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I miei occhi sono il lago Michigan (m. Melville)
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Autore Messaggio
Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 30/10/2008, 08:56    Oggetto: I miei occhi sono il lago Michigan (m. Melville)  

Sei pronto per pescare?

“Io questo l’ammazzo! Giuro che l’ammazzo” gridai verso un lampione.
Il parcheggio era una piazza d’armi e c’erano sì e no dieci auto, sparse come trote asociali in un fiume anoressico.
I miei nervi erano a fior di pelle. Avvertii dei sospetti tremolii sottocutanei alle tempie. Onde evitare qualcosa di più rischioso, infilai la mano nella tasca del cappotto e tirai fuori la scatolina portapillole.
Cominciarono a tremarmi anche le mani. Brutto segno.
Feci scattare in su il coperchio del portapillole d’argento e tutte le pilloline si sparsero sull’asfalto, nel raggio di cinque metri. Delle altre non mi importava e con gli occhi cercai disperatamente quelle bianche. Ansiolitici.
“Maledetto!” urlai verso un gabbiano che mi fissava dall’alto del lampione.
Mi inginocchiai. Dove diavolo erano andate a finire? Raccolsi da terra tutte le pillole ma non trovai gli ansiolitici. Buon Dio delle benzodiazepine, aiutami tu!
Un paio di lacrime grandi come il lago Michigan strariparono dagli angoli degli occhi. Con tutta quell’acqua che rivolava, ebbi la sensazione di avere la testa immersa in un acquario pieno di anguille.
Con le maniche del cappotto, cercai di asciugare l’inondazione. Mi venne in mente che gli ansiolitici potessero essere andati a finire sotto l’auto.
Bingo!
Erano sporchi di gasolio ma non mi importò. Me ne cacciai in gola tre, che rimasero attaccati al palato. Con un colpo di lingua li feci tuffare oltre le tonsille.
Attesi qualche minuto sdraiato sul cofano dell’auto. Ed il Michigan ristraripò.
“Se lo becco me lo mangio vivo. Lo giuro” dissi al gabbiano che mi guardò socchiudendo un occhio.
Recuperata una specie di calma da essere quasi umano, aprii lo sportello, entrai e misi in moto.
Arrivai in ufficio in uno stato di beatitudine, come un santo che è stato appena martirizzato nelle proprie funzioni.
Ah! Che bella la vita, quando torni a casa dal lavoro e poi ti tuffi nella vasca da bagno, in perfetta serenità indotta chimicamente.

“Oggi non accadrà. Non può accadere, sarebbe una crudeltà” mi dissi davanti allo specchio, annodando la cravatta. La colazione era bene in caldo nel mio stomaco. Infilai il cappotto e scesi le scale a piedi, tanto per fare un po’ di bleffante moto.
L’aria era frizzante ed il cielo limpido come un pitale usato da intere generazioni di balenieri.
Già da venti metri di distanza, vidi che sul parabrezza dell’auto c’era il solito rettangolo bianco. Mi irrigidii come una piastrella calpestata da un leone marino.
Con falsissima nonchalance tirai fuori dalla tasca il portapillole. Che vomitò a terra il suo contenuto. Questa volta seguii il percorso dei rotolanti ansiolitici, che si fermarono sul bordo di una pozzanghera meravigliosamente vestita da arcobaleno.
Li tirai fuori ed ancora gocciolanti me li gettai in gola. Tutti.
Cominciai a camminare verso l’auto, cercando di pensare a qualcosa di bello, di sereno. Ma pensare ad una ghigliottina non mette mai la serenità sperata. A meno che la testa che volerà, sia quella di quel grandissimo figlio di puttana.
Le mie dita tremavano, sembravo un pianista sull’oceano.
Poggiai a terra la 24 ore, alzai il tergicristalli e presi il foglio. Cominciai a ridere. Stavolta l’anonimo figlio di puttana aveva scelto un capolavoro.
“Caro amico”, gridai al gabbiano sul lampione, “per i prossimi imprecisati numeri di mattine, ti leggerò Moby Dick. Che un anonimo (ma tu sai chi è, vero?) lascerà nottetempo, una pagina per volta, sul mio parabrezza. Pensa che animo gentile: quando piove, me le fa trovare plastificate. Amico mio, quante stronzate mi ha fatto trovare il bastardo anonimo, in questi anni. Non puoi immaginare, non puoi proprio. Mettiti comodo ed ascolta. E poi ti riguarda, parla di mare.”

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione...
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Principepazzo



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 9082

Inviato: 30/10/2008, 09:32    Oggetto:  

ma non lo sapevi che i gabbiani sono gentaglia della peggior risma?
altro che simboli di bellezza e libertà
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Ameo'e



Iscritto: 23 Ago 2006
Messaggi: 2725
Località: Perugia

Inviato: 30/10/2008, 13:26    Oggetto:  

:angel12:
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maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 30/10/2008, 17:39    Oggetto:  

Fiorito e infiocchettato di similitudini tra le quali esplode la meno banale e probabile
Quota: il cielo limpido come un pitale usato da intere generazioni di balenieri
pare quasi di vedere sullo sfondo Tex e Kit Carson assalire una bistecca al sangue alta due dita con sopra una montagna di patatine, corpo di mille bisonti!!
Aspetto sempre sorridendo i tuoi affacci e non resto mai deluso, bravo e grazie
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 31/10/2008, 10:39    Oggetto:  

Mi piace trovare conferme.
E tu lo sei.
Ha ragione Maurizio, non si resta mai delusi con te.
BravoBravo!!!
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bluscuro



Iscritto: 10 Ott 2008
Messaggi: 346

Inviato: 1/11/2008, 01:17    Oggetto:  

pagina vivacissima e molto bella, stupenda l'idea.
qualche aggettivo di troppo che toglie al posto d'impreziosire.
fiume anoressico è terrificante, a mio avviso. Sei davvero bravoBravo Angelo.
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selva



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 781
Località: estero

Inviato: 2/11/2008, 12:35    Oggetto:  

No, neppure io resto mai delusa.
Bravissimo, leggerti è uno spettacolo.

clelia
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Patricia Panebianco



Iscritto: 18 Set 2005
Messaggi: 6945
Località: Acitrezza

Inviato: 8/11/2008, 10:28    Oggetto:  

Bel pezzo.
Bella l'idea, vivace come sempre; qualche aggettivo in effetti è ridondante, ma rientra perfettamente nello stato mentale del personaggio; non mi piace, invece, l'uso degli aggettivi anteposti al sostantivo come in "bleffante moto" o "rotolanti ansiolitici", che spezzano la vivacità e la tensione di un testo come questo.
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michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 8/11/2008, 10:39    Oggetto: ....  

di ansiolitico in questo pezzo ci sono soltanto "quelle pillole";

è un piacere leggerti rilassandosi;

complimenti
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