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Pagina 125 (m. Kureishi)
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Autore Messaggio
Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 17/10/2008, 10:49    Oggetto: Pagina 125 (m. Kureishi)  

Ormai il piccolo blocco a quadretti non bastava più. Sull’ultimo foglio c’era scritta una sola parola, Accademia ma tutti gli altri erano zeppi di frasi apparentemente incoerenti.
Bill aveva preso molto seriamente quel lavoro. A dir la verità non era un vero e proprio lavoro ma una delle ragioni che lo tenevano vivo.
Quando morì sua madre, credette di impazzire. Guardandola immobile sul letto, lui avvertì qualcosa nel corpo e non riuscì mai a trovare le parole per descriversi ciò che provò. Era arrivato alla conclusione, molto ragionevole per lui, che la sua anima fosse uscita per un secondo e poi rientrata violentemente.
Avvertì uno strappo netto e poi come un pugno in nessun punto preciso del corpo. E le lacrime. Quelle maledette lacrime che non uscirono. Sbarrò gli occhi, rossi e nello stesso tempo secchi. Nella testa ebbe solo un pensiero, fisso, circolare, cattivo. Mamma è morta mamma è morta mamma è morta mamma è morta.
A ripensarci in quell’istante, cominciò a piangere. Sapeva che sarebbe passato quel brutto momento.
Prima pensava a sua madre sempre, tutto il giorno, poi, ogni tanto. Solo quando ascoltava qualche voce per strada che sembrava la sua o quando vedeva il basilico che a lei piaceva tanto. Erano molte le cose che gliela ricordavano. E lui cercava di non guardarle o ascoltarle. Ma era difficile. Allora le lacrime uscivano. Tante.
Poco prima di morire sua madre gli chiese di leggere un po’ per lei. Ormai non vedeva più. Aveva sempre letto molto, in ogni momento libero e non poterlo fare più aggiunse dolore al dolore.
Bill le chiese cosa avrebbe voluto che le leggesse. Lei rispose che qualsiasi libro andava bene.
Non sapendo cosa scegliere, ne prese uno a caso dalla libreria. Pensò che l’aveva vista leggere un milione di volte e mai le aveva chiesto che libro fosse. Perché non glielo aveva mai chiesto?
Per tre settimane, ogni sera, Bill lesse alla madre qualche pagina de ‘I figli della mezzanotte’ di Salman Rushdie. Pagina dopo pagina lui entrava nella storia e la madre perdeva sempre più la vita.
Il libro aveva moltissime pagine, era tanto.
L’ultima sera mise il segnalibro a pagina 125 ed andò a dormire con un certo dolore. Sapeva.
Fu svegliato dal padre che lo abbracciò piangendo.
Bill si alzò di corsa dal letto ed andò nella camera dei genitori. C’era un uomo, accanto al letto della madre, che stava scrivendo su un blocco.
Bill rimase impietrito e fu in quel momento che sentì la sua anima uscire e rientrare in un secondo.
Guardò il libro sul comodino. Qualcosa salì nel suo cervello e gli fece prendere quel maledetto libro. Cominciò a strappare le pagine con violenza e le gettò contro il muro.
Fu in quel momento che giurò a sé stesso che non avrebbe mai più letto qualcosa in vita sua.
La lettura aveva accorciato l’esistenza di sua madre.
Giurò che avrebbe evitato ogni scritta sui muri, sugli oggetti, su ogni cosa. E se per sbaglio gli capitava di leggere, avrebbe scritto quelle parole su un blocco.
Bill fece anche una cosa che non voleva. Maledì Dio.
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Principepazzo



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9082

Inviato: 17/10/2008, 14:52    Oggetto:  

bello, davvero bello

ho scritto una cosa sulla morte di mia madre

se ti va di leggerlo è un racconto che è nei I Fetenti...
mandami il tuo indirizzo in mp e ti mando il libro
credo che nelle librerie sia esaurito
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 17/10/2008, 14:57    Oggetto:  

Ti ringrazio Raffaele.
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maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 17/10/2008, 20:40    Oggetto:  

Il concetto inverso de "Le mille e una notte". E molto intenso, bravo.
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 18/10/2008, 07:19    Oggetto:  

bello, sì.
anche per me ci sono state pagine n. 125.
però poi sono tornata e ho letto fino alla fine.
Grazie, Angelo.
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