maurizio
Iscritto: 27 Apr 2008
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Località: roma
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| Inviato: 6/11/2008, 19:17 Oggetto: Tra le nuvole (m. Horn) |
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Il bambino smise di far volare l'aeroplanino di carta e si accovacciò sui talloni guardando di sotto. Aveva colto il movimento con la coda dell'occhio e ora ebbe la conferma: stava arrivando qualcuno, ed era un bimbo anche lui!!
Spostò i giocattoli, sprimacciò la nuvola rendendola più soffice e accogliente e si alzò sorridente tendendo la mano al nuovo venuto
- Ciao, io mi chiamo Yassin, ben arrivato -
L'altro si guardava intorno smarrito, aveva gli stessi occhi scuri di Yassin ma lo sguardo impaurito e il colorito nocciola tendeva al grigiastro
- Ciao, io sono Samuele e stavo su un autobus a scherzare con una signora che ci seguiva in macchina, ma all'improvviso la signora è sparita e mi sono sentito leggero leggero tanto che non riuscivo a tenermi a terra.
Il vento mi ha preso e mi ha portato fin quassù. Sono morto, vero? -
Il bambino arabo annuì in silenzio
- Me lo aspettavo sai? Sin da piccoli ci mettono in guardia contro bombe e attentati, ma mica possiamo chiuderci in casa, non andare più a scuola, non giocare con gli altri bambini. E tu invece?
- Bè, a me in casa non potevano chiudermi, era stata rasa al suolo dai bulldozer per ritorsione contro un attentato. In casa c'era anche mia nonna paralizzata sul letto, ma i soldati israeliani ci diedero dieci minuti per sgombrare e poi buttarono giù tutto. La nonna ci disse di scappare, lei sarebbe restata lì, in casa sua. Meglio morta che profuga, diceva, e profughi in casa propria è una beffa insopportabile.
- Allora la tua era una famiglia di terroristi?
- Non so Samuele, i vocaboli sono come la storia, li riscrivono i vincitori
- Che intendi dire?
- Mio nonno mi raccontava che dopo la Guerra Mondiale i terroristi eravate voi. Mettevate bombe nei mercati e assalivate le truppe britanniche che presidiavano il protettorato. Alla fine vinceste e allora il nome cambiò in gloriosi partigiani dell'indipendenza; chissà, magari pure noi un giorno....
- Ma voi usate mezzi disumani per combattere, fate saltare per aria donne e bambini con auto-bomba o kamikaze
- Hai ragione Samuele, i primi a rendercene conto siamo proprio noi kamikaze
- TU!?
- Eh sì amico mio, i martiri - come li chiamiamo noi - sono fatti come te i tuoi fratelli, forse con qualche passaggio in più. Io ho visto mio padre freddato dai coloni che avevano occupato la nostra terra e cacciato via la nostra famiglia, ho visto mia madre violentata dalle milizie maronite sotto l'occhio benevolo degli uomini di Tsahal, mia sorella piccola gettata tra i cingoli della ruspa che spianava la nostra casa. Non ho scelto io di diventare martire, ma potevo fare altro? Certo, se avessimo avuto dei bombardieri invisibili e dei caccia armati di missili a guida infrarossa, o dei carri armati veloci e potenti magari a quest'ora sarei a bere birra al circolo ufficiali raccontando di come avevamo spezzato con i calci dei fucili le braccia di alcuni bambini, piccoli terroristi straccioni che ci tiravano sassi, pensa un po'...!! E invece mi sono presentato al reclutamento, mi sono fatto attaccare addosso con nastro adesivo chili di tritolo e l'ho fatta finita con la sofferenza del sopravvissuto
-Ma non è giusto Yassin, tu hai voluto morire, io no
L'arabo drizzò la piccola schiena, un velo oscuro era sceso sugli occhi calandosi dalla sottile ruga verticale che già segnava la giovane fronte. Allungò le braccia posando le mani sulle spalle dell'ebreo, lo tirò a sé macchiandosi gli abiti con il sangue non ancora rappreso
- La vita non è giusta, mio piccolo amico. Come potrebbe esserlo la morte?
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