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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 3/10/2006, 19:19 Oggetto: Teodora, Dono di Dio |
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[Lei, con le gambe paralizzate, è la donna nella carrozzella da bambini, lui è l'uomo che la porta a Tar.
Lis: Io morirò e nessuno si ricorderà di me.
Fando: Io mi ricorderò di te, Lis
(Fando e Lis - Fernando Arrabal)]
Buio. Scena vuota. una sedia alla destra.
Un solo esile cono di luce ad illiuminarla.
Una donna in sottoveste seduta
Le mani sul grembo, la testa china.
Lei: (quasi sottovoce) Credevo che le persone si misurassero in abbandoni.
Tanti ne hai avuti, tanti punti hai guadagnato, tanto ti spetta.(sorride)
(solleva lo sguardo, alzando leggermente la voce) Cerca fuori dalla finestra, il sole ha il colore di ieri e lo avrà anche domani, tu lo sai. Lo hai sempre saputo.
Quando guarderai la tv, inspirerai un odore conosciuto e sarai ancora tra i Molti.
Sentirai un uomo lamentarsi di uno specchio rotto, una donna stropicciare un lenzuolo, o forse un bambino aspettare a braccia aperte. Scoprirai che la neve fa rumore quando la schiacci e che le nuvole si possono chiudere in un barattolo.
Consumerai gli occhi per ritrovare l'ordine, farai i conti in attesa.
Avrai un dolore vanitoso avvolgerti e spiarti quando ti sentirai sola.
Soddisfatta, sospirando, spolvererai l'unica miseria rimasta: la mia fotografia.
(tra sé) Peccato aver scelto io di morire.
(abbassando lo sguardo di nuovo) Non troverai più la maschera, anche di lei chiedevi a me. Come fosse un calza o una sigaretta.
Non sapevi quando fosse giusto usarla, trattenerla. Era la compagna onesta dei nostri inutili incontri, dei nostri disagi, dei nostri niente. Avevi pietà del cinismo riverito ma odiavi la leziosità delle mie tende. Sputavi acini d'uva ad ogni vocale e stringevi il mio pane con le mani impregnate di varechina.
(una donna anziana, dall'abbigliamento morbido e dallo sguardo dolce si avvicina dal fondo e rimane in piedi dietro Lei)
(Lei alza lo sguardo davanti a sé nel vuoto, inizia a dondolarsi ed a parlare velocemente) Avevo cinque anni ed una fettuccia bianca alla caviglia, il nastro che portava il mio nome dalla nascita: Teodora.
Avevo cinque anni ed una sola moneta sporca di fango. Mi chiedesti di ripulirla e di donarla, ché a me non serviva. Le mani tremavano. Sconfitta, scesi in strada e corsi fino a sfiancarmi per trovare una pozzanghera. Inciampai ed il nastro divenne marrone e poi...nero. Tornai da te, con le braccia tese, pronte ad essere malmenate, ma tu...nulla. Mi guardasti e mi voltasti le spalle.
Da allora non ebbi più il tuo sguardo.(si calma)
La donna anziana si volta e va verso il fondo. Si ferma un istante
L'anziana: E' ora di andare.
(pausa)
Lei:(Si alza, lascia un nastro nero sulla sedia e si volta)
Sì, mamma.
Buio
Luce
Il palco si riempie di voci. |
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Silas
Iscritto: 25 Mag 2006
Messaggi: 922
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| Inviato: 3/10/2006, 20:12 Oggetto: |
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Buio. Scena vuota. una sedia di pietra con lo schienale altissino, simile ad un trono, alla destra.
Un solo esile cono di luce ad illiuminarla.
Un cadavere di una Suora mummificato seduto.
Le mani scheletriche sui braccioli di pietra, la testa ben eretta.
Di fronte e di spalle alla platea un uomo anziano elegantemente vestito.
Un solo cono di luce azurrata ad illuminarlo.
Sono secoli che sei assisa su questo tuo scranno e molti sono i visitatori che hanno scrutato il tuo viso, che sono inorriditi alla vista ravvicinata di queste tue falangi adunche, rattrappite in una morsa terrena donatati quand'eri già morta. Che usanza tremenda la vostra. Conservare un corpo ai posteri quando esso fu negato ai contemporanei. Eri giovane forse e la tisi o la peste ti rapirono alla tua prigionia oppure alla tua scelta paurosa.
Avevo una figlia io, sai? Si che lo sai!
