Principepazzo
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| Inviato: 29/10/2008, 17:26 Oggetto: L'ultimo spettacolo (Mercoledì Melville) |
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Seduto sul bordo del boccascena Rodolfo Cuccia sta ripassando il suo monologo nella cervellotica messa in scena di Moby Dick: "Ci sono certe bizzarre circostanze in questa strana e caotica faccenda che chiamiamo vita, che un uomo prende l'intero universo per un'enorme burla in atto, sebbene non riesca a vederne troppo chiaramente l'arguzia, e sospetti anzichenò che la burla non sia alle spalle di altri che le sue".
Si ferma di colpo .....
E continua a parlare da solo fuori copione: "Sembra mille anni che finisce questa storia. Basta mettiamola in scena questo fottutissino Moby Dick. Come viene viene, è la terza volta che si rinvia di un mese la prima. Mollerei tutto, anche se resto senza lavoro! Non reggo più! Son rimasto solo perché ho bisogno di soldi. Gargiulo mi ha chiuso il credito. E pensare che avevo un cavallo buono, guarda caso si chiama Quiqueq e non mi ha fatto giocare. Quiqueq ha vinto e l'hanno pagato a 15. Mi sarei in parte rifatto, ma Gargiulo non ha sentito ragioni ed ora vuole i suoi soldi. E come faccio? L'unica è chiedere Un anticipo a quell'unto di Paone. Gli lo chiedo stasera, ieri è arrivato il tipo della Regione, con una borsa gonfia, avrà avuto la sua tangente e gli avrà portato i soldi del finanziamento"
Dall'altro lato del palcoscenico, con il regista sull'orlo di una crisi isterica, sta provando la grande attrice, Edvige Belliazzi in arte Gia Bell.
Melville, il capitano e la balena si stanno rivoltando nella tomba .
La grande artista ha come unico talento artistico quello di muovere bene il culo e di essere la nuova fiamma del Cavaliere Paone.
Mentre la grande artista sta sculettando sul palcoscenico, cercando di non fare errori nel suo monologo, Rodolfo, finita la prova, sta scorrendo con distratta attenzione il bollettino delle corse.
Quella notte ha avuto un mal di denti tremendo che ha curato svuotando mezza bottiglia di cognac
Il rumore di un'auto lo scuote dai suoi pensieri, riconosce il rombo, è quella di Gargiulo. "Perché è venuto che è sabato? L'accordo è che deve venire la domenica"- si chiede incuriosito ed esce dal locale.
Gargiulo ha parcheggiato la Ferrari nera, a pettine davanti alla scalinata che porta all'ingresso del locale, gli si avvicina con la solita andatura saltellante e con tono fintamente affettuoso: "Che brutta faccia che hai Rodolfo . Il tuo solito mal di denti eh? Ma cosa aspetti ad andare da un dentista? Mica si cura con il cognac!" E senza aspettare la risposta. "Ah mica son venuto a ritirare la rata settimanale. Qui sta andando a puttane tutto, al posto dei Calabresi sono arrivati i Russi e non voglio fare una brutta fine per coprirti. Vogliono una lezione esemplare: colpirne uno per educarne cento. Il boss Achab Romanovic , è uomo di cultura, per chiarirmi e chiariti le idee mi ha citato anche il tuo caro Melville, lascio una scia bianca e inquieta, acque pallide, facce più pallide, dovunque passo. Le onde invidiose si gonfiano ai lati per sommergere la mia traccia, facciano, ma prima io passo."
Gargiulo estrae una pistola con il silenziatore, un solo colpo, giusto al centro della fronte di Rodolfo .
E si allontana mormorando: "Povero fesso!"
Una lunga scia di sangue invade i gradini della scalinata e gocciolando lentamente arriva giù nella strada; il sole è definitivamente tramontato, nessuno si è accorto di quel che è accaduto.
Un gatto rossiccio, magro come solo possono essere i gatti randagi, annusa distratto il grasso cadavere di Rodolfo, poi salta su un balcone vicino e lancia un lungo miagolio alla luna.
All'interno la grande artista finalmente è riuscita arrivare alla fine del suo monologo senza fare errori e l'ultima frase ricopre il miagolio del gatto: " o ci conducono in vuoti labirinti o ci lasciano sommersi a metà strada." |
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