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Nord_Slow - Scheda Autore n. 19
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Autore Messaggio
Raimondo



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 4818
Località: Roma

Inviato: 28/8/2008, 23:04    Oggetto: Nord_Slow - Scheda Autore n. 19  

Scheda Autore n. 19 - "Nord_Slow"

Flash sulla poetica di "Nord_Slow"

Il "poiein" dell’Autrice si caratterizza per l’ampia varietà di temi e per il loro sapiente dosaggio fondato, dal punto di vista formale, sulla maestria nelle accurate - talvolta dotte - scelte lessicali e nelle armoniche cadenze del suo verso nonché, dal punto di vista sostanziale, su un "pensiero dominante" stimolato da ansia di conoscenza e tensione nella ricerca, assunte come "imperativo categorico" del poeta.

* * *

Iscritta il 30.3.2005, "Nord_Slow" è tra le "apostrofine" della prima ora ed ha pubblicato 125 testi, di cui 29 nel 2008 (al 25 agosto); poiché circa metà di questi ultimi sono stati postati nei vari laboratori (Mercoledì, Bonsai e Acrosticario), le poesie considerate ai fini della scheda sono una quindicina.

Si sa quanto sia impegnativo il ruolo del poeta, costretto a compiere percorsi accidentati, tortuosi e sempre defatiganti, tant’è che la pur caparbia Sylvia Plath così denunciò - senza peraltro demordere - il possibile smarrimento (ne "La luna e il tasso", tra le liriche de "Le Muse inquietanti"): Semplicemente non riesco a capire dove si possa andare.

Non demorde neppure "Nord_Slow" (etichetta web di Nadia), che ce la mette tutta per riuscire a capire, quando è alle prese con lo sciame di parole / afferrate dal non detto, in "Nella terra del male minore", dove si intuisce che per lei la poesia è anzitutto gnosi.

Questa convinzione dell’Autrice di percorrere la strada giusta appare talmente ferma da indurla ad amplificare al massimo il campo di ricerca e la gamma degli strumenti conoscitivi. Per lei infatti le vie della conoscenza non passano soltanto attraverso la parola, ma anche attraverso la comunicazione non verbale: L’angolo delle labbra si piega / e le mani /.../ si raccontano, in "Di una certa andatura".

Non è certamente un compito semplice, soprattutto quando l’impegno, per di più sofferto, del poeta diviene persino quello dell’aruspice o dell’astrologo, in "Di una stella dislessica" (*): Dovrò aspettare le notti chiare / per la mia fune che sale alla stella / con le labbra bendate / nel -ppoalraorlee- cammino.

Se però, abbreviando di molto la distanza dall’inafferrabile baluginio della propria stella polare cercata, accorcia quella "fune"(che forse è una zumata sul filo d’Arianna necessario a districarsi nel dedalo della conoscenza), è meno ingrato il ruolo dell’aruspice senz’altro agevolato, almeno nel contatto, a fronte di una natura più vicina, per tentare di decodificarne i segni.

E Nadia trova in essa un’interlocutrice privilegiata così: nella splendida prosa poetica o, se si vuole, poème en prose di "Pezzi di mondo" - La natura ha i suoi favoriti. (...) Sa portarmi a ritroso la bellezza che mi respira (...) per imparare che la verità non può fallire. Nella risalita della nebbia all’alba mi ritrovo piene le mani di tutto ciò che mi serve - e nei versi di "Un cuore d’alburno": La terra lascia eredità inspiegabili / che riemergono nello sguardo di un nodo madiere / o nel fremito che sfiora l’incavo della spina / e ferma sospesa la lama.

È infine in grado di allestire la propria zattera poetica per tenersi a galla sia nei fiumi mendaci d’inchiostro lungo i quali Il corso degli inganni va verso la sua foce (in "Estuario"), sia in mare aperto fino all’ormeggio / d’una salvifica sillaba, in "Questa non è una esercitazione".

Nell’individuare, "ritagliandole" qua e là, le componenti fondamentali che concorrono a tratteggiare l’energia e la prontezza con cui si attiva la sensibilità poetica di "Nord_Slow" (smentendo quindi la seconda parte del suo nick, che dovrebbe essere... "Fast"), si è avuta anche - ed ora se ne darà conto - la percezione, netta nei versi, che il suo lirismo sia originato da una sorta di stato di trance cui si lascia andare naturalmente di fronte all’evento poetico che sa attrarre lei mentre spesso, e va sottolineato, lascia gli occhi altrui nell’indifferenza per una normale routine.

Soltanto per semplicità-comodità espositiva, le liriche dell’Autrice possono essere ricondotte a varie aree tematiche, il cui confine è peraltro reso labile da ricorrenti interconnessioni.

