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Redazione
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| Inviato: 1/11/2006, 10:43 Oggetto: LA DONNA GIUSTA - SANDOR MARAI |
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Voglio ancora ricordare a tutti gli utenti ed a chi si affaccia per la prima volta in questo laboratorio, che tutte le "istruzioni" le potete trovare qui.
Le regole del Mercoledì
Iniziamo questo nuovo Mercoledì con un grande Autore, conosciuto da molti, che è Sandor Marai.
Il romanzo "La donna giusta" è, a mio avviso, uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale. Non nego un po' di timore nel doverlo affrontare, ma non potevo sottrarmi al piacere.
In questo romanzo tutto si sbriciola, sentimenti, emozioni, idee, che sottoposti ad una continua vivisezione allontanano tutte le certezze, quelle minime, le stesse che l'uomo serba in sé per sopravvivere.
Breve trama
Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia - e in qualche modo a tirarne le fila.
Passo:
Era uno di razza perché era padrone del suo corpo, sapeva dominare i suoi nervi alla perfezione. Sapeva tenere sotto controllo persino i soldi - che è la cosa più difficile...Ma c'era un unico sentimento che non era capace di vincere dentro di sé...il senso di colpa. E chi soffre di sensi di colpa vuole vendicarsi. Era cristiano, ma non come si sentiva dire in giro negli ultimi tempi...
Sapeva che la vendetta è peccato...e non esiste nessuna vendetta legittima. Soltanto alla giustizia si ha diritto...
Nessuno ha diritto di vendicarsi.
Sto parlando di lui, di mio marito. Che un giorno mi venne incontro, perché a Budapest c'era di nuovo un ponte. E io allora, davanti a migliaia di persone, gli buttai le braccia al collo
Come sempre, Buon Lavoro!!! :D |
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MT Sampietro
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Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 1/11/2006, 12:13 Oggetto: |
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Ah, Ross...questo è un regalo, per me.
Aspettami che arrivo... |
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Principepazzo
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9085
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| Inviato: 1/11/2006, 12:43 Oggetto: |
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| ci penso e scrivo |
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Armando
Visitatore
Iscritto: 14 Mag 2005
Messaggi: 6929
Località: Palermo
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| Inviato: 1/11/2006, 12:55 Oggetto: |
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| Questo sarà un regalo per molti, l'argomento credo sia stato o sia ancora principe nella vita di ognuno. Non fatelo morire mai il mercoledì, quasi vi prego. |
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reverenda
Visitatore
Iscritto: 06 Set 2005
Messaggi: 5418
Località: san bonifacio (vr)
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| Inviato: 1/11/2006, 13:19 Oggetto: |
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| me piase. sì sì me piase. |
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Aurora Tassinari
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5394
Località: Milano
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| Inviato: 1/11/2006, 15:28 Oggetto: |
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:roll: mmmmm ci penso ....spuntone questo!!!
Ciao Aurora :D |
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Patricia Panebianco
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Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza
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| Inviato: 1/11/2006, 16:02 Oggetto: |
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Eccomi... Aspetto con ansia il mercoledì per lasciarmi cullare dalle tue scelte...
Splendido questo e mi tocca profondamente.
Spero di riuscire :-) |
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Patricia Panebianco
Visitatore
Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza
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| Inviato: 1/11/2006, 17:36 Oggetto: |
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Non saprò mai dire abbastanza quello che mi dà il Mercoledì, spingendomi a scavare anche dove non voglio.
E noi
E tu
trafitta sulla croce che segnavi
mi hai dato
di mille colpe il senso e mai la gioia
paura
che spezza le mie mani alle carezze
dolore
ad ogni passo in danza per la vita
E tu
che ponti certo non ne hai mai cercato
perché
il nesso era già fonte di peccato
mi appari
adesso agli occhi dolce nel sorriso
che avevi
dipinto addosso scherzo del destino
Ed io
che ho pianto sangue fino a consumarmi
perché
la scelta era se vivere od amarti
-Ed io-
disciolgo i nodi attraversando il fiume
imparo
l'amore sulla punta delle dita |
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Jeudemots
Visitatore
Iscritto: 25 Ago 2006
Messaggi: 5393
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| Inviato: 1/11/2006, 17:55 Oggetto: |
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Arrenditi
Su questo ponte d’acqua – sai –
daremo sangue a queste pietre che ci umiliano
in mille solchi aridi e lacrime gelate.
