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Lab3bis - Sul campo delle dissolvenze in magenta, di R. Ruju
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Autore Messaggio
Raimondo



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 4818
Località: Roma

Inviato: 4/7/2006, 03:45    Oggetto: Lab3bis - Sul campo delle dissolvenze in magenta, di R. Ruju  

"Sul campo delle dissolvenze in magenta" di Raffaela Ruju
http://www.apostrofo.com/phpBB2/viewtopic.php?t=26427

Come sapete, il Laboratorio n. 3 riguarda l'analisi di testi degli Autori di Apostrofo ed è quindi la sede adatta per segnalare la lirica di Raffaela Ruju (sopra "linkata") che invito a leggere prima delle mie sottolineature che seguono.

"La terra desolata" di Raffaela

Al distico iniziale - lampo che illumina, squarcia e chiude le miriadi di sensazioni che il momento creativo induce ad interiorizzare selettivamente - seguono tre versi sulla consapevole azione del filtro interiore delle percezioni native.

Nelle successive quattro strofe si attiva la moviola mentale e sentimentale e percorre fotogrammi memoriali (da un campo pieno d'ortiche a la vendemmia dell'uva acre) tutti motivati/conditi con il troppo sale del rimpianto.

Poi un primo snodo, con una sorta di bilancio sugli effetti dei placebo esistenziali - dal solo orzo a colazione a la giacca alla poesia - e, più incalzante, un secondo che "zuma" sulla propria quotidianità fatta di due sguardi vuoti.

E si immerge nelle macerie della quotidianità aliena (e alienante), significativamente introdotta con l'enjambement che decolla a partire da elenchi (parola che sottolinea quanto siano segni privi di senso o, peggio, di vita): autentica discarica a cielo aperto di sfaceli che abulicamente passano sotto silenzio: dalle vertigini dell'insaziabilità a certa tecnologica concorrenza per cui anche le insegne illuminano l'alba.

Nella sconsolata chiusa mancano, né potevano esserci, cenni di speranza: è il "come volevasi dimostrare" del teorema di un futuro che non c’è (emblematica la macchia gialla galleggiante del mare) quando ineluttabilmente non attecchiscano i semi lasciati marcire di un passato e di un presente, individuali e collettivi, come descritti.

È l'amara consapevolezza del poeta alla resa: in particolare, la dice lunga sul suo sentire sovrastrutturato la scelta del magenta, colore noto ai soli artisti, che nasce per addizione di rossi e di blu correlata alle loro sperimentazioni e convinzioni estetiche. Nel suo magenta Raffaela addiziona il rosso che infiamma la sua - e nostra - terra desolata con il disperato blu del suo cielo d'anima.

Grazie, cara Raffaela, per questa tua straordinaria composizione,
Raimondo
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AliseadeAlisei



Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 3510
Località: Roma

Inviato: 4/7/2006, 12:08    Oggetto:  

Ne convengo, è bellissima. Ciao Raimondo
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