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La vendetta qualche volta puzza (Merc. Dovlatov)
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Autore Messaggio
Principepazzo



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9082

Inviato: 9/10/2008, 21:59    Oggetto: La vendetta qualche volta puzza (Merc. Dovlatov)  

Qualcuno dei nuovi compagni di classe la chiama Ada, ma ad Adelaide Lerner quel diminutivo non piace per nulla, lo trova piccolo borghese, da salumaia a Campo de Fiori, la Sora Ada e poi ogni qualvolta la chiamano Ada c'è sempre un altro che rimbecca: "See Ada, Addà venì baffone"
Non si trova bene in quel Liceo Classico, dove il padre l'ha iscritta per frequentare il III liceo per la seconda volta dopo la bocciatura dell'anno precedente.
Sono tutti molto ricchi e pieni di sé, con un unico interesse, oltre che per le ragazze, fare cagnara periodicamente per la difesa dell'italianità contro l'invasione degli extracomunitari, ma più che altro per fare sega a scuola..
Quando Osvaldo De Magistris, figlio di un magistrato di Cassazione e capintesta di tutta la scuola, per uno dei tanti cortei, le propone, conoscendo bene la fissa di Adelaide per il teatro, di interpretare il ruolo dell'Italia turrita, addobbata con bandiera e con in testa il serto di alloro, lei rifiuta.
Osvaldo non accetta rifiuti e gli la fa pagare: e così per tutta la scuola diventa la comunista.
Ebrea, attrice e per giunta comunista!
Osvaldo non perde occasione per metterla alla berlina.
Una volta una stella gialla sul suo armadietto, un'altra volta una scritta nera sul muro di fronte al cancello "Via gli ebrei dalla scuola", un'altra volta la sua foto con un basco alla Che Guevara esibita in un corteo e colpita con lanci di pomodoro.

Tutto sommato Adelaide non aveva una ferma convinzione politica, la sua fissa di fare l'attrice era solo un gioco ed il suo senso di appartenenza all'ebraismo era abbastanza blando anche perché i suoi gentori erano di quella strana tipologia degli ebrei agnostici.

Le persecuzioni possono deprimere o esaltare.
Per Adelaide avvenne l'esaltazione: ora si sente comunista, ebrea e sarà attrice.
Ed ha una idea fissa: quel fighetta di Osvaldo la deve pagare.

E venne il giorno della vendetta.

Osvaldo ed i suoi amici nostalgici in camicia nera non perdevano occasione di festeggiare con esaltanti cerimonie i vari anniversari del ventennio fascista.
E cosi quando Osvaldo la invitò per interpretare il ruolo dell'Italia turrita ed imbandierata per celebrare l'anniversario della fondazione di Latina (o Littoria come si incaponivano a chiamarla) Adelaide accettò e mise a punto il suo piano.

Al centro del piazzale scelto per la cerimonia un fondale cartonato sul quale sono dipinti: due enormi fasci littori, un campo di grano, un podere ed in primo piano un contadino muscoloso a torso nudo che impugna una falce.
Davanti al fondale un palco di legno tirato su alla meglio sul quale hanno preso posto i dirigenti del partito.
Osvaldo che fa maestro da cerimonia fa il segnale di inizio.

Risuonano le note di Giovinezza che sfumano lentamente quando il Segretario del Partito fa cenno di smettere e da inizio al suo discorso.
Alla fine del discorso dovrebbe entrare in scena Adelaide, ma c'è una imprevista variazione della messa in scena.

Il Segretario fa appena in tempo a pronunciare. "Camerati di Littoria per celebrare la fondazione di Littoria vi voglio ricordare le parole che Benito Mussolini pronunciò in occasione della posa della prima pietra..."
In quel momento, appaiono dal fondo del piazzale, carichi su un carretto a mano a due ruote, trascinati da due facchini, due enormi fasci littori fatti di carton-gesso nero ed al centro del carretto Adelaide seminuda ricoperta solo da una bandiera rossa con un stella rossa al centro.
Il carretto arriva al centro del piazzale e i due facchini, sciolte le corde che trattengono i fasci si accingono a scaricarli proprio davanti al segretario.
Un mormorio di meraviglia accoglie i manufatti e Adelaide.
Osvaldo è in preda al panico, non sa cosa fare, poi si accorge che il segretario è stato interrotto ed è completamente oscurato alla vista di tutti dai fasci ed allora con tono imperioso. "Presto, togliete quei fasci, via in un angolo.
Adelaide intanto scende dal carretto e si allontana.
I due facchini, sanno cosa fare e fingendo di retrocedere fanno piegare il carretto in avanti ed i fasci cadono lentamente sul palco.
Gli impavidi camerati del servizio d'ordine, in verità pochi, si lanciano a difesa delle impaurite autorità del partito che, dopo aver superato un primo momento di perplessità cercano di trovare riparo dietro il fondale cartonato.
La legge di gravità, purtroppo è più potente della volontà fascista: i due pesanti fasci crollano sul palco, polverizzano il fondale di cartone e travolgono autorità ed impavidi con Osvaldo in prima linea, che finiscono tutti nel retrostante del palco dove Adelaide, nel frattempo, aveva fatto sistemare, per tutta la lunghezza, tre cisterne aperte, colme di liquami della Premiata Ditta Davide & Samuele Levi, Spurgo Fogne e Pozzi Neri.

La cerimonia, è il caso di dire, fini nella merda e nessuno seppe cosa Mussolini disse quella volta quando posò la prima pietra.
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 10/10/2008, 15:02    Oggetto:  

Se capiti a Latina fammelo sapere. Ti farò vedere le macchie lasciate dai fasci littori, quando li hanno tolti, sulle facciate di alcuni palazzi. Nessuno ha mai pensato a rimbiancarle. Distrazione?
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Principepazzo



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9082

Inviato: 10/10/2008, 16:58    Oggetto:  

@ Angelo conosco bene Latina ed i dintorni
i vari borghi dai nomi inattendibili ...Piave, Grappa, Sabotino, Isonzo, il lungo mare di Foceverde con le ville sulla spiaggia, diventato Feciverdi per l'idiozia umana, i canali pullulanti di zanzare, la zona industriale saponiera, il deserto metafisico dei viali e i portici scacazzati da cagnacci neri tipo lager, le villone dei profughi libici che rimpiangono Mussolini con la spada dell'Islam, i poderi della bonifica trasformati in bed& breakfest, il dialetto meticcio romanesco con venature venete
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 12/10/2008, 10:21    Oggetto:  

Il tuo stile è ormai inconfondibile.
Grazie, Raffaè
Correggi nel titolo Dovlatov non Vovlatov
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