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L'ASCENSORE (ventunesima parte): il sospetto
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Autore Messaggio
mcfrederic



Iscritto: 09 Nov 2007
Messaggi: 53

Inviato: 17/10/2008, 20:24    Oggetto: L'ASCENSORE (ventunesima parte): il sospetto  

Una sera tornando dal lavoro entrai in ascensore assieme a Domenico e sua figlia, digitai il dodici, il numero del loro piano e salimmo.
Era ovvio che essendo stata la vincita l’argomento di quei giorni, non si poteva fare a meno di parlarne, infatti appena partiti Domenico mi domandò:
- “Giovanotto, ho sentito che lei ha vinto i cinquecentomila euro!!”
Capii subito che il vecchietto aveva voglia di scherzare, così risposi:
- “Magari fossi stato io, a quest’ora non sarei di ritorno dal lavoro ma sarei già partito per chissà dove!!”
Riprese Domenico:
- “Voi giovani siete tutti uguali, appena vi trovate un po’ di soldi in tasca volete andarvene tutti a farvi un viaggio, ai miei tempi nessuno pensava a viaggiare, chi vinceva un po’ di soldi aveva solo in mente di sistemarsi con la casa e a far vivere una vita più dignitosa ai propri figli e alla propria moglie, le nostre erano famiglie patriarcali, io per esempio ho sette figli, cinque femmine e due maschi e per fare in modo che alla mia famiglia non mancasse il minimo necessario, ho lavorato molto tempo all’estero, quelli si che erano viaggi, non per divertirsi ma solo per lavorare, tornavo a casa due volte all’anno…”
Insomma Domenico era partito come al solito a farmi il paragone tra la vita di un tempo con quella dei giorni nostri e sua figlia stranamente non l’aveva ancora interrotto e neppure io non riuscivo a dire qualcosa, lui mi stava raccontando una cosa dopo l’altra, come un treno che aveva preso la rincorsa e non c’era più verso di fermarlo. Ad un certo punto sua figlia bruscamente disse:
- “Papà, ora basta con le tue storie, lascia dire una parola al signor Franceschi!”
Dissi:
- “Beh, è vero quello che ha detto suo padre, noi pensiamo più a divertirci, ma questo è dovuto perché oggi c’è più benessere di allora..” poi rivolgendomi al vecchietto continuai:
- “Comunque signor Domenico, se le ho detto che sarei già partito per chissà dove, non è che io se avessi vinto una somma del genere l’avrei spesa in viaggi, avrei solamente staccato per un po’ di giorni dalla vita attuale facendo un giro da qualche parte con Antonella e al ritorno avremmo senz’altro valutato qualche opportunità per mettere su casa…”
L’ascensore era arrivato al piano dodici ma Domenico sebbene le porte si erano già aperte, dopo queste parole mi domandò:
- “Giovanotto, da quanto tempo lei e Antonella siete fidanzati?”
Intervenne sua figlia:
- “Papà dai usciamo, che te ne importa?!”
Risposi:
- “Quasi un anno, perché?”
Continuò il vecchietto incurante della figlia:
- “E come vanno le cose fra voi due?”
Riprese di nuovo sua figlia:
- “Ma che te ne importa, dai andiamo papà!”
Risposi:
- “Bene, tutto bene, siamo felici insieme!”
Domandò Domenico:
- “E quando vi sposate?”
Devo dire che a una simile domanda mi colse impreparato per cui risposi:
- “Beh ecco, non abbiamo ancora deciso..”
Lui mi vide titubante e uscendo dall’ascensore seguendo sua figlia che era già fuori, mi battè sulla spalla dicendo:
- “Giovanotto, mi raccomando fate presto a sposarvi, dopo il matrimonio di Lucia voglio festeggiare anche il vostro prima di morire..!!”
Continuai:
- “Vedremo che si può fare, ma lei signor Domenico non avrà intenzione di andarsene, vero?”
Rispose:
- “Io no, ma alla mia età non si sa mai!”
Così ci salutammo tutti e tre ed io ripartii per il ventinovesimo piano, quello del mio monolocale…
La mattina seguente scesi in ascensore con i coniugi Ravelli, durante il tragitto Nereo mi chiese:
- “Allora notizie sul vincitore del Bellavista?”
Risposi:
- “Macché niente di niente, sembra che la vita continui normalmente, credo che se ci fosse veramente qualcuno che avesse vinto, Iola avrebbe sicuramente notato qualcosa in quella persona, è difficile mascherare una vincita del genere senza commettere passi falsi, non credete?”
Rispose Angela:
- “A dire il vero, noi pensiamo di aver individuato una persona che abbia fatto quel passo falso, come dice lei!!”
Domandai:
- “A davvero? E chi sarebbe?”
Continuò Nereo:
- “Ha presente Tino, il macellaio?”
Risposi:
- “No, non mi dite che è stato lui a vincere quei soldi!!”
Riprese Angela:
- “Proprio ieri sera ho parlato con Amelia, la moglie di Giuseppe Rossetti, mi ha detto che dal giorno stesso che il tabaccaio ha affisso sulla vetrina il cartello della vincita milionaria non ha più visto Tino, ha anche provato a suonargli il campanello, ma niente non risponde nessuno, il macellaio è sparito!”
Continuai:
- “Strano perché sia i Rossetti che Antonella abitano a fianco di Tino, ma la mia fidanzata non ha notato nulla!”
Riprese Angela:
- “Forse perché Amelia è a casa tutto il giorno, lei sa quando Tino rientra solitamente, mentre Antonella essendo al lavoro forse non ci ha fatto caso più di tanto!”
Domandai:
- “Ma se quello che dite voi fosse vero, pensate che Iola non si sarebbe accorta?”
Rispose Nereo:
- “Giù all’ingresso passa tanta gente durante il giorno, c’è chi va e chi viene, probabilmente la portinaia non ci avrà fatto caso!”
Ripresi:
- “Ma Tino non ha qualche parente che viene spesso qui al Bellavista?”
Continuò Angela:
- “Ha una sorella sposata che solitamente viene quasi ogni giorno qui a pulire, ma guarda caso Amelia ci ha detto che non l’ha più vista dal giorno della vincita, è una fatalità oppure sarà lui veramente il vincitore? E c’è di più, l’amica di Amelia va ogni giorno all’ipermercato dove lavora Tino, prima lo vedeva sempre al reparto macelleria, da un po’ di giorni invece non l’ha più visto!”
Ad un certo punto mi venne un sospetto quasi raccapricciante e domandai:
- “Ma non è che gli sia successo qualcosa, non so un malore e che sia invece dentro in casa?”
Rispose Angela:
- “Non credo, se gli fosse accaduto qualcosa penso che qualcuno si sarebbe accorto, inoltre sua sorella come mai non è più venuta? Certamente Tino si sarà confidato con lei!!”
Continuai:
- “Forse è vero!!” e domandai:
- “Ma perché non chiediamo a Iola se magari sa qualcosa in merito al macellaio?”
Nereo esclamò:
- “Buona idea!”
L’ascensore arrivò al piano terra, le porte si aprirono, subito dopo io e i Ravelli uscimmo andando verso la finestra della portineria.

SARA’ STATO TINO A VINCERE I 500 MILA EURO? LA RISPOSTA NELLA SEZIONE “L’ASCENSORE” DEL MIO SITO http://xoomer.alice.it/mc_frederic
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