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Una notte con amici (concorso)
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Autore Messaggio
mariovaldo



Iscritto: 27 Set 2005
Messaggi: 747

Inviato: 23/6/2006, 10:47    Oggetto: Una notte con amici (concorso)  

La salsedine mi entra nei polmoni a ogni respiro. Le onde si abbattono sui massi posti a protezione della piccola terrazza sulla quale mi trovo, unico cliente di un triste barista che guarda i quattro tavolini pateticamente vuoti. Il cielo è in perfetta sintonia col mare: la luna appena sorta ha l'aria spaventata, continuamente nascosta da nembi neri che si accalcano da ovest e transitano minacciosi sulla verticale del mio tavolino. Non lasciano ancora cadere la pioggia per puro calcolo: - il piccolo ometto seduto a quel tavolino sul mare sarà spazzato via da qualche raffica di tramontana, inutile sprecarci anche l'acqua - questo è quello che pensano le nubi genovesi. E questa sarebbe una notte estiva? Non ci sono più le stagioni di una volta: questa è originale, me la devo segnare.
Io, stoico, sorseggio un pessimo Daiquiri al kiwi. Mentre poso il bicchiere, mi sembra di vedere delle piccole onde sollevarsi persino dalla superficie del drink, con i cubetti nella parte di maestosi iceberg nell'oceano artico. Al largo. laggiù verso Sud-Est dove le nubi nere sembrano tuffarsi in mare e tutto si perde in una specie di scura foschia, mi pare di scorgere delle grandi vele bianche sulla sagoma di un tozzo veliero. Potrebbe essere la "Vespucci", mi dico allungandomi sulla sedia e scrutando il mare con più attenzione. Che fascino i velieri, quante letture, quanti personaggi attendono nella mia libreria che io vada a risvegliarli; vero Achab? E tu, Long John Silver, l'hai trovato il tesoro? Horatio, congratulazioni per la tua promozione a Commodoro!
Eccomi sulla tolda del Sutherland, un vascello da 74 cannoni costruito in Olanda, che avanza sobbalzando sulle onde.
- Due mani di terzaroli, signor Bush, barra tre punti a dritta.-
La mia voce è quella di Horatio Hornblower, e passo gli ordini al mio secondo con tono fermo e chiaro.
-Aye aye, capitano - risponde il signor Bush, mentre indica l'orizzonte rischiarato da un lampo, e il tuono secco e vicino copre per lunghi istanti il rombo dei marosi. - Ecco, arriva - aggiunge
La nave rolla spaventosamente. I miei ordini si susseguono rapidi e sicuri. Un miglio più avanti, la "Courage", nave francese di linea da 90 cannoni, se la passa peggio. Una raffica improvvisa le spezza il pennone del trinchetto e il vascello si pianta tra le onde. Il Sutherland che lo sta inseguendo da due giorni, in brevissimo tempo gli scivola sul bordo di sinistra, a meno di cinquanta metri .
-Cannoni di dritta, fuoco a volontà - ordino, e osservo impassibile l'effetto delle scariche che si susseguono rapide. Vedo pezzi di fasciame strapparsi dalla nave francese, l'albero di maestra preso tra due palle incatenate si spezza all'altezza del ponte.
-Adesso tocca noi, signor Bush, non possiamo evitarlo - dico con tranquillità al mio ufficiale. Ho visto i cannonieri della Courage riorganizzarsi mentre un ondata solleva la nave francese. Si era inclinata a babordo rendendo inservibili le batterie di quel lato. Ora invece le bocche da fuoco sono puntate dritte sul Sutherland e una tremenda salva a palla e mitraglia ci spazza il ponte. Sangue e urla, sartie spezzate e brandelli di vela.
