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AL DI LA' DEL MARE (Mercoledì Melville)
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Autore Messaggio
michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 2/11/2008, 00:05    Oggetto: AL DI LA' DEL MARE (Mercoledì Melville)  

“Leggete quel che volete, di quel che ho scritto, ma solo per il piacere di farlo. E se ci trovate qualcosa, è perché l’avevate dentro voi prima di cominciare a leggere”. (ERNEST HEMINGWAY)


AL DI LA' DEL MARE
(mistero e fascino dell'incognito)

Seduta sullo scoglio ascolto le molteplici voci che convergono, man mano che la nebbia si dirada, in un luogo dove è possibile superare i vuoti esistenziali, accettando la sfida del mistero.
Niente mi espone all’attacco di forze circostanti terrestri.
Spengo il motore della razionalità e all’improvviso mi trovo sospesa a mezz’aria inseguendo un canto.

L’acqua del mare sottostante non ha forma, così come l’amore, fluisce, scorre, si agita, ondeggia, si spiaggia, corteggia.
Sono affascinata da ciò che mi circonda e il vento non ostacola quel lento planare dei miei sensi in quell’oasi che si svela.

L’ultimo raggio di sole, prima del calar delle tenebre, propaga un canto misterioso e suggestivo che mi fa pensare alla creazione della vita.
Quel canto penetra in quella parte invisibile di me dove si annidano i sogni svuotando la mente da malesseri e inquietitudini.
Ma ecco l’isola! La luce di un faro che affiora dal nulla illumina dei meravigliosi esseri dalle grandi pinne: le grandi balene!

Veri emblemi della forza della natura, quelle stupende balene, si muovono con eleganza nell’immensa massa liquida e cantano. Quel canto attraversa gli oceani, fa ribollire i flutti, corteggia l’amore.

Faccio parte di quel mistero, sono acqua anch’io adesso!

Ho ancora me stessa su quello scoglio, cosciente di aver vissuto un’esperienza unica , che non ha conosciuto sbadigli nella profondità del mare.

Non esiste una dimensione, non esiste un tempo o uno spazio, esiste l’infinito, ma solo chi ha occhi per vedere oltre l’orizzonte riesce a penetrarne il mistero e scoprire quell’ isola meravigliosa che sta sospesa tra il cielo e il mare. Occorre amare la solitudine per cercare di raggiungere quel luogo; si potrà approdare soltanto, quando l’attacco devastante delle certezze verrà inabissato.
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maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 2/11/2008, 09:58    Oggetto:  

Ridondante nell'aggettivazione fino a sfiorare lo stucchevole, l'abuso dell'aggettivo dimostrativo ne esalta ulteriormente l'enfasi.
Troppo per la prosa e forse troppo poco per la poesia.
Non avertela a male Michelle, è solo la mia impressione, non il Verbo; comunque una critica onesta è sempre più costruttiva di un indifferente silenzio.
Ti aspetto ad altre prove con interesse
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 2/11/2008, 10:14    Oggetto:  

io invece lo trovo un meraviglioso sostantivo interiore che non può scorrere senza tutte le sue aggetivazioni.
bellissimo...
e grazie, Michelle
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selva



Iscritto: 31 Mar 2005
Messaggi: 781
Località: estero

Inviato: 2/11/2008, 12:05    Oggetto:  

Ho letto con interesse, poi mi ha lasciata in dubbio il quasi concetto che alla fine della pagina determina il come e il cosa.
Avrei preferito arrivare da sola, e magari proprio grazie al tuo scritto, al pensiero che invece chiarisci.

clelia
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1294
Località: Latina

Inviato: 2/11/2008, 12:09    Oggetto:  

Ci sono tante isole ma solo una è l'Isola che si cerca. E si trova se si vuole veramente.
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michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 2/11/2008, 15:46    Oggetto: ....  

Hai ragione Angelo, l'isola che si cerca, se lo si vuole veramente c'è, sopratutto se c'è il silenzio intorno e si sta seduti dinnanzi al mare godendo dello spettacolo meraviglioso che la natura offre gratis.
Probabilmente non c'entra nolto con il tema proposto ma è stata scritta dall'emozione dell'attimo proprio guardando il mare al tramonto.

Per quanto riguarda i "troppi aggettivi utilizzati" servivano proprio ad esaltare quel momento; la prosa, grazie alla meravigliosa lingua italiana, si presta, proprio utilizzando tanti aggettivi, ad esprimere ciò che veramente si sente.

Il concetto finale "che quasi chiarisce", era rivolto più a me stessa che al lettore, non avevo nessun dubbio che chiunque potesse arrivarci.

Grazie per i vostri interventi, vi assicuro che non me la sono presa a male, anzi preferisco che lo facciate, a questo serve, spero, "apostrofo", per crescere.
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