Rossana Carturan
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Località: Latina
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| Inviato: 1/10/2008, 19:26 Oggetto: OLIVE COMPRESE - ANDREA VITALI |
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Per questo Mercoledì un romanzo nostrano, autore: Andrea Vitali (premio Bancarella 2006 con : La figlia del podestà) ed il suo "Olive comprese"(2006). Per rendere bene l'idea di cosa sia questo romanzo riporto la menzione di Camilleri al riguardo : " Di fronte a uno che sa raccontare, che ha la felicità del racconto, ti senti grato"
Credo sia esaustivo.
Leggere "Olive comprese" è davvero gustoso.
Questa volta il passo che voglio proporvi si discosta dai precedenti, in quanto il romanzo snocciolandosi in un susseguirsi di avvenimenti diretti e frizzanti non lascia spazio a pensieri intimisti o considerazioni sofisticatamente filosofiche.
Potrebbe, invece, quasi suggerire un incipit per nuovo prosieguo .
La trama:
Protagonisti, più o meno volontari, quattro ragazzi di paese, una banda di «imbecilli» che mette a soqquadro l'intera Bellano. Naturalmente finiscono subito nel mirino del maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, che avverte le famiglie gettandole nel panico. A far da controcanto, la sorella di uno di loro: la piccola, pallida, tenera Filzina, segretaria perfetta che nel tempo libero si dedica alle opere di carità: ma anche lei, come altre eroine di Vitali, finirà per stupirci.
Tutto intorno si muove come un coro l'intera cittadina: il prevosto e i carabinieri della locale stazione, il podestà e la sua stranita consorte, la filanda con i suoi dirigenti e gli operai. E ancora il Crociati, esperto cacciatore che non ne becca più uno; la Luigina Piovati, meglio nota come l'Uselànda (ovvero l'ornitologa...); Eufrasia Sofi strà, in grado di leggere il destino suo e quello degli altri; e persino una vecchina svanita come una nuvoletta, che suona al pianoforte l'Internazionale mentre il Duce conquista il suo Impero africano... Ma nell'intreccio hanno un ruolo importantissimo - e assai sorprendente - anche i gatti e i piccioni di Bellano. E si sentono la breva e la neve gelata che scendono dai monti della Valsassina: insomma, si respira inconfondibile l'aria del lago.
Il passo
La mattina del 9 agosto 1934, attorno alle due, l'allora segretario del fascio Amilcare Camozzetti l'aveva tirato giù dal letto poiché alla finestra della casa di Gioietta Ribaldi, 82 anni, maestra di pianoforte, svanita come una nuvoletta e che abitava in Via Plinio, di fronte casa sua, aveva sentito uscire nientemeno che le note dell'Internazionale.
Precipitatosi insieme al Camozzetti nella casa della Ribaldi il Maccadò aveva effettivamente trovato la vecchina seduta al pianoforte mentre eseguiva l'innominabile inno
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