Principepazzo
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| Inviato: 12/11/2008, 12:31 Oggetto: La cravatta gialla di Ciruzzo( Mercoledì Ruffilli) |
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E' una famiglia molto particolare quella di Ciruzzo Croce.
Il padre Filippo, tutti in paese lo chiamano Feleppiello, benché sia grande e grosso, ha passato, ai tempi, molti anni in manicomio e negli intervalli di libertà è stato capace di ingravidare per sei volte la moglie Rosinella, una sua cugina down violentata da piccola.
Con un simile patrimonio genetico la prole non poteva che essere diversamente abile.
Ciruzzo è l'ultimo della serie e per una imprevedibile combinazione genetica la sua diversa abilità si limita ad una incontenibile balbuzie e ad un doppio strabismo, l'occhio destro converge, l'altro diverge.
Ma come accade di frequente, si porta dietro il marchio di famiglia.
Per tutti in paese è Ciruzzo 'i Feleppiello.
Da quando il padre non si alza dal letto per una violentissima artrite deformante, Ciruzzo è l'unico che fornisce un reddito da lavoro alla famiglia, che sopravvive solo grazie alle cinque pensioni di invalidità civile.
I cinque fratelli e la madre non escono mai di casa, quando qualcuno di loro si è avventurato nel mondo, si è perso ed è stato riportato a casa dai vigli urbani.
Ciruzzo ha fatto fino alla seconda media, poi non c'è voluto più andare, ha smesso, mica facile con quegli occhi a giroscopio e quel nome di famiglia sopravvivere in una classe di ragazzi belli, intelligenti e colti.
Ciruzzo ha smesso e si è messo a lavorare, a fare il cartonaro, il mestiere del padre.
Raccoglie cartoni dai negozi e dalle fabbriche del paese e li rivende a peso ad una ditta che fa riciclaggio.
Prima usava una bicicletta con due portapacchi, poi ha comprato un tre ruote usato.
Sono passati così venti anni e Ciruzzo oltre a mantenere la famiglia, si è allargato, ora ha un furgoncino giallo e una ditta individuale, la Ciro Croce- Riciclo Carta Cartoni Scarti di fabbrica, l'ha scritto anche a stampatello con la vernice nera sulla fiancata del furgone .
Non è che guadagni molto ma riesce a tirare avanti: mantenere una famiglia di sette invalidi costa tanto, solo a considerare la spesa di pannoloni.
Ciro non fa altro che lavorare, la sera quando torna a casa si mette davanti alla TV e si fa fuori un cartone da sei birre.
Prende sonno ed il mattino dopo ricomincia.
Non parla mai con nessuno, arriva ai negozi e all'ingresso delle fabbriche, raccoglie i cartoni e riparte.
Quella mattina nel retro della più grossa fabbrica di confezioni. una Mercedes color argento ostruisce la pila di cartoni.
Ciruzzo suona il clacson, per richiamare l'attenzione.
Da un finestra si affaccia il figlio del proprietario che urla: "Aspette 'nu minuto che scenne"
Questo minuto dura almeno un quarto d'ora.
E finalmente appare Paolotto Rocca.
Ciruzzo l'ha riconosciuto, un suo compagno delle medie, il più ricco, il più bello, il più stronzo con gli sfottò feroci.
E Paolotto non perde l'occasione:"Guarda, guarda chi ci sta. E sei diventato anche imprenditore, ma quella scritta è sbagliata, dovevi scrivere Ciruzzo 'e Feleppiello. Ma fammi capire perché allo smaltimento non ci porti anche tutta la tua famiglia, rifiuti organici, te li pagherebbero bene"
Ciruzzo è abituato e non risponde.
Paolotto intanto ha spostato la macchina e mentre Ciruzzo sta caricando la pila di cartoni ricomincia: "E guardami in faccia quando ti parlo. Raddrizza lo sguardo. Ora che sei imprenditore lo voti a Berlusconi? Ma non andare in giro vestito così come un pezzente. Comprati un bel vestito che la cravatta te la regalo io" , si slaccia la cravatta gialla a pois azzurri, la allunga a Ciruzzo che la prende.
Paolotto non desiste, si avvicina al pianale del furgone, si abbassa, guarda all'interno e: "Famme verè che ti stai portando via! Lo sanno tutti che i Feleppielli campano rubando"
Ciruzzo gli arriva alle spalle, gli gira la cravatta attorno al collo, un strappo secco, a caricare e scaricare quintali di cartone al giorno si fanno i muscoli, altro che la palestra
E Paolotto crolla tra i cartoni.
Nessuno si è accorto di nulla.
Ciruzzo monta nel furgone e tra sé e sé, senza balbettare: "Porto tutto in discarica, col cazzo che lo trovano, con tutti i casini che ha con spacciatori ed usurai penseranno che l'hanno fatto sparire loro, peccato per il carico di cartone di oggi, ma la cravatta gialla me la tengo, è proprio da imprenditore" |
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Raimondo
Iscritto: 31 Mar 2005
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| Inviato: 12/11/2008, 19:39 Oggetto: |
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A parte ogni considerazione sulla stupidità umana, è una gran trovata quella dell'idiota di turno, cravattaro professionista, che di cravatta ferisce, ma di sua stessa cravatta perisce.
Complimenti, Raimondo |
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