La tempesta va scemando. Il Sutherland, ferito ma vittorioso grazie alle mie doti di grande marinaio, scarroccia sospinto da un vento leggero, uno strallo per governare, le altre vele superstiti terzarolate. Sull'oceano, pochi relitti fumanti indicano la tomba del Courage e di tutti i suoi marinai.
-Signor Bush, un'altra vittoria per la Corona. Faccia l'appello degli uomini, voglio sapere quale è stato il prezzo.
-Sono tre Euro e cinquanta, ma veramente mi chiamo Giovanni, mica Bush.
Il cameriere è in piedi vicino a me, lo scontrino in mano. Già, lui vuole le palanche, che gli importa dei miei sogni. Gli allungo cinque euro e gli lascio il resto, mica sempre si può fare il taccagno, poi lo devo ringraziare, mi guarda come se fossi un matto ma non ha chiamato il 113.
Mi avvio su per la scalinata, le raffiche di vento mi fanno rabbrividire, indosso jeans e maglietta ma istintivamente rialzo il bavero del mio vecchio impermeabile. Arrivo sulla strada principale, ma sento dei passi affrettati dietro di me. Mi chiamo Mike Hammer, faccio l'investigatore privato e ho l'impressione di trovarmi in un mare di guai. Credevo di essere solo nella strada.
Mi volto, saranno una ventina di passi e vedo che mi viene dietro un tipo sospetto. E' grosso, ha la faccia cattiva, scommetto che sotto quella giacca ha pure l'artiglieria.
Me lo aveva detto Velda, la mia segretaria bionda, questa mattina.
- Attento a quello che fai Mike, Arnold è un duro e ha giurato di fartela pagare.-
- Non aver paura, piccola, il piombo che deve ammazzare il vecchio Mike non è stato ancora estratto dalla miniera!- dico, ma tocco nervosamente il calcio della mia 45 nella fondina sotto l'ascella. Un conto sono le puttanate che si raccontano alla bella Velda, un conto è la pellaccia. Arnold è un duro, di quelli capaci di ficcarti una dum-dum nella pancia e guardarti crepare sorseggiando un bourbon con ghiaccio.
Il mese scorso, mentre indagavo in quel pasticcio del cambiavalute morto ammazzato nel quartiere cinese, ho dovuto piantare una libbra di piombo nella testa di suo fratello. Arnold era in galera e non l'ha presa bene. L'altro giorno è uscito e nell'ambiente mi hanno già messo in guardia in parecchi; sapete, c'è un sacco di gente che mi deve dei favori.
- C'è un bel mucchio di fessi là fuori che ti farebbe la festa volentieri anche gratis, ma Arnold ha promesso diecimila dollari a chi ti farà fuori. Stai in campana, Mike bello -
L'ultimo avvertimento me lo aveva dato Tony il rosso, ieri sera al bar di Happy sulla ventiduesima. L'avevo ringraziato stendendo con un gancio destro un tale che lo stava prendendo per il sedere. Già, Tony il rosso è un dannato finocchio e non fa nulla per nasconderlo, ma per il resto è un tipo a posto.
Intanto il tizio continua a seguirmi. Faccio finta di niente, mi chino ad allacciarmi una scarpa. Dannazione, oggi ho messo i mocassini, forse non sono troppo convincente. Comunque il tizio si ferma anche lui e si mette a leggere il giornale. Scemo, è notte, mica si può leggere, allora segue proprio me! Ora lo semino, la stazione della metropolitana della terza strada è a due passi.
Ecco, arriva il treno, aspetto di sentire il sibilo dell'aria compressa che chiude le porte e salto sopra. Il ciccione non ce la fa e rimane a terra. Mi guardo intorno, non vedo altre persone sospette. Ora posso rilassarmi e togliere la mano dalla pistola.
Sono arrivato, scendo, il mio ufficio è a due passi. Velda, la bella e calda Velda, mi starà aspettando per darmi il ben tornato a modo suo.