(l'uomo si volta lentamente verso il lato sinistro del palcoscenico offrendo il proprio profilo alla platea)
Avevo una figlia di venti anni, bella come solo i primi anni di gioventù possono riuscire ad essere nell'arco di una intera vita, quand'anche la vita duri solo vent'anni.
Amava la vita, mia figlia, godeva di tutto e voleva provare tutto ciò che la vita riusciva ad offrirle. O solo proporle. Lei morì su una sedia. Anche lei su una sedia. Il suo corpo era nudo e livido. Le sue braccia afflosciate di lato lungo i braccioli, il capo reclinato da un parte, a guardare quella siringa maledetta che io stesso le sfilai dalla vena.
La strappai da quella sedia e la strinsi al mio petto. Era fredda e la schiuma delle labbra sembrava un fiore bianco che le ornava il seno.
L'amavo quella piccola donna, quella santa innocente, quella incosciente anima di Dio, che Dio mi ha voluto rapire.
Ed ora ti vedo seduta su questo tuo trono, vestita di nero, il capo fiero e severo come a dirmi che mia fu la colpa di quella vita spezzata. Ripeti.
Può darsi.Hai ragione. Io stesso ho sofferto la colpa che adesso il tuo capo mi insegna.
(Si sentono voci di persone che sembrano avvicinarsi. L'uomo si gira verso la platea e si rannicchia su se stesso)
E allora che vengano, ora, subito, a prendere anche me, dopo tutti questi anni. Io li aspetto. Li odo. Non voglio vederti, mentre mi porteranno via e tu, seduta sul tuo trono, a continuare a vivere una morte che ancora mi accusa.
(Tacciono le voci all'improvviso. L'uomo si alza nuovamente e si rivolge verso la suora mummificata)
Come? Non vengono? Rinunciano ancora! Ancora quest'anno? Dopo trenta'anni di attesa? Sono spietati. TU sei spietata. Ma ormai ti conosco. ho imparato a conoscerti. Nulla mi posso aspettare di misericordia o pietà.
Me ne vado. So che mi aspetterai anche per il prossimo anno, come sempre.
Buio |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 4/10/2006, 07:04 Oggetto: |
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Grazie, Silas.
Davvero...è bellissimo. |
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MT Sampietro
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 4/10/2006, 09:15 Oggetto: |
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Non so quale dei due pezzi "prenda" e "comprenda"di più...
Bravissimi entrambi...
=D> |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 4/10/2006, 11:40 Oggetto: |
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| Queste sono le collaborazioni che amo. |
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reverenda
Iscritto: 06 Set 2005
Messaggi: 5418
Località: san bonifacio (vr)
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| Inviato: 4/10/2006, 12:19 Oggetto: |
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mi senti piccola, microscopica, di fronte a questo pezzo.
di fronte alla tua penna. |
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AliseadeAlisei
Iscritto: 09 Gen 2006
Messaggi: 3510
Località: Roma
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| Inviato: 4/10/2006, 12:35 Oggetto: |
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| Resto davvero affascinata davanti alla tua pubblicazione e non nascondo di esserlo anche per quella del Confratello Silas. La mia ammirazione per entrambi e grazie per questo. |
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Aurora Tassinari
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5394
Località: Milano
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| Inviato: 4/10/2006, 12:48 Oggetto: |
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Io ho i brividi....non posso farveli vedere...( sto cazzo di monitor mica si può giusto???) ma li ho ......
Ross tu sei divina.....divina e che vor di divina???? potrei dire la meglio??? potrei dire tanto....ma forse nulla rende l'idea.....
Silas brividi anche per te....per te tralasciando commenti tecnici che non so fare.....e che non provo neppure a fare .....
bravi entrambi.....ma tanto tanto....
Ciao e grazie .....
Aurora :D |
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jupon
Iscritto: 19 Set 2006
Messaggi: 402
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| Inviato: 4/10/2006, 14:08 Oggetto: |
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mi associo ai brividi di aurora (il corpo reagisce più in fretta della mente).
scenografia nuda ed essenziale, perfetta per far risuonare un monologo d'autore. bello davvero |
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Stefano Cona
Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 5820
Località: Roma Roma nordest
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| Inviato: 4/10/2006, 18:22 Oggetto: |
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Caspita che inizio di nuovo anno teatrale questo!
Tra i due pezzi non saprei davvero quale scegliere, tanto sono coinvolgenti entrambi.
