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LUCIO PICCOLO (a 105 anni dalla nascita)
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Autore Messaggio
Raimondo



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 4818
Località: Roma

Inviato: 13/10/2008, 22:43    Oggetto: LUCIO PICCOLO (a 105 anni dalla nascita)  

LUCIO PICCOLO (a 105 anni dalla nascita)

La prossima settimana, esattamente il 27 ottobre 2008, saranno trascorsi centocinque anni dalla nascita di Lucio Piccolo, che ci lasciò nel 1969. Ecco di seguito due sue poesie con un profilo biografico-critico.
In analoghe ricorrenze per la nascita o la morte di altri grandi del Novecento poetico italiano, sono stati riproposti su apostrofo.com loro testi significativi tratteggiando gli aspetti salienti della loro opera. Nomi (e link) sono indicati in nota (*).
Grazie dell'attenzione, Raimondo
* * *
SCIROCCO

E sovra i monti, lontano sugli orizzonti
è lunga la striscia color zafferano:
irrompe la torma moresca dei venti,
d’assalto prende le porte grandi
gli osservatori sui tetti di smalto,
batte alle facciate da mezzogiorno,
agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni
schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate
i pergolati scuote, le tegole vive
ove l’acqua di sorgive posa in orci iridati,
polloni brucia, di virgulti fra sterpi,
in tromba cangia androni,
piomba su le crescenze incerte
dei giardini, ghermisce le foglie deserte
e i gelsomini puerili – poi vien più mite
batte tamburini; fiocchi, nastri …

Ma quando ad occidente chiude l’ale
d’incendio il selvaggio pontificale
e l’ultima gora rossa si sfalda
d’ogni lato sale la notte calda in agguato.


(da " Canti barocchi e altre liriche", 1956)


PLUMELIA

L’arbusto che fu salvo dalla guazza
dell’invernata scialba
sul davanzale innanzi al monte
crespo di pini e rupi – più tardi, tempo
d’estate, entra l’aria pastorale
e le rapisce il fresco la creta
grave di fonte – nelle notti
di polvere e calura
ventosa, quando non ha più voce
il canale riverso, smania
la fiamma del fanale
nel carcere di vetro e l’apertura
sconnessa – la plumelia bianca
e avorio, il fiore
serbato a gusci d’uovo su lo stecco,
lascia che lo prenda
furia sitibonda
di raffica cui manca
dono di pioggia,
pure il rovo ebbe le sue piegature
di dolcezza, anche il pruno il suo candore.


(da "Plumelia", 1967)

* * *

PROFILO BIOGRAFICO E CRITICO

Lucio Piccolo, nato a Palermo il 27 ottobre 1903, aristocratico, barone di Calanovella, cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, si trasferì nel 1930 dalla città natale a Capo d’Orlando dove visse nella villa di famiglia - oggi museo (*) - da accanito lettore e poliglotta, immerso in studi linguistici, storici, filosofici, scientifici ed esoterici. Vi morì il 26 maggio 1969.

Caso letterario singolare per la sua scelta di isolamento, fece scalpore che Eugenio Montale, al quale aveva inviato alcune poesie, lo presentasse nel 1954 in un convegno a San Pellegrino richiamando su di lui l’attenzione del mondo della poesia e della critica letteraria italiana.

Lo stesso Montale scrisse la prefazione di "Canti barocchi e altre liriche" (1956) con cui esordì. Le successive raccolte furono "Gioco a nascondere" (1960) e "Plumelia" (1967).

Nelle sue opere Benedetta Masi (in Dizionario critico della letteratura italiana del Novecento a cura di Enrico Ghidetti e Giorgio Luti, Editori Riuniti, Roma 1997) avverte la presenza di contatti con tutte le esperienze letterarie del primo Novecento. (...) È un poeta rapsodico: la sua poesia è policroma e fortemente espressiva, (...) non di scavo, tendente a un punto chiave. (...) La parola diventa suono, scelta per le sue qualità musicali più che per il suo significato. (...) La scelta è esclusivamente letteraria, mancante di concessioni nostalgiche o rievocative, (...) dunque astratta, staccata da ogni espressione contenutistica; (...) le parole travestono le cose, e la lirica della conoscenza cede alla lirica affondata nel mistero, ricreante nei suoni lo sfuggente, lo sconosciuto, l’approssimativo. (...) Si lascia vivere, si abbandona sull’onda asemantica dei suoni; è forse questo il carattere: (...) l’indolenza, la noncuranza con cui egli torna a usare nel ventesimo secolo il barocco, per tamponare un vuoto e un’angoscia che sono propri del nostro tempo.

Al riguardo la stessa Masi (ibidem) ritiene che Piccolo per proteggersi psicologicamente usa la poesia, fatta di "figure d’enigma", attraverso la quale esorcizza la vita, (...) cercando di dominarla con lo spessore della parola. Conseguenza più immediata è lo svuotarsi del suo io interiore. (...) Montale parla a questo proposito di "contraddizione fra un universo mutevole, ma concreto, reale e un io assoluto eppure irreale perché privo di concretezza", conflitto ereditato dal decadentismo europeo. Piccolo è quindi poeta inserito nella cultura del suo tempo con possibili collegamenti a D’Annunzio o Campana per quanto riguarda la scelta dei vocaboli; ma, più propriamente, a Montale stesso, seguendo l’iter della cultura tardo-romantica, (...) riprende la poesia del frammento (...) rielaborata da un gentiluomo siciliano che arriva un po’ in ritardo con la sua storia tutta privata. Fatto nuovo è "come" questa storia è rielaborata, senza concessioni alla nostalgia, (...) quasi un resoconto della personale riflessione.

Enzo Di Mauro (in Poesia italiana del Novecento a cura di Ermanno Krumm e Tiziano Rossi, Skira, Milano 1995) rileva: La lingua di Piccolo si produce per accumulo, in una sorta di fluire ricchissimo e inarrestabile che non nasconde la tensione verso il poema. Le immagini non conoscono ristagno, si muovono per guizzi velocissimi, suscettibili a ogni minimo mutamento di prospettiva e di luce (seppure, spesso, è la luna che illumina le cose). Il modello barocco, più che ai grandi testi canonici della tradizione letteraria, fa pensare alle chiese e ai palazzi, a quelle linee che improvvisamente si impennano e impazziscono come se fossero abitate da un demone che le fa sussultare. (…) Elementi di quiete e di contemplazione subiscono la turbolenza dello spavento, di una sospensione che atterrisce il paesaggio.

__________

(*) Per saperne di più: http://www.fondazionepiccolo.it

__________

(*) PRECEDENTI:

- Carlo Betocchi
- Leonardo Sinisgalli
- Sergio Corazzini
- Sandro Penna
- Amelia Rosselli
- Alfonso Gatto
- Guido Gozzano
- Sibilla Aleramo
- Mario Luzi
- la personale testimonianza di un Incontro con Mario Luzi
- Gianfranco Contini
- Giorgio Caproni
- Giovanni Raboni
- Diego Valeri
- David Maria Turoldo
- Antonia Pozzi
- Camillo Sbarbaro
- il siriano Adonis
- Salvatore Quasimodo
- Vittorio Sereni
- Cesare Pavese
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 14/10/2008, 08:37    Oggetto:  

Grazie Raimondo.
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michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 14/10/2008, 08:43    Oggetto: ...  

Non conoscevo questo autore. Molto belli i versi.

Grazie Raimondo
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