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CESARE PAVESE (a 100 anni dalla nascita)
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Autore Messaggio
Raimondo



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 4818
Località: Roma

Inviato: 30/9/2008, 00:15    Oggetto: CESARE PAVESE (a 100 anni dalla nascita)  

CESARE PAVESE (a 100 anni dalla nascita)

Da poche settimane, cioè dal 9 settembre 2008, sono trascorsi cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, che ci lasciò appena 42enne nel 1950. Si riportano due sue poesie ed un profilo biografico-critico.
In occasione di analoghe ricorrenze della nascita o della morte di altri grandi del Novecento poetico italiano, sono stati riproposti si apostrofo.com alcuni loro testi e tratteggiati gli aspetti salienti della loro opera. Nomi (e link) sono indicati in nota (*).
Grazie dell'attenzione, Raimondo
* * *
ESTATE II


C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

_________________Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

___________________________Ascolti.
Le tue parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una perla antica
come il succo dei frutti caduti allora.


(da "Lavorare stanca", 1936)



VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina,
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.,
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.


(da "Verrà la morte e avà i tuoi occhi", postuma)

* * *

PROFILO BIOGRAFICO E CRITICO

Cesare Pavese, nato a Santo Stefano Belbo (CN) il 9.9.1908, si laureò in lettere a Torino nel 1930, con una tesi sulla poesia di Walt Whitman.

Collaborò a "La cultura" di De Lollis e, quando fu chiusa nel 1935 per antifascismo, subì un anno di confino in Calabria.

La silloge poetica “Lavorare stanca” ne segnò l’esordio con le edizioni di "Solaria" nel 1936, stesso anno in cui insegnò e, lasciando presto la scuola, cominciò la lunga collaborazione con Giulio Einaudi che aveva fondato la casa editrice nel 1933.

Continuò ad operare anche per "La Cultura" pubblicandovi saggi di letteratura inglese e americana. Si deve alle sue doti di traduttore la diffusione di opere di Melville, Joyce, Steinbeck, Dickens e numerosi altri.

Dopo la parentesi narrativa di "Paesi tuoi" (1941) e "La spiaggia" (1942), tornò alla lirica con la riedizione di "Lavorare stanca" (1943) inserendovi altre poesie.

Fausto Curi (ne "La poesia italiana nel Novecento", Laterza, Bari 1999) rileva la doppia vocazione, per cui l’autore, rappresentando la vita delle Langhe, (...) il contrasto città-campagna, la solitudine dell’adolescenza, procede ora dilatando fantasticamente il dato oggettivo ora attraverso una ferma, nuda aderenza alle cose. (...) Pavese per lo più non si cura di accordare l’una vocazione con l’altra. (...) E tuttavia, quando riesce a stabilire un accordo fra le diverse inclinazioni che sollecitano l’immaginazione poetica, nascono probabilmente le sue prove più alte.

Ebbe molto successo da narratore - con "Feria d’agosto" (1946), "Il compagno" e "Dialoghi con Leucò" (1947), "Prima che il gallo canti" e "La bella estate" (1949) - riuscendo ad esprimere con grande efficacia la conflittualità interiore per i profondi mutamenti sociali in atto nel paese all’indomani della guerra e per i nuovi disagi che il cambiamento comportava.

Emergono dai suoi diari particolari angosce derivategli, sul piano personale, da difficoltà di relazioni a livello artistico e sentimentale che lo portarono alla solitudine ed al gesto estremo del suicidio avvenuto a Torino il 27.8.2950, a pochi giorni dal conferimento del Premio Strega per "La bella estate" e mentre era in stampa "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", silloge postuma (1951) di poesie dedicate all’attrice americana Constance Dowling della quale si era vanamente innamorato.

L'ultima opera, per Lorenzo Mondo (in “Poesia italiana. Il Novecento”, diretta da Piero Gelli e Gina Lagorio, Garzanti, Milano 1992) è una continua variazione sul tema della donna innalzata a termine di paragone e di scambio con le voci, i sapori, i colori della terra e del mare. Il lungo verso prosastico si spezza per assumere il tono estatico di incessante preghiera. (...) Si conclude così il gesto orgoglioso di un poeta che ha voluto provarsi con i contemporanei percorrendo un cammino solitario.

Per Giancarlo Majorino (in "Poesie e realtà 1945-2000", Marco Tropea, Milano 2000), il raccontare poetico di "Lavorare stanca" eserciterà, sulla scia del prestigioso narrare in prosa, una rilevante influenza in quegli anni. Per almeno due motivazioni: la più ovvia riguarda l’antilirismo (…) di tali testi; la più profonda può concernere il prorompere (…) di uno struggimento d’incapacità esistenziale, di una tragica impossibilità di amare e di essere amato (il tutto pressato e nascosto tramite un’architettura pacata, una sorta di coperchio che lascia intravedere un volto contratto, braccia e mani levate). L’altra ["Verrà la morte e avrà i tuoi occhi"] riporta meno di quell’aria irrisolta, ben lontana non solo dal libro precedente, ma, ancora di più, dalla qualità alta dei romanzi, delle novelle, delle traduzioni e di certi appunti.


__________

(*) PRECEDENTI:

- Carlo Betocchi
- Leonardo Sinisgalli
- Sergio Corazzini
- Sandro Penna
- Amelia Rosselli
- Alfonso Gatto
- Guido Gozzano
- Sibilla Aleramo
- Mario Luzi
- la personale testimonianza di un Incontro con Mario Luzi
- Gianfranco Contini
- Giorgio Caproni
- Giovanni Raboni
- Diego Valeri
- David Maria Turoldo
- Antonia Pozzi
- Camillo Sbarbaro
- il siriano Adonis
- Salvatore Quasimodo
- Vittorio Sereni
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Paolo Biagioni



Iscritto: 24 Mar 2005
Messaggi: 1816
Località: Carrara

Inviato: 30/9/2008, 07:13    Oggetto:  

Grazie Raimondo, hai scelto due testimonianze di Pavese a cui sono molto legato.
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selva



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 781
Località: estero

Inviato: 30/9/2008, 08:41    Oggetto:  

Sono talmente affezionata a lui che leggerne mi emoziona.
Grazie Raimondo.

clelia
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MT Sampietro



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 7449

Inviato: 30/9/2008, 16:03    Oggetto:  

Davvero, grazie.
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 30/9/2008, 20:47    Oggetto:  

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Questa è stampata da tempo, indelebilmente, nella mia testa.
Grazie.
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Patricia Panebianco



Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza

Inviato: 2/10/2008, 14:51    Oggetto:  

Non smetterò mai di ringraziarti per le tue "occasioni".
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