Le due città gemelle avranno tempo
di scivolare a valle come chiatte
sotto le cupole d’oro dell’inganno.
E qui tra queste braccia dure - libera –
io dovrò solo scivolare pigra. Arrenditi.
La rabbia non riconosce voce d’uomo.
Grazie Pat. |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 1/11/2006, 18:03 Oggetto: |
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| Grazie ad entrambe, ragazze. Splendido inizio!!! |
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MT Sampietro
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 1/11/2006, 18:18 Oggetto: Di me |
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Di me
che ho fatto ponte
del mio corpo ferito
- braccia come tralicci
arco di schiena stanco
e inutili feticci
da dare in pasto al branco -
Di me
che sputo fumo
contro la tua vendetta
- rostri di mani tese
ad afferrare un lembo
tendini doloranti
traversine distese -
Di me
che non ho rete
sei baratro
in cui affondo.
Grazie, Ross... |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 2/11/2006, 08:15 Oggetto: |
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| Grazie a te, Mt! |
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Principepazzo
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9085
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| Inviato: 2/11/2006, 09:50 Oggetto: Il tempo e le domande |
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Ombre si incrociano
confuse
lungo percorsi sinuosoidali
Voci e rumori risalgono
la corrente
in un mulinello ossessivo
Pensieri da tracciato
di un elettroencefalogramma
di una scimmia paraplegica
Finestre mentali
aperte nella penombra
affacciate su sentieri tortuosi
Visioni intermittenti
di passanti mascherati
sagome indistinte
Assonanze immaginarie
regolano la casualità
degli eventi
Accadimenti propedeutici
sono anteposti
dalla linea del tempo
Cercare armonia
dove armonia
è assente
Cercare la linea
tracciata con il gesso nero
sull’ardesia della vita
Pensieri
mimetizzati
filtrati
nascosti
ammorbiditi
dalla censura della ragione
Impulsi
segnali
messaggi
che non riescono a superare
la dogana della parola
Cadono le parole
spatole immaginifiche
raschiano ricordi
aggregano emozioni
Miserie, dolori
nostalgie, rimpianti
dolcezze, amori
trasfigurati dal tempo
Passato cambiato
negato mentito
universo parallelo
irreale ed astratto
Scivola il tempo
eterno passato
occluso presente
negato futuro
Realtà
nebbiosa
magmatica
rabbiosa
vana
mistificata
In un limbo
senza suono
senza luce
senza odori
senza dolore
senza piacere
senza mutamenti
Senza emozioni
Il tempo sempre uguale
colloso
una lunga linea retta
che corre verso il nulla
Luoghi fluidi
infidi e rassicuranti
impercettibilmente mutevoli
percepibili a stento
sfumano dalla memoria
Volti grigi
Parole afone
Sagome indistinte
La luna sanguinante
squarcia l’ombra
Sapere
perchè
Sapere
quando
Sapere
dove
Sapere
chi
Sapere
cosa
Forse |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 3/11/2006, 08:57 Oggetto: |
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Grazie anche a te, Raffaele!!!
bellissima! |
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MT Sampietro
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 3/11/2006, 14:04 Oggetto: la donna giusta? |
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(grazie, Ross)
“E’ sull’esatto significato del termine “giusto” il mio problema, caro”
Hai uno sguardo cortesemente annoiato mentre sfiori i miei contorni alzando appena gli occhi dal giornale.
“Cosa dici, scusa?”
Sorridi incerto, porgendomi un’attenzione tanto posticcia da sconfinare quasi nell’offesa.
“Non so cosa sia giusto” ti rispondo. E sorseggio il caffè tiepido e disgustoso, aspettando la tua risposta.
“Qualcuno lo sa?” Alzi appena l’angolo delle labbra in una parodia di sorriso mentre velocemente tenti di rituffarti nel quotidiano.
Non ti sarà permesso.
“Glauco…”
Sei troppo educato per ignorare un richiamo diretto. Con un sospiro a malapena udibile, chiudi il giornale, appoggi i gomiti sul tavolo, mi porgi recalcitrante la tua attenzione.
“Dimmi, Diletta”
“Glauco. Perché mi hai sposata?”
Alzi gli occhi al cielo, apri e chiudi le mani nervosamente: temi che sarà un discorso lungo…e non ne hai voglia.
Ma non puoi (non sai ) esimerti da quello che consideri un dovere.
“Perché eri la donna giusta per me, Diletta.”
“Capisco, capisco. E lo sono ancora?”