C’è un’area per così dire "mitica", dove la linfa della trasfigurazione poetica proviene da elementi di memoria e/o storia o metastoria; vi rientrano poesie quali: "27011945", che è elegia della tragedia dell’olocausto e memento di analoghi orrori che, per remoti che siano storicamente, pesano nel retaggio dell’homo troppe volte tutt’altro che sapiens, riecheggianti nel cupo verseggiare "martelliano" (Incidimi con le sei punte della tua stella / dammi il tuo petto ossuto e la tua lingua morsa / fammi contare tutti i giorni in cui sei morto); oppure "Il nono cielo", che riprende ed estende all’attuale scala planetaria i temi dell’odio, dell’incomprensione, della mancanza di dialogo fra gli uomini con tutte le rovine che ne conseguono (Il posto in paradiso non ha prenotazioni / vie preferenziali per le opere di bene / ma sa di cosa è fatta la gracile viltà / anelli di catene stretti alle caviglie); o ancora "In nomine Patris" (*), che biasima l’estrema delle conseguenze cui si è prima accennato, cioè quella dell’odio capace di predicare letture distorte dei messaggi d’amore su cui si fondano tutte le religioni: Casule, piviali e stole / a coprire di rosso il sangue più rosso. / Re nudi e vili araldi seduti / alla destra di nessun padre.

In un’altra area di significativa rilevanza e di ancora più specifica attualità possono essere raggruppate composizioni centrate su temi della condizione esistenziale, quali: "Sotto S.mentite Spoglie", in cui il poeta muove convinto il suo pollice verso contro l’idolatria dell’apparire, a danno dell’essere, oggi ormai consolidata (sperduto angolo lontanolontano / nell’abracadabra dell’apparenza. //...// Poche sono le dita che indicano il cielo / e tanti sono gli occhi che si fermano sul dito); o "Il rosso di malpelo", che addita le perverse simmetrie tra cause ed effetti di altri mali morali e sociali odierni, cioè sopraffazione ed emarginazione: Rabbia rossa d’anima e capelli / piccone che spacca pietre e schiena / e avvezzo di badile sulle ossa da bestia. / Ché il dolore passa se si muore / e se spolpato come l’asino grigio / smetti l’odio e ne sfami il corvo.

In un’ultima area tematica rientra un insieme compatto di composizioni che nascono quando l’Autrice riduce l’ampiezza dell’orizzonte intorno a sé per soffermare l’attenzione su uno speciale arco, di maggiore e "biunivoco" impatto emotivo in quanto l’altro da sé è la persona amata.

Queste liriche sono le variegate tessere con cui Nadia compone il proprio mosaico in versi sull’amore: ponendone in risalto sia la consapevolezza e la libertà di scelta, poiché L’amore che mi orbita / non è casuale allineamento (in "Eclittica"), sia la reciprocità d’intesa quando solo una volta mi davi la mano / poi dovevo sapere //...// Da una sola occasione / s’impara l’errore da non rifare, in "Nessuna scusa da inventare"; paragonandolo ad "Alta Pasticceria" (*) dal gusto coinvolgente e sinestetico; esaltandone la duplice pienezza e complementarità sia nel bene e nel male, quando Il dolore sa che è sua / l’ultima parola / ma sa anche del mio bacio / pronto a chiudergli la bocca (in "Quel bacio sulla bocca"), sia la continuità del dono totale quando è moto riconducibile / ai segni dentro la carne / alle iridi spente e riaccese / al parto quotidiano di un grazie.

E Nadia va, anche zigzagando (ma non importa, anzi è un punto di forza operare a tutto campo), mossa dalle molteplici dinamiche poetiche rilevate, che si innescano in lei via via che avanza ricercando, esplorando, indagando su temi e problemi, comportamenti e soluzioni, fenomeni e noùmeni (siano questi ultimi impenetrabili o ragionevolmente ipotizzabili).

È inestricabile il coacervo di tensioni, percepibili pur per un istante, nella dimensione aspaziale ed atemporale dello spirito, e mai compiutamente esprimibili nella rudimentale fisicità della parola. Tuttavia l’Autrice sa aggirare l’ostacolo dell’impermeabilità interpretativa per via razionale con l’escamotage della via simbolica che le consente di giungere a liriche suggestive dove prende corpo il "gioco" del mondo e dell’io.

* * *

SCHEDE PRECEDENTI:

n. 1 - Virginj
n. 2 - pelmo
n. 3 - donnadautunno
n. 4 - Alex Manunta
n. 5 - tiziana pizzo
n. 6 - nazim
n. 7 - Mariella Tafuto
n. 8 - umbratilis
n. 9 - raffaela ruju
n. 10 - tea42ndu4me
n. 11 - AnnaR.
n. 12 - OssoDiSeppia
n. 13 - Ameo’e
n. 14 - Blue
n. 15 - sandalè
n. 16 - cino720
n. 17 - nuccina
n. 18 - Angelo Tozzi
__________

(*) Testi da prendere in considerazione per la prossima antologia.
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