomi di tanto affare
liggendo lo verbo qui cantare
e ne lo senno mio ridesto
godo del puro manifesto
s'ingrazino li dei
perchè qui li amici miei
fan del vergar bene un'arte
che mai s'appon da parte
cum gaudio m'accorgo
che l'apos non è un borgo
donde legger solo malapulveri
ma sì anco rimati veri
allor mi vien ratto il grito
a invocar che sia sempre un rito
lo vergar in sì tal fattura
per non perder la natura
d'esser cultori in itere
di sorgenti rime al facere
e lasciar deferenti
conoscer l'arte alle genti
terra nunquam sine usura reddit quod eccepit |
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Chiara Vitagliano
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 9973
Località: Napoli
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| Inviato: 19/6/2006, 11:02 Oggetto: |
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Ma che delizia.
Poi, mica facile giostrare così... |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 19/6/2006, 11:47 Oggetto: |
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Veggio virtute nel primiero varco
Appo li versi di Mitreo non parco
Nel dispensar mirabil magistero
Di reverenza degno dallo monno intero |
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reverenda
Iscritto: 06 Set 2005
Messaggi: 5418
Località: san bonifacio (vr)
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| Inviato: 19/6/2006, 12:14 Oggetto: |
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meriti un appaluso solo per lo sforzo.
gli altri per il risultato.
grande stè! |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 19/6/2006, 12:17 Oggetto: |
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Cara rev grazie ma in fondo è solo...volgare
Stefano |
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AliseadeAlisei
Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 3510
Località: Roma
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| Inviato: 19/6/2006, 14:28 Oggetto: |
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A Messer Stefano e a Voi Messer Mitreo
lo plauso mio che arde come cero
che l’occhio mio, dianzi a tanta maraviglia,
scorre li versi e su di lor s’impiglia
Deh! Lo diletto mio ne lo legger li Messeri
lungi porta lo vento tutti li pensieri
che di virtute l’occhio or si compiace
ne lo scorrer le rime che vergate
giungaVi per siffatto tal rimare
lo cenno de lo capo che Vi volgo
mai niuno poteria passare innanzi
senza posar lo guardo sul dianzi
Messeri a Voi con grande riverenza
la stima che compete alla presenza
che move con cotanta di bellezza
la piuma versatrice di dolcezza
lo giorno ognor Vi arrida
ne la corrida che appelliamo vita
e illumini per sempre lo cammino
sotto lo cielo che assurge a lo divino
or lo commiato prendo con l’inchino
a Voi che a me donaste tal diletto
e lo verseggio che reco ne lo core
per Voi sarà presente a tutte l’ore.
Brano tratto dalla raccolta “ I Libri del Vento “
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