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Commiato (mercoledì Dovlatov)
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Autore Messaggio
maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 12/10/2008, 21:39    Oggetto: Commiato (mercoledì Dovlatov)  

Finalmente a casa. Chiudo la porta d'ingresso e per un attimo mi appoggio sul battente a sigillarne la chiusura.
Giornata schifosa, non è successo niente ed è successo tutto, una di quelle che non hanno un'identità negativa evidente e nitida, ma sono confusamente sgradevoli nell'insieme. Una di quelle che ti rendono insopportabili le querule signorine delle offerte Telecom - Buongiorno,- tutta cinguettante - sono Roberta - mai sopportato quelli che si presentano come fossero vecchi compagni di liceo, quel pronome che deve servire a creare un'immediata complicità - devo informarla sui nuovi piani tariffari che dal prossimo mese saranno in vigore nella sua zona -
Devo informarla, e questo lo capisco, ti pagano proprio per questo, ma dove sta scritto che io DEVO starti a sentire, maledizione!
In genere me la cavo con educata ritrosia, massima comprensione per un lavoraccio come chiedere soldi alla gente e poi così, per telefono, senza sapere con chi parlerai, se lo interromperai durante una doccia o se lo solleverai dal divano di noia dove giaceva sdraiato.
Oggi no, tolleranza zero - sarò stato contaminato?- ho comunicato con scandita esattezza cosa avrebbe potuto farci con i piani in questione, ma il suggerimento non ha sollevato entusiasmi in Roberta.
Forse già lo sapeva.
Dev'essere il tempo. Oggi a Roma era piena estate, uno a ottobre si aspetta di vedere spuntare i funghi e non le tette sotto le magliettine sottili recuperate di corsa dallo scaffale alto dell'armadio.
Uno a ottobre vuole passeggiare sul lungotevere affondando in un tappeto di foglie scricchiolanti e profumate, non ritrovarsi platani arrogantemente vestiti di tutto punto.
Uno a ottobre vuole vedere il volo acrobatico degli storni che scaldano i motori pronti alla partenza, non i pappagalli a Villa Borghese a rosicchiare datteri dalle palme.
Sennò andavo a vivere a Tangeri.
Uno a ottobre non vuole rientrare a casa e trovare una valigia all'ingresso.
Perchè la casa è vuota, lei non c'è, ho fatto un rapido giro nelle due camere cucina bagno e balconcino panoramico, e non mi piace trovare una valigia proprio lì, oscura ammonizione appena entro.
La conosco quella valigia, ricordo quando e dove la comprammo. Eravamo insieme a Hammamet, nella casbah, e lei non seppe resistere alla tentazione di concludere un grosso affare, sudando e contrattando un'ora per spuntare il prezzo che qualsiasi negozio espone in vetrina a Roma. Per sedurre l'astuto magrebino arrivò a comprarne un paio - magari l'altra la regaliamo a mamma, no? - andando poi via con un sorriso che aveva la metà dei motivi di quello del tunisino.
Ora quella valigia è lì che mi fissa immobile, lampi di sfida dall'orrenda borchia della cintura di cuoio, le serrature chiuse come duro rimprovero, un linguaggio simbolico muto e inconfondibile.
Cerco di ricostruire l'ultimo pasto della valigia, quali camicette abbia inghiottito, quali mutandine e reggiseni stiano arrotolati nelle volute del suo intestino, quali gonne sonnecchino nella digestione, quali libri siano stati scelti per squilibrarne il peso. La vedo prendere le foto sul comò e appoggiarle delicatamente come ultimo dessert di quel pasto che mi lascerà solo, ho paura di entrare in camera da letto e trovare al loro posto solo le mie, a simboleggiare la solitudine che incombe in agguato.
Sono finiti nelle sue fauci sogni, speranze, progetti, e chiudendosi sui miei tesori avrà sbuffato fuori un ruttino di ricordi che avrebbe galleggiato mefitico per anni in quelle stanze
La valigia sa tutto, ha assistito a tutto e forse quelle minuscole ombre scure sulla pelle rugosa potrebbero essere lacrime sfuggite alla fermezza della decisione, forse si è perfino spazientita per tutti quei vestiti deposti e poi riposti nell'armadio per essere di nuovo afferrati e definitivamente collocati nel suo ventre.
Un ventre capiente, generoso, gonfio della gravidanza della nostra fine
Ora sentirò i suoi passi per le scale, anzi già li sto sentendo, la porta si aprirà, lei entrerà con passo deciso, scuotendo la testa per il contrattempo di avermi per ultimo spettatore dell'ultima replica.
Aveva lasciato tutto pronto per evitare la probabile scenata, nella borsa già il passaporto, il biglietto, chissà se le chiavi di casa le porterà con sè. Solleverà a fatica la valigia, uno sguardo a rinfacciarmi quest'ultimo sforzo fatto per me, poi rimarrò a fissare la porta chiusa alle sue spalle.
Sento la chiave nella toppa, respiro a fondo cercando in fretta qualcosa da dirle, da opporre ad una decisione inopponibile, come se esistessero parole capaci di forzare quella maledetta valigia e sparpagliare il contenuto tra i nostri piedi come sento oggi i nostri anni insieme.
- Ah, sei già a casa! Sono scesa a comprare il latte, guarda chi è venuto a trovarci per qualche giorno -
Si sposta per far entrare l'orrendo essere che a suo tempo mi presentò come madre, il solito sghembo ghigno che spaccia per sorriso.
Eppure l'avrei baciata
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 13/10/2008, 08:57    Oggetto:  

Miiiii! Che colpo di scena. Bravò!
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 13/10/2008, 10:11    Oggetto:  

Bellissimo e calibratissimo!!!
E ancora tanti e tanti issimo!
Grazie, Maurizio
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betta



Iscritto: 26 Apr 2008
Messaggi: 494

Inviato: 13/10/2008, 14:25    Oggetto:  

però! ingannata fino alla fine e rapita dalle tue descrizioni che vedevo e da quella valigia e da tutto il resto. quanto sono contenta di poterti leggere ancora, maurizio! davvero contenta. bravo.
betta
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Principepazzo



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9082

Inviato: 13/10/2008, 16:51    Oggetto:  

tanto rumore per nulla

quando la suocera è gradita

e si viola la regola: l'unica suocera buona è la suocera morta
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maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 13/10/2008, 19:36    Oggetto:  

Grazie a tutti per l'attenzione e l'incoraggiamento.
Principe ha ragione, trattasi solo di licenza obbligata dall'intreccio narrativo
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selva



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 781
Località: estero

Inviato: 14/10/2008, 21:15    Oggetto:  

Piaciuto tantissimo e scritto davvero bene. Bravo.

clelia
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