Raimondo
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| Inviato: 14/11/2008, 01:45 Oggetto: Tenore58 - Scheda Autore n. 30 |
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Scheda Autore n. 30 - "Tenore58"
Flash sulla poetica di "Tenore58"
La penna del poeta è costantemente mossa da ansie ed inquietitudini diverse: esistenziali o memoriali, intrise di un forte "sentimento del tempo". Lo sguardo attento con cui egli scruta gli eventi e le persone, la tensione che segue alle sue riflessioni su temi e fatti personali o sociali, l’impegno mai adeguatamente gratificato dall’effettivo esito della sua gnosi lo portano, da un lato, ad inevitabili conferme della precarietà esistenziale ma, dall’altro, al convincimento che valga la pena (come si legge in una sua lirica) "di cercare / un tratto di luce buona tra infinite storie".
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Iscritto il 4.3.2008, "Tenore58" ha pubblicato sul Sito 54 testi di cui 16 in versi che, tranne uno postato in laboratorio (Acrosticario), sono stati tutti considerati in questa scheda.
Se la poesia prende le mosse da un qualsiasi evento, che in vario modo viene percepito e poi interiorizzato acquisendone piena consapevolezza, di questo itinerario - schematico ma, credo, rappresentativo - e delle tre "tappe" ora accennate si hanno tracce evidenti in altrettante composizioni di "Tenore58". Ecco quali.
La prima tappa, quella dell’accadimento, sembra si possa intravedere in "Giochi d’ombre", dove l’accento è posto sul fatto che quanto accade può essere inaspettato, come quando Torno a casa dal mio giorno morto e uguale e giunge un pensiero improvviso librato agli occhi / come sottile forma d’antichi gesti attesi /.../ mentre mite in me s’affaccia un sorriso raro, tale che stringerò piano quell’ombra prima di meritarti. È un quid indefinito, ancora in ombra, ma già più o meno inconsciamente desiderato.
Nella tappa successiva quel desiderio "prende corpo", in "Mani... mie" (*), dove esse S’intrecciano, s’uniscono, si stringono, / infinite espressioni in assenza di verbo, / sovrastano inutili parole articolandone il moto, in una sineddoche della totalità della percezione sensoriale, tesa fino ad esaltarsi in abbandonate pose / tra dolci spasmi in raggiunti amplessi; ma non è varcata la frontiera, non verbale, della comunicazione.
La terza tappa conduce oltre quella frontiera, in "Di quello che siamo...", dove finalmente Racconto nei versi il senso della vita, di viaggi della mente che impara, / leggo nei segni delle sensazioni.
Non è, né può essere, un approdo sgombro di ostacoli o che faccia cessare come per incanto ogni difficoltà, che anzi si accrescono, soprattutto dovendo "Scrivere... di me" (*) che Ho diga nel cuore a fronte di ricordi perversi, /.../ di voci lontane umiliate / da perfide muse d’inganno oppure di calunnie colmate / da brani di luce stimati, anche se speranze rinascono attraverso Parole bagnate d’inchiostro.
Così il poeta va, s’incammina su sentieri di memoria e di vita, ed esprime, in "Conosco i miei giorni...", il proprio sentimento del tempo cogliendo, dentro di sé, luci di antiche stelle spente in pensieri e, al suo fianco, Alberi amici di brezza autunnale con la consapevolezza che ascolto nei sensi / idioma di gesti accompagna il mio tempo / che lento si espande in radici capaci / di reggere raffiche che piegano il cuore; consapevolezza ribadita ne "Il soffio della vita", auspicata come premio ai miei passi calcati / giacigli di orme tracciate su prati di istanti / vissuti nel vento che corre lontano, oltre me stesso.
La similitudine-sintonia tra gli alberi esposti al vento e la condizione umana viene ripresa in "Pensieri d’autunno" (*), nei cui versi da un lato Curve d’alberi in piega assecondano venti mai uguali / così la mia schiena flette docile in stagioni che corrono avanti ma, dall’altro, l’intento di Sentirmi saggio guardando un cielo triste stamattina / nascosto ai miei occhi vissuti ed ancora curiosi di cercare / un tratto di luce buona tra infinite storie dei miei simili e, in chiusa, la coraggiosa autocritica di chiedere perdono di me stesso per quello che non sono stato.
Se, sull’onda del "mea culpa", nasce "Cinico il canto" per la precaria appartenenza che coinvolge nel nulla d’anime vuote lucidate alla vista e che scava Un solco tracciato nei giorni smarriti di misere vite / camminando strade bianche di polvere sollevata al sole, subentrano peraltro positive prese di coscienza che guidano "Lungo il cammino..." al superamento sia del limbo quotidiano, sia dei ricordi strappati / al sonno infedele dei sensi, / dal fiume d’amori smarriti affidando spiragli di vita al domani.
