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OssoDiSeppia
Iscritto: 24 Ago 2006
Messaggi: 912
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| Inviato: 24/10/2008, 12:45 Oggetto: Villa Recalcati |
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Il lago è poco più di un tremore, stanotte. Un riflesso d'acque oltre i pini. Svela una presenza, un movimento creduto perso per sempre. Intorno c'è il delirio immobile del buio. Dagli interni della casa uno specchio ci spia come in un racconto di Borges. Noi ce ne stiamo sospesi su questa terrazza. Attendiamo.
- Vedi, non ti sei mai gettato lì, oltre quella ringhiera. Hai sempre aspettato che la vita rivelasse il suo miracolo -
- Non è colpa mia se si è alzato un vento leggero che proviene dal lago questa notte. E mi sono illuso ancora una volta...-
- Ti illudi che questo refolo passeggero ti porti un nome, oltre la sembianza del lago? -
- Lo squarcio, il lampo che sta prima dei nomi. -
- Sei folle a credere, a pensare che questo ci sia dato. Ti stupisci ancora del rematore che voga, della barca che solleva l'acqua del lago e giunge fino a qui, attraverso la luce. -
- Non ci sono barche lì. L'ho sempre saputo. Ma a volte un deltaplano si solleva dal remo incagliato. -
- E' solo un altro riflesso dello specchio. Tutto inganna, da qui. -
- O forse è solo un'immagine che proviene dal passato...-
- Ma da quale passato? -
- Da un passato che ha smesso d'essere per sempre. E che noi percepiamo ora, per il ritardo della luce -
- La luna riflette sempre qualcos'altro. Quel passato non è mai esistito. Non appartiene a nessuno di noi, né a qualcuno laggiù. -
- E cos'è allora, dimmi, la luce che parte dalle rive, dai monti scuri stagliati nella lontananza del lago? Le figure che viaggiano negli atomi solo per essere guardate? -
- Tu sei convinto che al di fuori di te il lago ti pretende. Sei un osservatore distratto. Non vedi che questa terrazza somiglia a quella di casa tua, che il buio non cambia, che nel lago dormono i palazzi della tua città lontana? E' tutto qui quello che credi. Tutto nel punto che vuoi vedere. -
- E tu che mi appari, quindi, chi sei? -
Le labbra farfugliano. Il vento squassa le cime dei pini. Soffia nelle orecchie, porta via la voce.
- Ecco, non ti capisco -
Dico abbassando gli occhi. All'immagine, dissolta ancora una volta. |
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selva
Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 781
Località: estero
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| Inviato: 24/10/2008, 12:52 Oggetto: |
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Voi... vi siete ben relazionati.
Piaciuto questo brano, grazie.
clelia |
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Blue
Iscritto: 17 Mag 2007
Messaggi: 684
Località: Marzabotto
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| Inviato: 24/10/2008, 15:12 Oggetto: |
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In questi giorni sto lavorando su un monologo teatrale che registrerò domenica davanti alla telecamera. E' stato un investimento costoso, molto costoso per le finanze di uno che - sulla carta - non ha reddito. Qualche ora fa ascoltavo il tg e c'era di che mettersi le mani nei capelli. Credimi, non è la solita frase fatta. Prima notizia: le borse europee ancora a picco, si attende (è già arrivata credo - ma non ho il coraggio di sapere) l'apertura di Wall Street. Tutto questo, lo ricordiamo per chi nell'ultimo medio periodo è stato - come dire - distratto dalle veline, succede in contemporanea alle elezioni del presidente U.S.A.; i pochi studi di economia mi hanno insegnato che una situazione politica instabile (che durerà comunque fino a gennaio 2009, quando il capo di stato americano entrerà effettivamente in carica) non è certo un toccasana.
Seconda notizia: studenti in rivolta, aule chiuse, atmosfera da 68, una maggioranza largamente insensibile alle proteste, gente che si diverte a fare il verso al fascismo, costanti delegittimazioni del Parlamento ...
E' un periodo terribile per fare arte. Quando è la pancia ad essere messa a rischio, la mente rivolge tutta la sua concentrazione a riempirla. Non ha tempo per gli svaghi, pur se benefici.
Periodo di merda. Ritrovarmi il weekend a casa di un regista per provare un pezzo tratto dal Gabbiano di Cechov, sembra l'equivalente di un dialogo tra rifugiati durante i bombardamenti.
Vengo al tuo racconto. Questo preambolo può sembrarti estemporaneo, ma non lo è. Aggiungendo che anch'esso mi ha dato l'idea di un angolo per rifugiati, protetti oltretutto dal delirio notturno. Il dialogo (che mi ha ricordato i dibattiti delle tragedie Euripidee) si svolge tra un ego realista e uno "sognatore". Sembra quasi che tu abbia voluto trasportare in un racconto la nascita dell'artista.
Mi trasmette un senso d'angoscia, e non sono in grado di distinguere se questo sia perchè sono già angosciato di mio o se c'è una sensazione di ineluttabilità tragica nel racconto che è reale a prescindere.
Periodo di merda. |
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OssoDiSeppia
Iscritto: 24 Ago 2006
Messaggi: 912
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| Inviato: 24/10/2008, 15:46 Oggetto: |
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Hai sempre l'occhio lungo, tu, Vittorio: tragedie euripidee...mi sono vagamente ispirato ai dialoghi con leucò di Pavese.
E quel senso di angoscia che hai letto tra le righe - o nelle righe - c'è ed e tutto mio. Anzi, adesso anche tuo.
Periodo di merda anche per me. |
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Jeudemots
Iscritto: 25 Ago 2006
Messaggi: 5393
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| Inviato: 24/10/2008, 16:17 Oggetto: |
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Può darsi.
A me ha preso soprattutto la vena lirica che qui regge perfettamente il rigo forse per la snellezza del testo dialogato.
Gran bel leggere |
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voodoo
Iscritto: 07 Set 2006
Messaggi: 3301
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| Inviato: 24/10/2008, 17:42 Oggetto: |
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hue ma che vai scrivenn?
pessima.
:mrgreen: |
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