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Blue
Iscritto: 17 Mag 2007
Messaggi: 684
Località: Marzabotto
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| Inviato: 29/10/2008, 18:54 Oggetto: Una carezza |
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Per quanto ne so è come perdere la verginità, un cielo plumbeo che si screpola a sera e che non vorresti facesse da preludio a un nuovo mattino.
È il pensiero primigenio, la prima schiarita dopo un violento temporale, le foglie che si adagiano a terra, il lento passaggio da settembre a gennaio.
Io sono morto quando sono nato. E non esiste registro che ne confermi orari e date.
Prima hai visto un bel film, diciamo così.
Prima di che?
Henri Bergson nel suo saggio sul significato del comico scrive che tutto il serio della vita deriva dalla nostra libertà. Cosa ci vorrebbe – si chiede Bergson – per trasformare sentimenti, passioni e azioni in commedia? “Bisognerebbe immaginarsi che la libertà apparente ricopra un gioco di fili, e che noi siamo quaggiù come umili marionette”.
E ancora, “Egli (il comico, n.d.a.) indovina, sotto le armonie superficiali della forma, le profonde ribellioni della materia”.
Prima la libertà era scarsa. Un minorenne a livello giudiziario è certo il più tutelato; ma che cos’è la tutela? Ce lo spiega lo Zingarelli: “Potestà esercitata per legge o per provvedimento del giudice nell’interesse e in rappresentanza delle persone legalmente incapaci”. Si dice infatti che qualcuno è sotto (e non sopra, o di fianco) la tutela di qualcun’altro. Un rapporto di subordinazione che non concede molto all’autonomia.
Quindi il famoso “Prima” coincide con la minore età?
Con un “Prima d’averne diciotto”?
Strano, no? Associare una schiarita del cielo all’autunno che si tramuta in inverno. Bizzarro, se volete. Di solito associamo l’arrivo dell’inverno con i cieli che si infittiscono di nubi; qualche volta nevica, molto più spesso piove.
Prima non avrei perso i miei giorni a scrivere.
Lo vedi? È il vento del mare che carezza i solitari,
lo scivolare delle onde a riva,
la luna più luminosa delle tue sembianze,
negli occhi miei
che seguono le ombre.
E subito mi ritrovo là, non so perché mi ritrovo là, ancora dopo tanto tempo.
Se ci ripenso è un sorriso che mi viene.
Non amaro, non più.
Sono stato un bravo ragazzo anch’io tempo fa: non sembra vero.
Potrei far ridere i polli, in questo momento.
Mi ritrovo ancora là, e appartengo ancora a là.
Era un giorno di neve, di fine febbraio.
Tra un bacio e l’altro eravamo riusciti a tradurre una versione di greco.
C’era lui, c’era il tuo ragazzo - era ancora il tuo ragazzo – sulla porta, alle pareti, tra le fessure della tapparella e poi nel corridoio, in penombra.
Solo un ingenuo poteva sperare che ti fossi lasciata da lui. E per chi poi?
Per il ragazzo che ad ogni assemblea di istituto faceva il pienone in palestra con il suo corso di improvvisazione teatrale.
Voleva fare l’attore, il ragazzo.
Ma era un pagliaccio. E il fatto che rimanesse a bocca aperta per ogni sciocchezza che dicevi, il fatto che ti sfiorasse come se avesse avuto tra le mani un cristallo prezioso, lo dimostrava.
Non sono mica diventato grande il tre novembre duemilatre.
Le strade erano colme di neve. Gli autobus andavano alla deriva, i treni non partivano. Tua madre mi disse che potevo dormire da voi e ancora non potevo credere alla fortuna.
La prima giornata insieme e la prima notte insieme.
Prima la vita non era né un dono, né un peso. C’era e basta, che lo volessi o no.
Nessuno. Nessuno tranne un pagliaccio.
Nessuno avrebbe lasciato che una ragazzina arrapata gli si addormentasse sul fianco senza averla amata, prima.
