Principepazzo
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| Inviato: 10/11/2008, 21:16 Oggetto: La notte dei cristalli a Bad Salzschlirf |
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Bad Salzschlirf è un piccolo villaggio, meno di duemila abitanti, dell'Assia, nel circondario di Fulda, posto a cavallo di una bassa collina, una piccola Gerusalemme.
E' abitato da contadini e da bottegai in prevalenza ebrei.
Malgrado le rigorose leggi razziali, a Bad Salzschlirf l'applicazione è stata blanda, perché si conoscono tutti, ma sopratutto l'economia, anche se di mera sopravvivenza è tutta in mano a famiglie ebree.
Quella sera del 11 novembre del 1938 Moishe Lieberman dopo aver chiuso il suo negozio di tessuti, sale in casa e prima di cenare ascolta il notiziario alla radio. Un annunciatore con tono affannato istiga alla vendetta contro il complotto del giudaismo internazionale.
Intanto Esther in cucina sta preparando la solita zuppa di patate e le frittelle di mele.
Moshe, sulla cinquantina, alto, grasso, scuro di capelli, occhi verdi, viso affilato, si toglie la papalina, si gratta la testa, si carezza la lunga barba e mormorando tra se:"Ma quale complotto giudaico, questi sono completamente fuori di testa, la sifilide del loro fuhrer ha infettato tutti. Comunque qui dovremmo essere al sicuro. In paese non ci sono molte teste matte e quindi nazionalsocialisti. Siamo lontani dalle follie delle citta!"
Intanto dalla camera da pranzo arrivano rumori di stoviglie, Esther sta apparecchiando per la cena e difatti dopo qualche minuto: "Moishele la cena è pronta"
Spegne la radio.
Meglio non pensare alle cattive notizie.
E poi forse stasera la serata si concluderà al meglio, quando Esther lo chiama così è in vena di dolcezze.
Esther aspetta in piedi, ha gli occhi luminosi.
Moishe le manda un largo sorriso che supera lo schermo dei folti baffi e della densa barba.
Esther è sulla quarantina, scura di capelli, colorito olivastro, occhi neri. Indossa una vestaglia e il primo bottone in alto è aperto, il seno rigoglioso è ancora sodo malgrado le quattro gravidanze.
Con tono malizioso: "Moishele stasera ceniamo da soli. Ho mandato i quattro ragazzi in campagna , a casa di zio Jakob, con tutto quello che si sente, sono più tranquilla se sono lontani dal negozio. Stamattina al mercato hanno detto che stanno distruggendo tutti i negozi degli ebrei"
Moishe: "Mia colomba, ma cosa vuoi che succeda qui da noi, mica siamo a Fulda. Poi ci conosciamo tutti. Tranne qualche ladruncolo è tutta gente con la testa sulle spalle. Mica siamo in Russia all'epoca dello Zar che scatenava i cosacchi contro gli shetl ebrei, come mi raccontava il povero zio Shemuel Liebowitz"
Esther gli serve la minestra ed intanto, chissà come, anche il secondo bottone è sbottonato.
Finiscono la cena in fretta, in silenzio, solo sguardi intensi.
E si avviano verso la camera da letto.
I due letti gemelli già accostati in precedenza da Esther, sono li in attesa, al buio.
Dopo qualche minuti, solo qualche cigolio e respiri affannati rompono il silenzio.
Ad un tratto la voce di Esther. "Moishe, fermati. Sono arrivate le mie cose!"
Moishe affannando: "Ma cosa dici? Proprio adesso!"
Sarah nel panico: "Si ora , proprio ora...e sai bene cosa devi fare. Ci dobbiamo fermare, fare l'amore in queste condizioni è causa di un terribile peccato, anche se involontario e lo sai bene. Credimi non è il momento di contrariare l'altissimo"
Moishe : "Va bene smetto. Vado a bere qualcosa e a fumare un sigaro!"
Sarah con tono iroso: "Tu sei pazzo, non ti muovere. Devi seguire i precetti. Lo diceva mia madre che voi ashkenaziti siete dei miscredenti."
Ed intanto allunga un braccio, apro il cassetto del comodino e tira fuori un libercolo tutto raggrinzito e rivolto a Moishe che è ancora sopra di lei in attesa di ordini: "Ecco ti leggo un passo dei Precetti per le donne ebree. Ecco l'ho trovato. Qui si tratta del pericolo che la donna abbia il suo flusso mestruale proprio durante il rapporto sessuale."
Ed inizia a leggere: "La donna deve subito avvertire il marito che non si deve muovere dal loco dove si ritrova, non si deve ritirare né avanti né indietro, né si deve dividere da lei fin quando ha il membro cresciuto, perché sarebbe meritevole di punizione divina come se avesse copulato con donna mestruata. Ma non solo questo, fin quando ha il membro cresciuto non deve restare sulla donna, ma deve alzarsi o facendo forza con i piedi sulla parte inferiore del letto o tirandosi su con le mani poggiandosi alla testiera. E deve restare così fin quando il membro ritorna alla sua misura di riposo. Hai capito testone?"
Moishe resta in silenzio ed immobile.
Esther con tono stizzito: "Ed allora?"