Complimenti a Ross e Rector Silas (anche drammaturgo!)
Ciao
Stefano |
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Patricia Panebianco
Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza
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| Inviato: 4/10/2006, 19:30 Oggetto: |
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I due pezzi che ho letto sono meravigliosi e quasi mi vergogno ad inserire il mio, ma mi è venuta in mente questa scena leggendovi e ormai l'ho scritta...
Bentornata anche qui Ross e un complimento speciale a Silas che ha scritto un pezzo veramente bellissimo.
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Le macchie
Buio. Scena vuota. una sedia alla destra accanto ad un letto.
Una luce ad illuminarli.
Una donna giovane seduta, una donna anziana sul letto. Immobile.
Donna giovane:
Sei sempre stata lì, su quel letto, immobile. Che differenza vuoi che faccia per me oggi?
Guardami le mani, adesso, guardami le mani!
Non le hai mai viste le mie mani, non le hai viste invecchiare fra un tuo lamento e un rimprovero. Non hai visto la pelle che si screpolava, non hai visto le macchie - una macchia per ogni tua pretesa, per ogni tua vendetta per la sofferenza di avermi partorito -, non hai visto le ossa distorcersi per compensare il mio volto dal sorriso sempre uguale, sempre pronto a trattenerti qui. Ancora. Qui.
E tu adesso sorridi. Dio mio. Sorridi.
Avrei dato la vita per un tuo sorriso. Avrei voluto sentirmi sfiorare dal vento della tua approvazione, avrei voluto una carezza ad ammorbidirmi la pelle.
E invece guardami le mani, adesso, guardami le mani!
E mi dici che stai morendo. No. Non me lo dici. Lo porti stampato in quel tuo sorriso contratto.
Lo so che non vuoi sorridere, lo so.
Ma la morte è dura con tutti e ti ha giocato questo scherzo.
Adesso devi sorridermi, devi. Devi.
Ed ora scusami. Devo andare.
Non voglio che tu guardi le mie mani, mamma.
Non voglio più.
(La donna giovane si alza ed esce dalla scena) |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 5/10/2006, 07:15 Oggetto: |
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Caspita, Pat! Un Signor monologo! Grazie!!!
Se qualcun altro si offre ne costruiamo un bel testo! Abbiamo uno splendido inizio.
(Quasi , quasi alla didascalia do voce. Non sarebbe male sentire ad ogni scena, come un tormentone, una voce fuoricampo che dice: Buio. Una sedia alla destra del palco...) |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 7/10/2006, 08:23 Oggetto: |
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| Nessun altro ci vuol provare? |
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Aurora Tassinari
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5394
Località: Milano
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| Inviato: 8/10/2006, 13:22 Oggetto: |
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letto anche il pezzo di Pat....ragazzi che trasporto...bellissimo...
riporto su perchè meritano ancora una lettura.....
Ciao Aurora |
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MT Sampietro
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 10/10/2006, 17:00 Oggetto: |
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| up...sono uno più bello dell'altro... |
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MT Sampietro
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 10/10/2006, 23:44 Oggetto: |
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Stanza vuota, in ombra: un angolo formato da due pareti spoglie accoglie una donna inginocchiata, la testa china sulle braccia appoggiate al pavimento.
Alla sua sinistra, un cono di luce illumina una sedia vuota.
Lei :
"Sono pronta. Sono pronta da sempre, ma adesso...adesso “
alza il capo, si rannicchia contro la parete, l'ombra la abbraccia
“adesso devo trovare il modo di arrivare alla sedia. Le gambe non mi reggono”
le osserva, le tocca con la mano
“non ho più forze. Ma è ora, lo so. Stai per venire ed io sono pronta per te.”
Il cono di luce si sposta ed illumina di spalle una figura alta, incappucciata e vestita di nero che avanza lentamente verso il centro della stanza.
L'altra:
"Cosa fai ancora lì? Il tempo del passaggio è questo, non te ne sarà concesso altro, lo sai."
Lei:
"Non posso muovermi! Non posso. Non riesco ad alzarmi. Potresti deviare: basta poco...ti prego..."
Figura e luce avanzano lentissimamente verso la sedia in ombra. La donna accartocciata contro la parete tenta disperatamente di muoversi.