Ma gli occhi di un innamorato possono arrivare a non vedere l’ovvietà.
E forse c’era anche Vittorio di mezzo, il solito Vittorio che non si accontentava del ruolo secondario, la parte dell’amante, il tipo sotto il letto.
La realtà fu più amara del solito; fu rendersi conto che nemmeno una notte di sesso selvaggio mi avrebbe permesso di averti più di quello che mi era consentito.
C’era il tuo ragazzo – era ancora il tuo ragazzo. E vicino di casa.
La mia fu soltanto la via più rapida per uscire dalla porta di servizio. Questo fu.
E allora mi chiedo perché pago ancora un amore che non ho voluto portare fino in fondo, come una maledizione che mi ossessiona giorno e notte e mi rende impossibile offrire a un’altra donna lo stesso sentimento che vivevo per te.
Un cielo screziato, un mare di dune: questo mi rimane
e una solitudine senza fine:
la libertà me la sono presa, questa sì, fino in fondo.
Di concedermi una carezza,
di dare a Vittorio il giusto tributo.
Un regalo di compleanno anticipato.
Ti ho portato un sacchetto di farina,
così,
buttato al vento,
sembrerà la neve che c’era – e c’era davvero.
Che ti sia come carezza,
almeno spero.
http://it.youtube.com/watch?v=CvegREyOI4E |
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Angelo Tozzi
Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina
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| Inviato: 30/10/2008, 11:23 Oggetto: |
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| Mi piace la tua prosa, già te l'ho detto e lo ripeto. Non amo molto le letture senza dialoghi ma tu riesci a scrivere in un modo che non ne fa sentire la mancanza. Complimenti. |
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bluscuro
Iscritto: 10 Ott 2008
Messaggi: 348
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| Inviato: 30/10/2008, 23:05 Oggetto: |
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Ci sono i dialoghi e ha messo pure una faccia seria da attore consumato.
Credo che questa parte sia proprio tua, sognatore scanzonato che è bellissimo da vedere e complicato da tenere.
Pagina davvero bella, rinneghi il dolore come unico sbocco. ci giochi lo provochi e poi lo seppelisci. " almeno spero".
Una delle letture più belle che ho fatto. |
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OssoDiSeppia
Iscritto: 24 Ago 2006
Messaggi: 912
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| Inviato: 1/11/2008, 10:32 Oggetto: |
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Bella prosa davvero, Vittorio. Ma credo di averti dato questo complimento già altrove. Mi piace come hai inserito dialoghi e pensieri nella trama della narrazione, che corre sul filo sottile tra una rabbia, un sentimento ancora attuale e cocente e la vaghezza nostalgica del ricordo. Hai da fare un passo nel presente, ma hai l'altro piede incastrato nel passato. Ti rimane una fitta di rimorso.
L'argomento pare banale, il solito amore diviso per colpa di Lui, cioè uno dei filoni classici del romanzo da Caritone fino al genere di appendice e alle telenovele di oggi. Tu ne hai saputo trarre materia fresca, con una perfetta miscela di lirismo e realismo. |
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Patricia Panebianco
Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza
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| Inviato: 8/11/2008, 09:58 Oggetto: |
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Una bella prosa, sì, "manonsoloprosa".
Interessanti i salti di registro e di temi, che corrispondono quasi a salti temporali fra le istantanee del ricordo e la percezione attuale di tali istantanee.
Ottima lettura. |
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*Ariel
Iscritto: 18 Apr 2008
Messaggi: 206
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| Inviato: 8/11/2008, 10:17 Oggetto: |
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Non ricordo di averti mai letto in prosa.
Sei bravo, blue.
ciao ! |
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Jeudemots
Iscritto: 25 Ago 2006
Messaggi: 5393
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| Inviato: 8/11/2008, 11:28 Oggetto: |
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| Forse lo avrei asciugato un po'. Ma poi tutto il lirismo che sento premere tra i righi dove sarebbe finito? Tutta la tua poesia che riconosco solo tua |
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