Riprendi con una sorta di maniacale perfezione la piegatura del giornale, mentre rispondi
“Naturalmente.”
“Naturalmente” ripeto “ E rientra in un concetto giusto il fatto che noi, per esempio, non facciamo l’amore da mesi?”
Adesso sei seccato: nulla di veramente manifesto, per carità. E’ solo un impercettibile irrigidimento della mimica facciale, un raddrizzarsi troppo esplicito delle spalle.
Nessuno se ne accorgerebbe mai se non io, che da anni vivo osservando le minime increspature della tua superficie alla ricerca di un possibile segno.
“Onestamente, Diletta, trovo questo dialogo inopportuno.”
“Perché?” insisto ed osservo al contempo la crescita esponenziale della tua irritazione attraverso l’increspatura della fronte, il lievissimo fremito delle narici.
“Perché non sono azioni che possano compiersi a comando. E perché non è parlandone che possono essere risolte.”
Mi alzo e vado a pormi dietro alla spalliera della tua sedia: appoggio le mani sulle tue spalle accompagnando col mio corpo il tuo istintivo ritrarti, impedendoti la legittima fuga.
“E come allora, Glauco?” appoggio il mento sulla tua testa.
“Non lo so: e non credo sia importante, quando si condividono anni ed anni di vita. Non è per passione che si resta insieme; non sulla base di un innamoramento destinato ad esaurirsi. E’ giusto basarsi sull’affetto, sull’appartenenza reciproca. Sul vissuto, sulle abitudini in comune.”
Ti alzi in un movimento fluido che mi esclude quasi naturalmente dal contatto fisico che, tuo malgrado, avevamo.
Mi sorridi.
“Pensi troppo, Diletta.” Mi accarezzi il viso.
Torno a sedere al mio posto, guardandoti.
“T u mi ami, Glauco?” chiedo sottovoce…ma sei già a metà strada verso la porta, il giornale sottobraccio, perso in pensieri di cui è giusto che io non faccia parte; ti volti appena, mi regali un sorriso distratto, una risposta qualunque alla domanda che non hai sentito; che non vuoi sentire.
“ Ci vediamo a pranzo. Porterò le paste.” dici.
Ed esci.
Ed esci.
Ed esci. |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 3/11/2006, 14:47 Oggetto: |
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Anche Marai si inchinerebbe davanti a questo scritto...
Io lo sapevo e sono felice.
Grazie, MT, grazie. |
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Aurora Tassinari
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5394
Località: Milano
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| Inviato: 3/11/2006, 15:20 Oggetto: |
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Chissà
E chissà cosa prova il cuore di un moribondo,
chissà cosa prova, quando il respiro diventa
sottile nel pompare lento l'ultima briciola d'amore.
"fu intreccio di mani e
cuori col destino di tutti"
E chissà cosa prova cercando risposte
e domande eterne come il mondo,
consulte, sopra un altare di inutili parvenze.
"fu verità solo vissuta e mai detta,
mangiando avanzi, -continuando a sfamarsi-" |
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TUCO
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6114
Località: Marche
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| Inviato: 3/11/2006, 15:21 Oggetto: |
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ho letto cose stupende....fin qui, bravissime !
ps. Ross, io ci provo..... |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 3/11/2006, 15:46 Oggetto: |
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Hai ragione, Tuco!
Ti aspetto.
Grazie anche a te, Aurora! |
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Armando
Visitatore
Iscritto: 14 Mag 2005
Messaggi: 6929
Località: Palermo
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| Inviato: 3/11/2006, 22:01 Oggetto: |
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La Donna Giusta
-Non posso crederci. Sei tu. Ed io non ho paura.
Dio quanto ho desiderato questo momento. Fatti toccare, ti prego. Non voglio che sia un sogno
- No, non avvicinarti. Non puoi toccarmi. Puoi soltanto vedermi e parlarmi. Anch’io li chiamavo fantasmi, come te. Solo adesso so che siamo, che sono, adesso ancor più, energia pura.
Sono quattro anni che raccolgo le forze. Volevo andare da lei ma non ce l’ho fatta. Vederla così mi distrugge, mi sfibra, mi scarica e non riesco più nemmeno a muovermi nell’aria.
Ieri ha pianto ancora. A dirotto. Come sempre. Era la festa dei morti. Ma quale festa? Perché?
Adesso ho raccolto tutte le forze che ho potuto. Devo parlarti amico mio. Per questo sono qua.