L'altra:
"Non è concesso tentennare; non mi è concesso deviare. Ci sono stazioni precise, tempi, luoghi. Non dipende da me. Muoviti"
Lei:
piangendo
"Non può succedere di nuovo: non è giusto. Ascolta, ascolta: tutta la vita ho mancato il luogo giusto, il momento giusto. Per pochi attimi, per ritardi fatali, per coincidenze sbagliate. Ho guadagnato questo angolo d'ombra con anni di lacrime e fatiche, pochi passi al traguardo. E sono pronta; te lo giuro, nessuno è più pronto di me"
si sporge con testa a braccia, trascinandosi pochi centimetri alla volta verso la sedia.
L'altra:
avanzando illuminata da cono di luce
"Non farai in tempo. Non hai fatto in tempo con tuo figlio (per pochi attimi hai mancato la sua mano per strapparla alla mia, ricordi? ) non sei stata puntuale per tua madre (nulla hai potuto, eppure sarebbe bastato fermarla alla stazione, darle un abbraccio, perché non mi incontrasse)”
La figura in nero continua ad avanzare, inesorabile: è alla sedia, lentamente la oltrepassa
Lei:
strisciando
"NO. Fermati, ci sono, ci sono quasi. Aspettami e portami con te!"
L'altra:
voltandosi espone al cono di luce il cappuccio.
All'interno, nessun volto
"E' tardi. La stazione è la sedia. Sto passando e tu non ci sei. Devi restare, ancora.
Si volta di nuovo, proseguendo il cammino
Lei:
"Quanto? Per quanto tempo ancora dovrò aspettare? Rispondimi!"
singhiozzando
"Rispondimi, rispondimi, rispondimi..."
Buio. |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 11/10/2006, 07:12 Oggetto: |
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Caspita!
Ineccepibile nella forma, sublime, e di più, nel contenuto.
Grazie, grazie, grazie
Sai, mi hai fatto tornare in mente uno dei testi più belli che Sartre abbia mai scritto "Porta Chiusa"
(e pensare che Teodora è nata per caso...) |
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raffaela ruju
Iscritto: 19 Mag 2005
Messaggi: 5011
Località: trieste
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| Inviato: 11/10/2006, 07:17 Oggetto: |
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| splendidi tutti: complimentissimi.... |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 11/10/2006, 07:19 Oggetto: |
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| Raffaela, aspetto anche te ..e tutti quelli che desiderano contribuire! :) |
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raffaela ruju
Iscritto: 19 Mag 2005
Messaggi: 5011
Località: trieste
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| Inviato: 11/10/2006, 07:38 Oggetto: |
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| sono tornata a rileggere...siete veramente bravi e stimolanti e direi che mi leggi nel pensiero.Ora vado a lavorare; buona giornata a tutti. Ciao ciao. Smack |
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dragonero
Iscritto: 13 Gen 2006
Messaggi: 239
Località: verona
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| Inviato: 21/10/2006, 14:36 Oggetto: |
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cancellato
forse non centrava con l'argomento
grazie comunque |
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omega47
Iscritto: 10 Apr 2005
Messaggi: 408
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| Inviato: 31/10/2006, 11:49 Oggetto: |
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Sono capitata per caso su questo post e devo dire che l'idea mi piace e vorrei provarmici anch'io, però, a differenza di altri laboratori, qui non vedo indicate le premesse da cui partire.
Qualcuno mi darebbe lumi?
Grazie e scusate la mia goffaggine.
M. |
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Rossana Carturan
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 31/10/2006, 12:09 Oggetto: |
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Non ci sono indicazioni particolari. E' un laboratorio nato spontaneo.
Ho scritto questa pagina e, spontaneamente appunto, alcuni hanno scritto di seguito, mantenendo più o meno la stessa scena e lo stesso numero di personaggi.
Qualcuno variando la storia, qualcun altro i punti di vista.
L'unico punto fermo è il format (per seguire un linguaggio attuale).
L'idea è quella di creare un testo a Quadri.
Spero di essere stata esaustiva.
E felicissima di saperti qui.
Ti aspetto. |
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omega47
Iscritto: 10 Apr 2005
Messaggi: 408
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| Inviato: 31/10/2006, 13:44 Oggetto: |
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Grazie Rossana, ora è tutto chiaro.
Ci provo.
M. |
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omega47
Iscritto: 10 Apr 2005
Messaggi: 408
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| Inviato: 6/11/2006, 12:25 Oggetto: |
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Posto il mio modesto contributo, scusabdomi per il ritardo, dovuto anche a problemi tecnici al mio pc.
M.
Buio in scena. Solo un cono di luce puntato su una scrivania a cui è seduto un Uomo.