- Giuan, pulisciti le scarpe, imbranato che non sei altro, non vedi che ho dato la cera?
- Si cara, ancora alzata?
- Belin, esci il pomeriggio, non ti fai vivo sino a notte, ma dove vai poi con questo tempo, sei mica più un giovanotto. Io qui ad ammazzarmi in casa. Ma dove sei stato, cosa hai fatto?
- Nulla di particolare, Vel... cara, ho passato la serata in giro per la città in compagnia di un paio d'amici di gioventù.
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 23/6/2006, 11:13    Oggetto:  

Sei superlativo!!! Ecco!!
Questo racconto è splendido, mario!
Bello è dir poco ed al di là del concorso mi auguro che lo leggano in molti. Sarà mia premura fare in modo che accada.
Grazie, grazie, grazie.
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danyela



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 1585
Località: como

Inviato: 23/6/2006, 11:28    Oggetto:  

E' un bellissimo racconto, che scivola via da un sogno all'altro, rientrando nella realtà con una naturalezza leggera che ti mantiene sospeso il respiro. Kiss Dany
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Massimo Guisso



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 13803

Inviato: 23/6/2006, 11:34    Oggetto:  

Ahò, sei meglio di gregory Speck! E un "belin" in chiusa ci sta sempre bene! A parte i schersi, mi mancavano i tuoi racconti, vecchio ciabattone: qui, se non stiamo attenti, i giovani emergenti della narrativa (Silas & gionni b.)... ci bagnano il naso! Ma io preferisco bagnarmi il becco con un Bellini (con la I, mi raccomando): lo beveva sempre Papa Hem a Venessia - e il daiquiri a Cuba!! Stai in campana! Tanti saluti da Savona!! Ha fatto bene Rossana a segnalarti alla Questura, ma tu sai dove trovare i documenti falsi in Via Prè: ci si vede a Buenos Aires, con il fantasma di Hugo!!!!:-)
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ElectraMB



Iscritto: 24 Dic 2005
Messaggi: 776
Località: Genova

Inviato: 23/6/2006, 11:49    Oggetto:  

=D> bellissimo racconto =D> Viva Genova :elephant:
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Massimo Guisso



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 13803

Inviato: 23/6/2006, 11:53    Oggetto:  

... speriamo di vederci a Zena per ottobre, al grande Raduno di Apostrofo, con Electra, Shhehera, Alberico, eccetera eccetera...:-)
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Stefano Cona



Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest

Inviato: 23/6/2006, 12:39    Oggetto:  

Sì, ci hai fatto penare di attesa ma poi sei arrivato con questo best seller.
Un misto di ironia e malinconia che riporta insietyro nel tempo. Chissà quanti dei nostri giovani amici non hanno mai sentito nominare Hammer e Velda.
Ciao
Stefano
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MT Sampietro



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449

Inviato: 23/6/2006, 13:21    Oggetto:  

Scorrevole, originale, struggente, ben descritto. Senza contare la commozione di noi vecchiette divoratrici (anche ) di gialli, cui Mike Hammer faceva battere forte il cuore.
Bravissimo, è dire poco.
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TUCO



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6114
Località: Marche

Inviato: 23/6/2006, 13:52    Oggetto:  

Una prova grande, sposo tutti gli aggettivi della nostra Terè...
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reverenda



Iscritto: 06 Set 2005
Messaggi: 5418
Località: san bonifacio (vr)

Inviato: 23/6/2006, 14:07    Oggetto:  

hai già detto tutto gli altri.
mi accodo e applaudo.
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 7/11/2006, 08:39    Oggetto:  

E' talmente bello, che volevo riproporlo.

Ecco.
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macchinadelpopolo



Iscritto: 08 Apr 2006
Messaggi: 3188
Località: Prato

Inviato: 7/11/2006, 09:25    Oggetto:  

Rossana Carturan ha scritto: E' talmente bello, che volevo riproporlo.

Ecco.

hai fatto bene.
Un racconto breve e intenso, dall'atmosfera magica, come piacciono a me.
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