Va da lei. Trova il modo perché possa dimenticarmi. Ha deciso di morire. Ho letto il suo cuore.
Ho provato ad entrare nella sua mente, non ce l’ho fatta. Sta erigendo un muro affinché non possa interferire. La sua mente non la farebbe mai morire.
Tu lo sai bene. Lo hai sempre saputo. Hai sempre letto nel mio cuore anche quando ancora non mi conoscevi. Quando io ero soltanto l’ombra di un ricordo che non voleva morire. Tu dicevi il vero. Io l’amavo. Eppure l’ho tradita. Mai con il corpo. Mai con il cuore. Mai con il pensiero.
L’ho tradita di menzogne bianche per non farla soffrire ed infine l’ho perduta.
Poi, il destino ha diviso le nostre strade. Io non potevo tirarmi indietro ma non l’ho mai dimenticata.
Lei è stata la donna giusta. Lei era la parte grande che mi mancava. Era la passione, la musica, la poesia, la vita. Lei era tutto quello che avrei voluto e che non è stato. Lei era la mia ragione. Io il nostro cuore. Insieme eravamo una cosa sola.
Non c’è mai stato un solo attimo, del nostro stare lontani, che io non l’abbia portata dentro al cuore.
E forse anche lei. Perché altrimenti delle sue storie, nessuna ha funzionato bene?
Lei era la donna giusta ed io il suo uomo ideale. Tranne per il fatto che il mio unico ideale era di volerle apparire, ciò che non potevo.
Poi il destino ci ha fatti incontrare. Di nuovo. Ancora. Ho toccato il cielo e non con un dito soltanto. Vivevo ben più dei tre metri sopra e com’era bello scendere in picchiata per raggiungerla. Per sorprenderla, per vederla sorridere. Finalmente.
Fin quando le pentole del diavolo hanno iniziato a ribollire e non c’era alcun coperchio a contenere l’acqua che sgorgava bollente e copiosa. Io fino a che sono riuscito a sopportare il calore, ed a nasconderle il vapore, sono andato avanti arginando e soffiando. Ma diventava ogni giorno più difficile. Non sapevo cosa inventarmi, quali finestre aprire e quali porte richiudere, quante pezze comprare e tamponare, tamponare, tamponare. Alla fine non ce l’ho fatta più e sono scoppiato io. Tu la conosci bene la nostra storia. L’hai vissuta insieme a noi. Tu me l’hai detto, quel giorno, “spero davvero che ci riusciate a trovare un punto d’incontro. Siete perfetti. Lei è la donna giusta e tu la sai rendere felice”.
E adesso invece. Dov’è finito il suo sorriso. Il suo viso smunto è una cornice vuota.
Eppure saprebbe dare ancora tanto amore. E’ questo che non sa più fare, perché non mi riesce a dimenticare. |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 3/11/2006, 23:30 Oggetto: |
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| Grazie, Armando!!! (ti aspettavo) |
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MT Sampietro
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449
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| Inviato: 4/11/2006, 10:22 Oggetto: |
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| up |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 4/11/2006, 10:24 Oggetto: |
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Per sempre uomo
Ieri uomo di strada certo
stanco di smorfiosi pensieri
scansavi il tempo
troppo sgarbato
per essere preso in considerazione
Bastonavi la noia
costruendo velieri pirata
per abbattere l'ultima memoria
Oggi uomo giusto forse
con un sogno di troppo da accontentare
con una fionda di poche parole nella borsa
e un indizio sul collo per ricordare
Oggi uomo a perseguitare le stelle
rispettoso di quella vana vergogna
che sconfessi a malincuore
la colpa indelebile della tua nobiltà |
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Aurora Tassinari
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 5394
Località: Milano
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| Inviato: 5/11/2006, 15:26 Oggetto: |
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Essere o Svanire per sempre
"Ed è crepa in ogni cosa ora,
lì dove le ombre ritornano a prendere
luce"
Alla deriva pensieri scomposti
non riparano dai temporali interni
ascoltando il richiamo lontano
e gli umori della notte raccolgono lo
sguardo appeso al cornicione , diventando
unico attimo in cui si stanano crepe e
appigli di memoria.
"Ed è crepa l'attesa
di una realtà che faccia il proprio
dovere tra l'essere, o il svanire per sempre". |
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Rossana Carturan
Visitatore
Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina
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| Inviato: 5/11/2006, 15:40 Oggetto: |
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| Grazie, Aurora!!! :) |
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