Il filo in grado di ricucire gli strappi dovuti alla ruvida quotidianità ha un doppio intreccio: uno ha nome speranza, appena evocata, e l’altro amore. È con questo filo tenace che l’Autore intesse la trama delle altre composizioni, tutte centrate su fremiti affettivi: anzitutto il più caro, nei versi dedicati "A mia madre", in un dipinto memoriale che ritrae, in campo lungo, Cappelli in fila chinati / su fertili zolle sommerse, / trafitte da logore mani che inducono a pensieri di fame spezzata e, in primo piano, i tuoi occhi ormai muti, /.../ fiera mondina.
Di diversa intensità, e classicamente contrassegnate da alti e bassi, si presentano le trame dell’universo duale dell’amore: quando si manifesta, in "Amore che ancora... non sei", con l’eloquenza dei gesti segnati sul volto che ora ti parla, / se intendi parole non scritte / avrai le mie mani da leggere; oppure quando, nei versi di "In viaggio verso... te!", alimenta il rimpianto e la volontà di fermare un viaggio / d’oniriche menzogne, mentre attendo condivisi sentieri / di vite al mio fianco; o ancora quando, in "Perché farsi del male!", al turbamento per il frastuono delle tue piccole bugie si aggiunge il dubbio su Cosa siamo senza essere noi ora, /.../ o soltanto due cuori cocciuti, in cerca d’amore.
Il dubbio si risolve, nei versi di "In fuga... verso te!", con la considerazione generale che questa vita che passa e a volte sorpassa, / pensieri e persone lasciate per strada e quella personale che Volo il tempo dentro spazi angusti, / troppo stretti per questo amore in attesa / d’essere vissuta gioia nel suo domani; / quel domani che spero di attraversare / con te, mano nella mano... ruga contro ruga; il che consente infine di stilare i propri "Bilanci..." positivi (di piccolo uomo che mostra l’autentica faccia, / tagliata nei tratti dal tempo che insegna) e rasserenanti: di nuovo la luce mi giunge a scacciare il buiore / e sale il vapore dalla terra bagnata, fertile, / ricordandomi che tutto è cammino di vita.
Conclusione, questa, che sembra una precisa risposta al monito di Brecht: "Non vi lasciate illudere / che è poco, la vita. / Bevetela a gran sorsi, / non vi sarà bastata / quando dovrete perderla".
Considerate nel loro insieme, le liriche di "Tenore58" appaiono intrise di contenuti prevalentemente introspettivi, con un approccio dell’Autore teso ad interrogativi e tentativi di risposte concernenti il sé ed i riflessi indotti dall’altro da sé.
Tuttavia, se protagonista è l’interiorità dell’io poetante, il mondo esterno non riveste il semplice ruolo di “background” rispetto allo sguardo indagatore del poeta; anzi è spesso comprimario, coinvolgendo l’Autore in cerca di riscontri al suo sentire.
Prova ne è la versificazione, che di volta in volta sembra essere riflesso della varietà delle pulsioni native che, quando tutte interiori, si esprimono tramite maggiore frequenza ed intensità di ritmi consentiti dal verso breve e che, quando interagiscono con l’altro da sé, trovando particolare sostegno nella natura, si distendono nelle forme e cadenze poematico-evocative del verso lungo.
Ne risulta, in definitiva, un interessante esempio di lirica capace di coniugare le tinte introspettive (che in genere indulgono al tetro, persino al drammatico, o al minimalista) con la tensione affabulatoria, supportata dall’accennato coinvolgimento della natura e dei suoi panorami trasfigurati in paesaggi dell’anima.
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SCHEDE PRECEDENTI:
n. 1 - Virginj
n. 2 - pelmo
n. 3 - donnadautunno
n. 4 - Alex Manunta
n. 5 - tiziana pizzo
n. 6 - nazim
n. 7 - Mariella Tafuto
n. 8 - umbratilis
n. 9 - raffaela ruju
n. 10 - tea42ndu4me
n. 11 - AnnaR.
n. 12 - OssoDiSeppia
n. 13 - Ameo'e
n. 14 - Blue
n. 15 - sandalè
n. 16 - cino720
n. 17 - nuccina
n. 18 - Angelo Tozzi
n. 19 - Nord_Slow
n. 20 - mezzacapa
n. 21 - Francesca Pellegrino
n. 22 - Claudio Iannicella
n. 23 - Giulia
n. 24 - GUTEMBERG
n. 25 - Jeudemots
n. 26 - Tony Alti
n. 27 - mareblucobalto
n. 28 - calamo inchiostrato
n. 29 - berardina
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(*) Testi da prendere in considerazione per la prossima antologia. |
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