Lo si vede di spalle, su una sedia dai braccioli imbottiti.
Non più giovane, le spalle un po’ curve, i capelli grigi, piuttosto lunghi, legati bassi sulla nuca.
quando si apre il sipario si alza voltandosi alla platea.
E’ pallido, vestito di scuro.
Uomo: - Anche oggi le ho inseguite tutto il giorno, e, ancora una volta, oggi, per mille volte, ho creduto di averle afferrate, di possederle finalmente… invece no; anche oggi mi sono sfuggite, mille volte, come sabbia tra le dita.
Spesso arrivano tutte assieme, roboanti e chiassose, impetuose, come un’onda da cui, istintivamente, ti metteresti al riparo, e quando cerchi di individuarle, di fissarle, di metterle in ordine per dar forma al pensiero, ecco che se ne vanno, tutte assieme come sono venute, e in un istante già sono scomparse nel mare di silenzio che le inghiotte, assieme alla tua anima.
A volte la lotta è individuale, ed è quando una, una sola, lampeggia intermittente dall’angolo più buio della stanza o ghigna da dietro le tende insanguinate dal tramonto.
Tu sai che è quella che cerchi da tempo, la sola che manca, la chiave di tutto…
Tti alzi, la insegui, come un gatto che tenta di afferrare al volo un moscerino, la punti, aspetti il momento giusto e spicchi un balzo, un altro…ce l’hai!
E’ lì, tra i palmi chiusi delle mani.
Ora devi trovare il coraggio di aprirle, anche se temi che possa sfuggirti, e lo fai, lentamente, con cautela, mentre il cuore batte accelerato, per lo sforzo fatto e per la gioia…
Poi, quando la fessura tra i palmi è sufficiente per far passare lo sguardo, ecco che tra le mani vedi solo un pizzico di polvere.
Polvere. Nient’altro che polvere.
Allora ti senti schernito, umiliato, ridicolo.
Deluso ed esausto ti lasci cadere sulla sedia, ti guardi attorno depresso e rieccola là, ad occhieggiare maliziosa, in alto, sotto la trave.
E che dire di quando si lasciano prendere, docili, si lasciano mettere in ordine, duttili al tocco della penna che sembra solo doverne seguire il profilo sul foglio, e poi, quando rileggi, perdono tutto il loro spessore e non sono altro che inutili graffi sul candore della pagina.
Perfide, sono perfide le parole.
Ma io non mi arrendo.
Domani ricomincerà la caccia, con nuovi stratagemmi le catturerò.
Domani, si domani…
Torna a sedere sulla sedia, incrocia le braccia sul piano della scrivania e vi appoggia il capo, come per dormire.
S’accende un altro cono di luce a illuminare l’angolo opposto della scena e rivela una donna in piedi, matura ma ancora piacente, vestita di un peplo scuro.
Lentamente si avvicina all’Uomo, gli mette una mano sulla spalla:
La Donna: - Eccomi, sono arrivata.
L’Uomo trasale, si volta, la guarda, ha un gesto di contrarietà:
Uomo: - No, non stasera no! Non ancora!
Ho bisogno ancora di domani.
Solo domani e le troverò finalmente tutte.
Troverò tutte le parole necessarie e scriverò il messaggio, svelerò il mistero, eseguirò il compito che mi è stato affidato…
La Donna, tra lo scherno e l’indulgenza: - Non ti è bastata una vita e ti basterebbe domani? Vorresti ancora soffrire la delusione di un fallimento?
Improvvisamente si levano voci da fuori scena e si odono distintamente diverse parole:
- Passione
- Credo
- Evanescente
- Passi
- Brusio
- Girandole
- Arcobaleno
- Marea
- Insonnia
- Dolore
- Costanza
- Illusione
Uomo:- Ecco, le senti? Lasciami ancora un’ora, mi basterà…
Donna, prendendolo sotto braccio e facendolo alzare: - Non sono queste quelle che contano, non saranno queste a svelare il mistero. Tu lo hai capito da tempo, ma non vuoi crederci. Lascia che siano altri a continuare la caccia, a illudersi di risolvere l’enigma. Io, soltanto io conosco la parola che cerchi, soltanto io te la dirò. Vieni, è l’ora.
Si allontanano dirigendosi a sinistra, l’Uomo appena appoggiato al braccio della Donna, escono di scena, mentre le voci tacciono una ad una e si spengono le luci.
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