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CESARE PAVESE (27 agosto 1950 la sua morte)
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Autore Messaggio
andreas



Iscritto: 02 Giu 2005
Messaggi: 14094
Località: reggio calabria

Inviato: 27/8/2006, 16:55    Oggetto: CESARE PAVESE (27 agosto 1950 la sua morte)  

ricordiamo la morte di un grande poeta
CESARE PAVESE

Il premio Strega

Nel '50 conseguì il premio Strega con il volume 'La bella estate'.

Il suicidio

Qualche tempo dopo, esattamente il 27 Agosto, morì suicida in una camera d'albergo, l'hôtel Roma, a due passi dalla stazione di Porta nuova a Torino.

una sua poesia

Lavorare stanca

I due, stesi sull'erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell'erba. Sorride scomposta, tra l'erba.
L'uomo afferra la mano sottile e la morde
e s'addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l'erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s'aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all'inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde - raccolto sul sasso
di una grotta - di bel capevenere e volge al compagno
un'occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell'abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest'è la vendetta, s'immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.
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le_mot_imaginaire



Iscritto: 28 Apr 2005
Messaggi: 179
Località: Neuchâtel

Inviato: 27/8/2006, 17:05    Oggetto:  

grande Pavese, e le sue Langhe da dove esprimeva tutta la sua malinconia del mal di vivere
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Raimondo



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 4818
Località: Roma

Inviato: 27/8/2006, 17:27    Oggetto:  

Un altro grande che se andò anzitempo. Sì, da ricordare e da leggere, sia in versi che in prosa.
Grazie, caro Roberto, Raimondo
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Chiara Vitagliano



Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 9973
Località: Napoli

Inviato: 27/8/2006, 19:02    Oggetto:  

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.



Grazie, Roberto.
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Stefano Cona



Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest

Inviato: 27/8/2006, 20:02    Oggetto:  

«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.».

Alcuni non hanno via di scampo, sin da giovanissimi. Purtroppo.
Grazie Roberto per questo ricordo.
Stefano
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tartaruga



Iscritto: 01 Apr 2005
Messaggi: 9383
Località: Roma

Inviato: 27/8/2006, 20:57    Oggetto:  

Fu una delle mie letture adolescenziali insieme a Bevilacqua, Pratolini, Verga ed i vari russi. E' ora di rileggerlo per capire quanto mi influenzò.
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