necatrix
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| Inviato: 18/6/2006, 20:35 Oggetto: CALIPSO |
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Calipso( il cui nome vuol dire la Nascosta) è la Ninfa che nell’Odissea trattiene Ulisse con sé per dieci anni, inutilmente offrendogli l’immortalità perché rimanesse con lei. Ermes le ordinerà di lasciarlo partire per volere di Zeus. In realtà Calipso è una delle antiche dee mediterranee,una delle Madri Venerande, relegata lontana dal potere, che ora detengono gli dei Olimpici. Una voce racconta fuori campo un momento nell’isola di Ogigia, partito da tempo Ulisse, mentre Calipso ricorda.
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Te,grande dea bianca,
pòtnia méter,
silenzio di basilico e olivo.
Te,nascosta,spodestata,
ancorata polena d’isola,che s’inabissa nel Tempo,
quale dio, dagl’occhi di ramarro o serpente,
lasciò a guardar nubi e mare in un deserto d’amore?
A chi canti il mattino in una malinconica nenia di glicini viola?
Ti ergi nel Sole:aspetto tremendo in numinosità di dea,
montagna di specchi alabastrini, profilo d’ardesia,
bianca purezza di vergine antica.
Sorridi, le trecce gettate sui seni, coppe di melograno.
Sorridi,vibrante,al mattino, occhi di definitivo cristallo.
Grande meretrice di Baal, l’amore l’hai avuto altre volte.
Ogni giorno s’accende di nuovi brividi santi.
Hai aperto le gambe a tutti i destini, acclamata da tutti i maestri.
Sorridi,esaltante, nel bianco-glauco del mare.
Le labbra d’argento di Elena, appena rapita, sono tue.
Sono tue le mani di rosa di Cleopatra,
che ungevano d’oro il corpo di Cesare Magno
La voce d'avorio di Isotta, adultera senza vergogne,è la tua.
E’ tuo il sospiro di vento della d’Este Isabella,
che rapinò un cardinale
Lo sguardo di foglie autunnali d’Artemisia pittrice è il tuo.
E’ tuo il sesso di giallo tulipano di Josephine che imperò Napoleone.
Un attimo solo….e quell’uomo?
Ricordi, signora di sabbia?
.....quell’uomo.
Era uno come tanti.
Arrivò fino a te dalla croce del Sud.
Fino a te.
Arrivò in un giorno di sale e di mare,
di caldo e memorie,di siesta e di grilli.
Andasti a vederlo.
Normale.
Assolutamente normale,
Cuore naufrago e sale, su un corpo abbruciato.
Normale.
Incredibilmente normale.
Mente fredda e alghe, su capelli di onde.
Alzò gli occhi dal tronco cui stava aggrappato
- stanno sempre aggrappati ad un tronco, gli uomini-
e ti vide,cozzando con gl’occhi sopra il tuo duro splendore.
Vento fermo.
Ma quanto ti palpitò il cuore, a vedergli quegl’occhi?
-Caterina la Grande si prese anche il più giovane ussaro-.
Oppure ti si addolcirono i seni?
- Elisabetta, l’inglese, sopportava solo i pirati-.
Lui ti guardò,deciso,ma stanco, con tutta la stanchezza del mondo.
Fu, forse,il lapislazzulo della sua indicibile passione,
senza radici,che ti portasti al monte?
- Dalila, l’ebrea cuciva coperte coi crini di Sansone-
Dopo, ricordi?
Cullasti da sola i suoi fianchi onerosi per anni.
Tu,la donna di sole, che portasti i francesi fin dentro Orleans,
che,da sola, allora Matilde,costringesti nella neve un impero.
Lui ti rispose gemendo tristezze, languidezze di uomo
-AH!, mio Enrico!-
- E’ già tanto se non ti faccio tagliare la testa.-
Risanasti da sola il suo sangue di piombo pesante
con baci e chicchi d’amor voluttuoso
- Regina Vittoria, governasti un impero-
L’amasti.
Come sa amare una donna,quando non cerca né scienza né ombra
- Manon, gelida mano, riuscì ad unire l’eterno all’amore-
E tu,la grande,l’immota che sprofonda nel Tempo,
gli offristi d’esser rumore di sole al tuo petto.
Avventata Calipso!
Hai raccolto una vita in tela di ragno.
Troppo amore!
Così non volle restare.
- Marylin bionda s’uccise per John con pastiglie di resina scura-
La storia poi disse che t’ordinarono di farlo partire.
-Ma fu Orfeo a girarsi o Euridice a scappare?-.
Se ne andò,impacciato e guardingo.
Era un uomo.
Un uomo normale.
Molto tempo è passato.
Raccogli i pensieri,rugiada notturna, o Calipso,
nascondi i momenti del sogno.
Da tanto tempo t’han detto ch’è morto.
-Altera, passasti tra minuti di gloria, Mata Hari e Curie Maria.-
Un sospiro ed un mondo.
Ma qui solo l’attimo conta e tu canti un tramonto che è alba. |
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