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La strega del bosco
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Autore Messaggio
Franca



Iscritto: 16 Mag 2007
Messaggi: 66
Località: Pescara

Inviato: 27/5/2008, 08:24    Oggetto: La strega del bosco  

Nel bosco di un paesino di montagna viveva, in una casupola, una vecchietta quasi centenaria. Non era bellissima, anzi, a dire il vero, era proprio brutta, Aveva il naso lungo che spioveva sul mento appuntito e gli occhi velati da una pellicina biancastra. Gli abitanti del paesino, che era abbastanza lontano dal bosco, giudicandola dall’ aspetto, si erano convinti che fosse una strega. A questa convinzione aveva contribuito anche il suo brutto carattere. Alcuni cercatori di funghi che avevano bussato alla porta della sua casupola per chiedere un po’ d’ acqua per riempire la borraccia erano stati cacciati in malo modo, con la borraccia vuota. “Sì – avevano pensato – è proprio una strega”. La vecchietta viveva sola. Da tanto tempo aveva perso il marito e i figli andavano a trovarla quando potevano perché vivevano tutti in una lontana città dove lavoravano. I genitori dei bambini di quel paesino, quando i loro figli uscivano di casa pr andare a giocare, non si stancavano mai di raccomandare loro di non avvicinarsi alla casa della strega. I bambini erano spaventati ma, si sa, i bambini sono curiosi e ogni tanto qualcuno di loro sentiva una gran voglia di spingersi fino alla casupola proibita. E un giorno Peppinello decise di andare. Attraversando il paese si fermò al piccolo negozio di dolciumi e comprò un sacchetto di caramelle al miele. Cammina, cammina, arrivò alla casupola e, con un po’ di tremarella, bussò alla porta. La vecchia aprì uno spicchio odi porta e, appena vide il bambino, gridò: “ E tu chi sei? Che vuoi? Io vivo sola e non posso permettermi di aprire agli estranei. D’ altronde non conosco nessuno e se facessi entrare uno sconosciuto potrebbe derubarmi o addirittura uccidermi” Peppinello rimase male ma era deciso ad entrare in quella casa. “Ma io non voglio farti del male, né voglio derubarti. E che cosa dovrei rubare? Se vivi in una casa che è quasi una capanna, che cosa puoi avere di tanto prezioso?” La vecchia si arrabbiò moltissimo. “ E che ne sai tu di quello che ho?” Peppinello rimase mortificato e disse “Va bene, me ne vado. Ti lascio questo sacchetto di caramelle al miele”. La vecchia, che aveva una tosse che non guariva mai, si sentì attratta da quella delizia ma era diffidente. “Eh, non ci casco – disse – le avrai avvelenate” “Ma che dici? – disse Peppinello – Guarda, me mangio una io” Prese una caramella e se la lasciò sciogliere in bocca. La vecchia era titubante. “ Mangiane un’ altra. Però la scelgo io” Peppinello allungò il sacchetto fino alla mano ossuta della vecchia che pescò una caramella e la dette al bambino. Peppinello la succhiò lentamente e, quando l’ ebbe ingoiata tutta, disse sorridendo: “ Hai visto? La caramella l’ hai scelta tu ed io non sono morto” La vecchia aspettò un po’ e poi lo fece entrare. Il bambino si trovò in una cucina con un caminetto dove ardeva un bel fuoco. Alle pareti erano appesi mestoli e tegami di rame e vecchie fotografie del marito della vecchia e dei suoi figli. Peppinello si sentì felice in quell’ ambiente così caldo. La vecchia mise in bocca una caramella e i suoi occhi sorrisero. “Quando ho bussato – disse Peppinello – mi hai chiesto chi sono. Mi chiamo Peppinello. Ho una mamma e un papà, due fratellini e una sorellina piccola, piccola. Ancora non sa parlare, né camminare” Dagli occhi della vecchia scesero molte lacrime. “Ah, come ho desiderato una bambina! Se l’ avessi avuta forse ora non sarei così sola. Ma il Signore ha voluto così e così sia”. “Hai nominato il Signore. – disse Peppinello – Allora non sei una strega” “Eh, forse lo sono diventata. Ma non ho fatto mai del male nemmeno ad una mosca. Qualche zanzara, veramente, l’ ho ammazzata. Ma potevo farmi succhiare questo poco sangue che mi è rimasto? Ora torna a casa. I tuoi genitori saranno preoccupati.” Peppinello chiese se poteva tornare a trovarla. “Quando vuoi” – disse la vecchia. Peppinello tornò spesso dalla vecchia ma non per molto tempo. Un giorno trovò la vecchia distesa sul letto, senza vita. Il volto, sereno, era bellissimo. Peppinello scoppiò a piangere. Tornò a casa e raccontò ai suoi genitori tutta la sua storia di amicizia con la vecchia. Il papà e la mamma si commossero e vollero andare con il figlio nella casa della vecchia per salutarla e portare dei fiori. Sistemandoli in un vaso sopra una mensola, trovarono una busta. Dentro c’ erano poche banconote e un biglietto nel quale era scritto: “Lascio questa piccola somma che ho messo da parte dal denaro che mi hanno mandato i miei figli in tanti anni, a Peppinello. Sono pochi soldi ma ricorderanno a Peppinello che la sua amicizia ha risvegliato l’ amore soffocato nel cuore di una strega”.
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oissela



Iscritto: 28 Mar 2007
Messaggi: 340

Inviato: 27/5/2008, 10:15    Oggetto:  

E' bello incontrare il tuo racconto in questa sez. Fiabe e Fantasy, dove ho
postato anch'io diversi lavoretti e dove c'è una tranquillità gradevole.
Questo tuo racconto, che ho riletto con gusto, si caratterizza per la
piacevolezza narrativa e per l'alto valore educativo.
L'amicizia e la fiducia dei bambini sono un bene prezioso e ricordiamoci
che negli anziani c'è spesso un cuore pieno di amore e che bisogna
sapere ascoltare.
Un abbraccio.
Oissela
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Franca



Iscritto: 16 Mag 2007
Messaggi: 66
Località: Pescara

Inviato: 27/5/2008, 10:59    Oggetto:  

Il mondo è piccolo, Alessio. Un abbraccio. Franca.
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Sheherazade



Iscritto: 21 Giu 2005
Messaggi: 2105
Località: Genova

Inviato: 3/6/2008, 22:03    Oggetto:  

Com'è vero che qualche volta si ha paura delle cose e delle persone proprio perché non le si conosce e non si vuol fare la fatica di conoscerle. Ma a volte basta poco...
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Franca



Iscritto: 16 Mag 2007
Messaggi: 66
Località: Pescara

Inviato: 3/6/2008, 22:24    Oggetto:  

E' vero, Alexandra. Dobbiamo imparare ad ascoltare. Ciao. Franca.
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