Moishe: "Non ci posso fare niente, è ancora duro"
Esther. "Ed almeno tirati su, poggia i piedi in basso o aiutati con le mani poggiandoli alla testiera. Sei pesante, mangi troppo"
Moishe guarda in basso, ma non serve, sente che è ancora duro, come non gli accadeva da tempo: "Ershele non mi hai tagliato le unghie, non posso con i piedi, mi potrei spezzare l'unghia dell'alluce, come accade quella volta che mi facesti spostare la cassapanca del tuo corredo. Sulla testiera, figurati è tutta tarlata, vuoi che crolliamo a terra, noi, testiera, materasso e rete. Di grande qualità questa camera da letto, regalo di nozze di tua madre, usatissima, già piena di tarli, comprata da un rigattiere goy. Nel circondario uno solo ce ne era, lo ha trovato lei. Già venti anni fa era tutta tarlata questa maledettissima testiera di tua madre, quella porca troia di tua madre, maledetta sefardita. Scommetto che è suo questo libretto con questi precetti del cavolo".
Esther con tono sempre più irritato e quasi con il respiro rotto per il peso coniugale: "Non perdi occasione per parlare male di mia madre. Ti ci vogliono sempre ore per fartelo venire duro, poi subito dopo che hai finito ti volti e dopo qualche minuto russi. Come è che ora serve che ti diventa moscio, sei inutilmente duro dentro di me. Lo fai per farmi dispetto. Ma lo capisci che è peccato mortale!
Moishe: "Ma sei sicura Ershele?"
Esther sempre più irritata: "Ma vuoi che ti rilegga tutto il libro. E se non sei convinto, vai in Sinagoga e chiedilo al Rabbino"
Moishe quasi per distrarsi e far tornare chi di dovere a dimensioni normali: "Si ora vado da Rabbi Yankele, così quello non perde l'occasione per scroccarmi una offerta. Non esiste!" .
Esther quasi senza fiato: "Moishele ti prego, ho mal di stomaco, non farmi vomitare tutte le cose buone che ho mangiato a cena. Se avessi immaginato di dover sopportare il tuo peso, avrei mangiato di meno ed avrei conservato il resto della cena per il pranzo di domani. Dai concentrati, fai uno sforzo e tirati su!"
Moishe quasi a giustificarsi: "Penso a tua sorella Rebecca e non diventa moscio"
Esther urlando: " Ma sei un vero porco, lo sai che è un altro peccato mortale avere concupiscenza verso una cognata!"
Moishe quasi in preda al panico: "Mio dolce fiore, cosa hai capito. Io concupire quella mazza di scopa di tua sorella. Non diventa moscio perché sono incazzato, penso al letto di tua sorella Rebecca. Tua madre le ha comprato un bel letto su misura , fatto da herr Alois Zimmerman, il migliore ebanista di Fulda. Ora che ci penso ecco a cosa servivano quella pedanina sulla parte inferiore ed i due maniglioni grandi su quella superiore, per attaccarsi se usciva sangue durante la copula "
Esther sta quasi vomitando e con un filo di voce: "Moishele, sento rumore di vetri rotti giù al negozio".
Era l'impulso che serviva, le dimensioni tornano normali.
Moishe balza dal letto, si infila i pantaloni e corre giù in negozio.
Troppo tardi.
Altro che irruzione dei pazzi con la svastica.
Qualche ladro è entrato nel negozio e l'ha completamente svuotato.
Son rimasti solo gli scaffali vuoti.
Nell'uscire è rimasta la porta aperta ed un colpo di vento l'ha richiusa con violenza rompendo i vetri.
Moishe per star dietro alle fisime di Esther non si è accorto dei rumori.
Oltre cento pezze di buona stoffa non si portano via in pochi minuti ed in silenzio.
Bella conclusione della serata e torna scornato su in camera da letto da Esther per darle la cattiva notizia.
Esther è al centro del letto sorridente. "Moishele, mi ero sbagliata niente sangue"
Moishe sbarra gli occhi, si volta ed esce dalla camera da letto.
Dopo qualche minuto ritorna portando una grossa scatola di cartone.
Sorridendo: "Mia diletta , lo riconosci? E' il regalo di nozze che ci ha fatto la tua cara sorellina Rebecca. Il prezioso servizio di bicchieri di cristallo. Tanto prezioso che in venti anni non l'abbiamo mai messo in tavola, sopratutto perché erano tutti bicchieri scompagnati. E so bene dove Rebecca l'ha comprato. Dal solito rigattiere, l'unico rigattiere goy di tutta la provincia. Dicevate che da quello si risparmiava e vorrei vedere che si risparmiava, tanto lui mica doveva pagare la decima al rabbino e voi sefardite di merda così non contribuivate ai costi della sinagoga. Ma ora vuoi vedere cosa ne faccio dei preziosi cristalli sefarditi?"
Prende il primo bicchiere e lo lancia contro il letto.
E finisce fin quando la scatola è vuota.
Poi li schiaccia tutti con forza fino al polverizzarli.
Uno spesso tappeto di cristalli ricopre il pavimento della camera da letto di herr Moishe Lieberman.
Questa fu la notte dei cristalli a Bad Salzschlirf |
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