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barricate (merc. Mammucari)
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Autore Messaggio
donnadautunno



Iscritto: 03 Ott 2007
Messaggi: 1012
Località: polis della Magna Grecia sul mar Ionio

Inviato: 23/10/2008, 18:01    Oggetto: barricate (merc. Mammucari)  

Milano, maggio 1898

Loro fanno la guerra, e io leggo. Libri.
Migliaia e migliaia nell'immensa biblioteca che mi ha lasciato mio padre. La sola cosa che è riuscito a lasciarmi, in verità. Nient'altro. Un palazzo aristocratico al centro di Milano, e tonnellate di libri da leggere.
Le terre, quelle, se le è lasciate usurpare da una servetta qualsiasi, culo dritto e tette sode, intelligenza lungimirante e furba, che in pochi anni si è costruita la sua assicurazione sulla vita, mentre al nostro portone cominciavano a bussare i creditori.
Ma mio padre era fatto così. Uno di quelli che si beve la vita d'un fiato, fregandosene di chi gli sta vicino. Ad esempio, mia madre e me.
Non immischiarti in faccende che non puoi capire -diceva a mamma- Ti piace tanto leggere, e allora leggi! Non hai che da scegliere: letteratura, filosofia, scienza, religione...Leggi e fammi condurre in pace i miei affari, perdio!
Così lei si era davvero rinchiusa, ma talmente rinchiusa, tra i volumi della biblioteca da essere assolutamente scomparsa. Non la vedevamo più.
Cominciò a non dormire, poi a non mangiare a tavola, infine -quando seppe fortuitamente dal notaio della cessione delle nostre terre all'"altra" che aspettava un figlio- smise di respirare definitivamente.

E' strana Milano, in questi giorni.
Si sentono addirittura da qui le grida della gente accalcata sulle barricate, affamata di pane che non si può più comprare perché costa troppo, aizzata dagli anarchici e dai socialisti che fomentano la protesta, e chiedono, rivendicano, minacciano...Come se non avessimo un governo capace di intervenire, come se i militari non fossero già pronti a rimettere ordine in tutto questo subbuglio!
Quanta agitazione. Devo chiudere le imposte per starmene un po' tranquilla e ovattare i rumori della strada, continuare la mia lettura, godermi il ritratto che campeggia nel salone e di cui sono orgogliosa.

Me l'ha fatto un pittore toscano, un paio d'anni fa.
L'avevo conosciuto a Parigi, in uno dei miei soggiorni culturali, a casa dell'amico Léon.
Mi fece vedere alcuni suoi oli, e ne rimasi affascinata. Ci congedammo con la promessa che la prima volta che fossi passata da Firenze avrei posato per un suo dipinto. E così in effetti è stato.
Sono io. Sono io quella giovane donna seduta sulla panchina, con i libri poggiati accanto, il cappello, l'ombrellino chiuso, lo sguardo dolce ma ben dritto sulla vita. Lucido.

Per gli alti ideali non c'è posto che sui libri.
Tra le pagine di quelli che apro, trovo talvolta qualche briciola di pane secco lasciata cadere da mia madre, e in quei momenti risento i suoi sospiri muti, le sue domande impotenti e disperate, la sua resa finale.
Allora soffio con tutto il fiato che posso e le faccio volar via, sul tappeto, o tra i tizzoni del camino, a disperdersi.
Perché la vita è un'altra cosa. La vita è altrove.
Ma è così cruda e orrenda che ci si deve difendere, ad ogni costo.
I libri sono la mia barricata. Come lo erano stati per lei.

E' maggio freddo e piovoso, qui a Milano.
E io sto sognando il sole tiepido di Roma, passeggiate lungo il Tevere al tramonto, alberi fioriti, primavera d'occhi e di colori. Ma non posso andare, ancora.
Dicono che siamo in stato d'assedio.
A due passi da qui, in piazza del Duomo, il generale ha piantato le sue tende e prepara i cannoni.
Popolo scellerato!
Tale è la potenza dell'illusione, tale è la fede nella giustizia, tale è la forza della fame in rivolta!

C'è anche il mio amato, oggi, tra loro.
Accucciato dietro chissà quale sacco di sabbia, le tasche piene di pietre, lo sguardo sanguigno di odio e ribellione, viso di bimbo puro e soave come quello che non sa ancora di aspettare, e che forse non avrà mai.
Perché un figlio è l'ideale più grande.
Ma gli ideali, si sa, vivono solo nei libri, non nei giorni qualsiasi.
Gli uomini, loro, sono fatti di carne e sangue. Lanciano tegole dai tetti, si fanno uccidere dai cannoni del "macellaio" che tra un mese avrà un seggio al Senato per essere stato così bravo ad ammazzarne tanti che chiedevano pane.
Non posso covare un figlio in questo mondo di uomini ingenui.
Che facciano la loro inutile guerra, mentre io leggo. Libri.









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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 23/10/2008, 18:10    Oggetto:  

Il tutto è pervaso da un senso di arresa incredibile. E scritto magistralmente.
Cavolo Donna, proprio brava.
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michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 23/10/2008, 19:00    Oggetto: .....  

Scritto magistralmente, si è proprio vero!

Purtroppo uomini come "quell'amato" non ne sistono più, oggi sarebbe necessaria una bella rivoluzione e ideali in cui ancora credere.

Bravissima
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Principepazzo



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9082

Inviato: 23/10/2008, 20:01    Oggetto:  

Terribilmente vero, terribilmente bello, terribilmente profondo

Chapeau ma chere
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maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 23/10/2008, 20:07    Oggetto:  

Molto molto bello. Mi è piaciuta la contrapposizione di un mondo interiore chiuso e rinunciatario che l'interprete proietta all'esterno, nella propria esistenza, per fare muro davanti al mondo esteriore che bussa urlando le sue ragioni.
Classe cristallina
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 24/10/2008, 07:10    Oggetto:  

Bellissimo e toccante!
Grazie sempre per l'alta fedeltà che dimostri al Mercoledì (e dimostra chi mi segue senza indugi)
Grazie davvero, donna.
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selva



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 781
Località: estero

Inviato: 24/10/2008, 11:12    Oggetto:  

Avrei solo voglia di scriverti, qui, complimenti e diventerebbe quasi imbarazzo.
Mi accontenterò di dirti che questo brano è perfetto. Bravissima.

clelia
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samarcanda



Iscritto: 19 Mag 2008
Messaggi: 54

Inviato: 24/10/2008, 14:52    Oggetto:  

Colpisce prevalentemente la differenza tra il mondo femminile e quello maschile.
Le donne guardano in tondo, gli uomini prevalentemente davanti . Sam.
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betta



Iscritto: 26 Apr 2008
Messaggi: 494

Inviato: 24/10/2008, 18:50    Oggetto:  

e che ti scrivo, donnada?! è di una tale bellezza e perfezione che qualunque parola sarebbe banale! mi collego poco, ma tu sei fra gli appuntamenti che non posso perdere!
grazie!
betta
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Jeudemots



Iscritto: 25 Ago 2006
Messaggi: 5393

Inviato: 28/10/2008, 14:57    Oggetto:  

I libri come barricate. Già.

Su come scrivi non ho più niente da dire. Geniale, invece, l'idea nata dal ritratto e superba la tua abilità di condurla fino in fondo riuscendo, fra l'altro, anche a tratteggiare in pochissimi accenni il ritratto di altri personaggi come quello straziante della madre.
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