Raimondo
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| Inviato: 18/9/2008, 23:21 Oggetto: Claudio Iannicella - Scheda Autore n. 22 |
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Scheda Autore n. 22 - Claudio Iannicella
Flash sulla poetica di Claudio Iannicella
Scrutare dentro e fuori di sé e, rapportando il proprio io al mondo, interrogarsi a fondo, sono normali propensioni, spesso istintive per chi, come Claudio, è in età giovanissima. Che egli si spinga ben oltre il pullulare degli interrogativi; che tenti, con determinazione e meticolosità, di darsi delle risposte; che esse diano luogo a certezze o a dubbi da cui scaturiscano altre domande: sono questi gli aspetti salienti del suo approccio poetico, che appaiono del tutto atipici in relazione al dato anagrafico e, ancor più, rispetto al modello oggi diffuso di "teen-ager" non sempre consapevole e pensoso (o almeno autocosciente e pensante).
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Claudio Iannicella, iscrittosi al sito il 30.3.2005 (all’epoca non ancora diciassettenne), ha pubblicato 100 testi, tutti in versi, di cui 7 nel 2008 (al 17 settembre) ma, nel predisporre questa scheda, ne sono stati considerati anche alcuni dell’anno precedente, in modo da estendere il campo di osservazione ad una ventina di poesie.
A conferma dell’antico detto secondo cui poeta nascitur, il giovanissimo Autore ha sempre dimostrato non comuni doti espressive, spaziando nei suoi versi dai temi introspettivi a quelli che, grazie ad una attenta osservazione dell’altro da sé, sa cogliere con acume e tradurre in immagini e messaggi poetici di notevole efficacia.
Queste sue naturali capacità risultano particolarmente evidenti percorrendo una sorta di mini-pinacoteca in versi, dedicata da Claudio a varie figure femminili. Vi si scoprono: la tenerezza che gli ispira "Adelaide", guardandola salire il classico "limitar di gioventù" e tratteggiandone il distacco dai giochi della fanciullezza (Sta a guardare delle fotografie / di quand’era bambina / e si commuove Adelaide, / Adelaide sulla bambola di pezza / che sbiadisce ad ogni tocco); il caro ricordo (in "Ad ogni altare") di Laetitia, rievocandone i giorni / con i volti d’un sole / sfinito nella tenebra precoce; il dramma di "Jasmine" che tra le braccia ha un figlio senza vita; la tristezza amara per la sorte di Lara (ne "Le gambe di Lara"), osservata mentre la Pioggia selvaggia e sottile / sui passanti va a lacrimare, / le gambe di Lara lo sanno, / morbosamente ricalcano il vento / ancoratosi nell’aria plumbea / che del piacere ha fatto corazza; infine l’innominata di una probabile storia personale (in "Di giorno") non a lieto fine perché In riva al mare / strappando fotografie / bruciasti ogni fiaba.
L’Autore non si tira indietro imbattendosi nell’intricato reticolo che va scoprendo intorno a sé e nel mondo interiore. Al contrario vi si inoltra deciso, attratto da nebbie, che prova a diradare, e da coni d’ombra che cerca di rischiarare. Non è compito agevole e lo sa, così come sa di non voler rinunciare.
Il suo spirito indomito è messo a dura prova dal pensiero, in cui risuonano echi e brevi interpolazioni di Baudelaire, "Delle carni lasciate a macellare" (*), un pensiero fattosi incalzante mentre ammazzavo la notte / cullando il sonno leggero / con mani omicide /.../ con le dita raccolte in preghiera / a coprirmi le lacrime; è anzi un motivo di più perché agiscano come "Finestre spalancate" (*) i suoi sensi protesi al mondo e alla vita (Io: l’ingordo. / Dell’anima che ti cola tra le dita), a qualunque costo, fino a "La cerimonia del dolore", che è anche movente poetico in grado di strappare parole al silenzio che le cova: Il silenzio / ho riconosciuto /.../ ricavandone / parole / che ho poi inseguito /.../ indeciso / tra risa e rimpianto.
Il fatto che Claudio non viri mai verso ansie eccessive o cupi pessimismi fa sì che non si arrenda e prosegua, con atteggiamento volitivo e risoluto, la sua gnosi: ora cedendo al lirismo puro, in "Vecchi amanti" (*), dei quali ella fissava la strada allora visibile / tra i due piedi sottili e tremanti, / e, tra le dita, un antico piacere, / una rosa rossa appassita oramai. / Tra le vie di Dublino, quattro anni fa; ora venando di umiltà la sua emozione di fronte ad "Iddio" ed alle Inesplicabili foglie / quando dal vento disposte / sposano il cielo fiaccamente, / poi si ripongono per terra.
Se, come si è potuto constatare lungo il pur breve percorso fatto tra le liriche di Claudio, già abbondano gli esiti cospicui dal punto di vista poetico, i migliori auspici appaiono concretamente fondati sulla sola considerazione che l’Autore ha dalla sua parte un lungo arco temporale da dedicare ad affinamenti, approfondimenti, ricerche (in nome del "noviziato incessante" raccomandato da Mario Luzi) per migliorare ulteriormente la propria performance ed il proprio stile.
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SCHEDE PRECEDENTI:
n. 1 - Virginj
n. 2 - pelmo
n. 3 - donnadautunno
n. 4 - Alex Manunta
n. 5 - tiziana pizzo
n. 6 - nazim
n. 7 - Mariella Tafuto
n. 8 - umbratilis
n. 9 - raffaela ruju
n. 10 - tea42ndu4me
n. 11 - AnnaR.
n. 12 - OssoDiSeppia
n. 13 - Ameo’e
n. 14 - Blue
n. 15 - sandalè
n. 16 - cino720
n. 17 - nuccina
n. 18 - Angelo Tozzi
n. 19 - Nord_Slow
n. 20 - mezzacapa
n. 21 - Francesca Pellegrino
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(*) Testi da prendere in considerazione per la prossima antologia. |
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