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A MAIARA (Mercoledì Meinaridi)
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Autore Messaggio
michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 21/11/2008, 00:52    Oggetto: A MAIARA (Mercoledì Meinaridi)  

Contro il malocchio, toccati %u201Ci gioielli" .


A MAIARA (Mercoledì M.Meinaridi)


Sono molte le persone che credono alle magie o alle diavolerie delle fattucchiere e per proteggersi usano amuleti di ogni genere, ma è lecito e cristiano per un povero frate abbassarsi all%u2019ignoranza e alla credulità popolare?

Eppure da un po' di tempo capitavano tutte a lui le disgrazie!
Frà Candela (così era soprannominato dai confratelli a causa della sua magrezza), proprio quella mattina mentre andava per campi a raccogliere erbe medicinali, si vide attraversare la strada da un gatto nero; a niente servì toccarsi sotto la vita, proprio nell%u2019intersezione tra gli arti inferiori, quel gesto scaramantico non lo salvò dalla rovinosa caduta tra le pietre della trazzera.

Il giorno prima venerdì diciassette, alle cinque di mattina, nonostante il buon frate si fosse appeso al collo un sacchetto con dentro sale benedetto, tirando la corda della piccola campana per dare la sveglia ai frati, venne colpito dal batacchio che all%u2019improvviso si era staccato cadendogli dritto dritto sulla testa pelata, procurandogli una ferita lacero contusa.

Obbedienza, povertà e castità. A questi voti si era impegnato il fraticello e fino a quel momento li aveva assolti con devozione.
Le disgrazie continuavano giorno per giorno, ormai frà candela era disperato. La sua incrollabile fede da qualche tempo cominciava a vacillare, soprattutto dopo l%u2019ennesima jattura.

Uno dei tre voti cominciava a vacillare. Com%u2019era possibile resistere ed essere fedeli alla castità quando in confessione si presentava una donna, già da qualche mese, con il davanzale che sobbalzava a ogni peccato che confessava? E non erano peccati veniali! Confessava, non tralasciando particolari piccanti, le sue scappatelle amorose. Compunta e ogni volta pentita se ne andava contenta per essere stata assolta.
Gli occhiali di frà candela si appannavano guardando quei bei frutti tondeggianti che non chiedevano altro di essere gustati.

Le sue notti ormai erano popolati solo da incubi. La semplice e disadorna celletta si riempiva di donne che danzavano avvolte nelle loro vesti trasparenti. Convinto ormai che qualcuno gli avesse fatto una fattura il povero frate così pregava:

%u201CAcqua e Sali mè Signuri,
pi livari la fattura,
acqua e Sali San Giuvanni,
p%u2019astutari stu focu granni,
acqua e Sali pi li majari,
và fattura e nun turnari"



"Acqua e sale mio Signore
per togliere la fattura,
acqua e sale San Giovanni
per spegnere questo grande fuoco,
acqua e sale per le mavare
và fattura e non tornare"

Dopo alcune settimane d%u2019insonnia notturna e di disgrazie diurne, frà Candela era ridotto proprio uno straccio. La sua già cagionevole salute ne risentì fino al punto che lo colse la dissenteria.
A nulla servì il rimedio suggerito dai confratelli e cioè l%u2019uso del limone astringente. Il limone purtroppo non entrava in quel piccolo buco. Rassegnato dovette abbandonare l%u2019idea di guarire con rimedi naturali e affidarsi alle cure di un medico.

Deciso a porre fine al suo malessere, mentre le budella gli si contorcevano ancora di più per l%u2019emozione, arrossendo fino all%u2019inverosimile, una mattina prese il coraggio a due mani e chiese alla donna che andava da lui a confessarsi, la carità di offrirgli un passaggio in macchina fino al paese per raggiungere lo studio medico. La donna non se lo fece ripetere due volte, contenta di poter essere utile in qualche modo.

La strada , una mulattiera scomoda e piena di sassi, non era certamente il massimo delle comodità ma frà Candela si sentiva felice come una pasqua. Il profumo che emanava quella donna lo infiammava di un fuoco a lui sconosciuto. Ma ecco, all%u2019improvviso, il solito felino nero che sembrava perseguitarlo, attraversa la strada e con un lungo miauuuuuu, si dilegua oltre il muro a secco di confine. La donna, non molto esperta nella guida, presa di spavento, sterza per evitare il gatto e si caracolla dritta dritta lungo un%u2019apertura del muro infilandosi in un prato d%u2019erba. Tremante, si aggrappa con tutte le sue forze al collo del frate che nel frattempo le era rovinato addosso.

Più persuaso che confuso, il frate coglie l%u2019occasione al volo e dentro di sé quasi benedice il gatto nero che ancora una volta gli ha attraversato la strada. Muoia Sansone con tutti i filistei! Quasi grida, e senza rimorsi nè crisi di coscienza, si butta addosso a tutto quel ben di Dio, mentre benedice in cuor suo chiunque fosse stato a fargli una %u201Cfattura".
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maurizio



Iscritto: 27 Apr 2008
Messaggi: 370
Località: roma

Inviato: 21/11/2008, 12:08    Oggetto:  

Bellissimo. E ulteriore dimostrazione della femminea pragmaticità: mentre il frate perde tempo a sciogliersi le budella in pappa, la povera peccatrice addestra il proprio gatto nero ad acrobatiche esibizioni ai limiti del suicidio.
In fondo il gatto ha settevite e il sottovita del frate le vale tutte
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Rossana Carturan



Iscritto: 30 Mar 2005
Messaggi: 6597
Località: Latina

Inviato: 21/11/2008, 15:48    Oggetto:  

eh sì, proprio bellissimo!! Complimenti sempre sinceri, michelle!!!
e mille grazie!!!
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Angelo Tozzi



Iscritto: 11 Feb 2008
Messaggi: 1296
Località: Latina

Inviato: 21/11/2008, 19:36    Oggetto:  

Che bel racconto dal tono pacato e gustoso Michelle!
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bluscuro



Iscritto: 10 Ott 2008
Messaggi: 351

Inviato: 22/11/2008, 00:17    Oggetto:  

secondo me è difficilissimo questo tema, quando sembra che per magia si potrebbe parlare di ogni cosa e in ogni modo.
E qui c'è tutto, seduzione e magia e anche antidoti.
Non sconfina mai nel troppo o nel troppo poco, rimanendo in un possibile molto vicino. Scritto adatto al luogo e alle persone. brava si.
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michelle



Iscritto: 12 Dic 2007
Messaggi: 300

Inviato: 22/11/2008, 12:51    Oggetto: .....  

grazie a tutti
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